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La tragedia di Sauccio, nelle campagne di Bagaladi. Due vecchietti di Roghudi precipitano con la Jeep, recuperati dai Carabinieri e dai volontari. Uno, Bruno Romeo perde la vita per le ferite.


In compagnia del padre dell’avvocato Mario Maesano, stavano effettuando un excursus campagnolo ala ricerca di acqua di fonte, nella rinomata località “Sauccio “ di Bagaladi
ROGHUDI (RC) IL PENSIONATO BRUNO ROMEO COLPITO DA UN DESTINO CRUDELE
Domenico Salvatore

Roghudi (RC)- Bruno Romeo è morto! Che cosa resterà di Bruno Romeo? Sono i primi due pensieri che seguono la dipartita di ogni defunto. Di ogni uomo. Che importa come sia morto. In montagna, mentre andava ad attingere acqua alla fontana. Un gesto automatico per tanta gente. Semplice, scontato, abitudinario. I fustelli di plastica da riempire. Il ritorno in famiglia, dai parenti che aspettano in ansia. Anche stavolta doveva essere così. Come sempre. Ma finchè non lo vedi spuntare, sentire la sua voce, il suo lamento, la sua battuta, c’è sempre quello stress che lavora dentro l’anima come un tarlo invisibile. Il destino ha cambiato le carte in tavola. Inaspettatamente. Non era la prima volta; conosceva la strada, le curve, il tragitto. Gesti meccanici, sempre uguali. La macchina era a posto, il chek-up efficace: ruote, freni, motore, luci. Da quel che si riesce a capire, il papà di Mario Maesano (avvocato, ex vicesindaco, presidente del Circolo culturale, Paleaghenea), non era molto propenso ad andare in montagna per l’acqua. Ma le insistenze dell’amico lo hanno convinto. Dopo tutto, una scampagnata con questo bel sole primaverile, non sarebbe male. La partenza di buon mattino. Ma l’insidia è dietro la curva. Un calcolo di manovra errato. Una ruota che scivola, un malore improvviso, un calo di zuccheri, una vertigine.



Non si sa. La campagnolo esce fuori di strada e comincia ad andare per fatti suoi. Oramai senza controllo. La strada di solito è battuta dai cercatori di acqua, ma quel giorno per una strana coincidenza, non ci passa più nessuno. I due anziani, rimangono intrappolati dentro l’abitacolo. Ancora vivi ma ridotti maluccio per i continui capitomboli dell’autovettura. Non hanno la forza di uscire e di andare a chiedere aiuto. Restano lì per ore ed ore. Nessun cacciatore a caccia di “morbizze” o di volpi. Nessun amatore di motocross o ci mountainbike. Nessuna scampagnata di boy-scout- Niente di niente. Scendono le prime ore della sera ma dei due nessuna traccia. Partono le prime telefonate. Non ci vuole molto a capire, che dev’essere successa qualcosa di grave. Partono i primi volontari, i parenti, gli amici. Poi arrivano i Carabinieri della locale stazione di Bagaladi in collaborazione con quelli di Melito. Arrivano anche i Vigili del Fuoco del distaccamento di Reggio Calabria-Melito. Intorno alle diciotto-diciannove di martedì otto aprile 2014. La corsa verso gli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria, attrezzati di sala di rianimazione. Per Bruno Romeo, non c’è più niente da fare. La gravità delle ferite lacero-contuse, fratture e traumi, non lasciano scampo. Il Maesano invece, che si trovava sul sedile lato passeggeri, dà segni di vita. I soccorsi del 118, si rivelano quanto mai preziosi. Le prime cure sono miracolose. Non si dispera di poterlo salvare. Tutto per l’acqua. Ma la morte, popolarmente si dice, viene sempre con una scusa.



Questo era il suo destino. In un modo o nell’altro si deve morire. Ognuno spera di arrivare magari a cento anni ed in discreta salute. È normale; è umano. Le cattive notizie viaggiano sulle ali del vento. Roghudi apprende i contorni della tragedia che ha colpito la comunità. Il parroco don Giovanni Zampaglione arriva in paese a portare il suo conforto delle famiglie colpite da lutto. Niente astio, rancore, animosità, ma dolore e rassegnazione. Il sindaco Agostino Zavettieri, la Giunta il Consiglio tutto, si fanno parte diligente per alleviare il disagio e la sofferenza dei dolenti. La possibilità di disporre con facilità di un bene prezioso ne fa spesso sottovalutare l’importanza. 




Il problema della scarsità di acqua, fonte Wikipedia, è sentito soltanto dalle popolazioni che vivono quotidianamente il dramma della siccità. Tra i liquidi: acqua, latte, olio, vino ecc. è ritenuto il più prezioso. L'acqua è un composto chimico di formula molecolare H2O, in cui i due atomi di idrogeno sono legati all'atomo di ossigeno con legame covalente. In condizioni di temperatura e pressione normali si presenta come un sistema bifase – costituito da un liquido incolore e insapore (che viene chiamato "acqua" in senso stretto) e da un gas incolore (detto vapore acqueo) – ma anche come un solido (detto ghiaccio) nel caso in cui la temperatura sia uguale o inferiore alla temperatura di congelamento.[7]Essendo l'acqua un ottimo solvente, le acque naturali contengono disciolte moltissime altre sostanze, ed è per questo motivo che con il termine "acqua" si intende comunemente sia il composto chimico puro di formula H2O, sia la miscela (liquida) formata dallo stesso, con altre sostanze disciolte al suo interno.



L'acqua in natura è tra i principali costituenti degli ecosistemi ed è alla base di tutte le forme di vita conosciute, uomo compreso; ad essa è dovuta anche la stessa origine della vita sul nostro pianeta ed è inoltre indispensabile anche nell'uso civile, agricolo e industriale; l'uomo ha riconosciuto sin da tempi antichissimi la sua importanza, identificandola come uno dei principali elementi costitutivi dell'universo e attribuendole un profondo valore simbolico, riscontrabile nelle principali religioni. In Italia, come negli altri Paesi europei e nordamericani, la maggior parte dei cittadini ritiene l’approvvigionamento idrico un fatto semplice e scontato; Lava, disseta, ristora; spesso la sprechiamo senza accorgercene; nel mondo ci sono delle persone che per l'acqua muoiono e combattono.

Domenico Salvatore
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