Reggio Calabria 10 aprile 2014 - Procede, a ritmi serrati, l’ultima fase del processo “Alta Tensione” che vede alla sbarra presunti esponenti delle cosche Zindato – Borghetto – Caridi - Rosmini e Serraino. Si avvicendano le arringhe difensive in favore degli imputati tutte tese a smentire sia l’impalcatura accusatoria sia le prove a conforto della prima.
Il 31 marzo è stata un udienza molto intensa che ha impegnato il Tribunale di Reggio Calabria fino a dopo le ore 20; dalla mattinata si sono infatti avvicendate le discussioni degli avvocati Basilio Pitasi difensore di Borghetto Eugenio, Marino Puntorieri difensore di Giampiero Melito, Emma Chindemi difensore di Latella Pasquale, Giuseppe Musolino difensore di Riggio Giuseppe ed Himmanuel Emilio Rinciari difensore di Quartuccio Vincenzo.
In particolare, l’arringa dell’avv. Rinciari, in favore di Quartuccio Vincenzo (durata circa due ore), ha evidenziato come l’indagine nei confronti del proprio assistito risulti sfornita degli opportuni riscontri probatori per poter addivenire ad una pronuncia di condanna che possa superare il vaglio del principio del cd. “oltre ogni ragionevole dubbio”.
Infatti, il difensore, nella propria tesi difensiva, ha dimostrato al Tribunale come il Quartuccio risulti completamente distaccato dall’eventuale contesto associativo (sia per l’assenza di contatti con i coimputati sia in relazione all’elemento della continuità temporale).
Ancora, ha evidenziato il difensore, che l’unica vicenda costituente reato fine contestato al Quartuccio, e relativa alla presunta estorsione al Supermercato “Spaccio Alimentare” sito in Reggio Calabria, località San Giorgio extra, non risulta probatoriamente dimostrata e riscontrata sia nella tesi accusatoria sia a livello di riscontri oggettivi (fatti), per poter consentire di ritenere dimostrata e provata una partecipazione del Quartuccio Vincenzo all’episodio delittuoso contestato in concorso con altro coimputato.
Rappresentava, inoltre, il difensore che nella circostanza suddetta non è dato riscontrare nemmeno l’ipotizzato incontro che avrebbe dovuto precedere il presunto episodio estorsivo fra il coimputato concorrente ed il Quartuccio.
Il difensore ha da ultimo chiarito che non esistevano contatti fra il Quartuccio ed il concorrente nel reato, soggetto del quale il Quartuccio, secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbe stato intermediario.
Concludeva, dunque, l’avv. Himmanuel Emilio Rinciari ricordando il pensiero di Fedor Dostoevskjj riguardo al mistero dell’esistenza umana ed al trovare una ragione nella vita e richiedendo a gran voce l’assoluzione del proprio assistito da tutte le imputazioni contestate.
Luigi Palamara
Giornalista, Direttore Editoriale e Fondatore di MNews.IT
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