CINQUEFRONDI (Reggio Calabria). I carabinieri della Compagnia di Taurianova hanno sottoposto a fermo sei persone con l'accusa di traffico di armi e sostanze stupefacenti. I fermi sono: Antonella Bruzzese, 32 anni, con precedenti di polizia per estorsione ed inosservanza dei provvedimenti dell’autorità; Lorenzo Bruzzese, 32 anni, con precedenti di polizia per associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, violazione dei sigilli, porto di armi, ricettazione, sottrazione di cose sottoposte a sequestro; Emanuele Papaluca, 23 anni, con precedenti di polizia per furto; Leonardo Tigani, 31 anni, con precedenti di polizia per porto abusivo di armi e falso; Antonio Raco, 28 anni, Antonio Valerioti, 50 anni, residente a Brugherio (Milano). I fermi stati fatti in esecuzione di un decreto emesso dalla Dda di Reggio Calabria. L'operazione giunge dopo una complessa indagine nel corso della quale era già stato eseguito nel marzo scorso l'arresto in flagranza di Ettore Crea, 42 anni, e il fermo di Giuseppe Ladini, di 36 anni.
Stamani, alle ore 3.30, a Cinquefrondi, Anoia, Melicucco e Brugherio (MI), a parziale conclusione delle indagini, i carabinieri della Compagnia di Taurianova, coadiuvati da personale delle Compagnie di Gioia Tauro e Monza, del Nucleo carabinieri cinofili e dello Squadrone eliportato carabinieri cacciatori del Gruppo operativo calabria, nonché dell’8° Nucleo elicotteri carabinieri di Vibo Valentia, in esecuzione del decreto di fermo di indiziato di delitto emesso in data 4 aprile dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria – Direzione distrettuale antimafia, hanno eseguito i sei provvedimenti. Secondo gli investigatori dell’Arma, le risultanze investigative, acquisite anche con l’ausilio di attività tecniche, hanno consentito di documentare plurime cessioni di armi e droga condotte a vario titolo dagli indagati tra il dicembre 2013 ed il marzo 2014, nonché di riscontrare a loro carico un concreto pericolo di rendersi irreperibili per sottrarsi ai conseguenti provvedimenti restrittivi, anche alla luce del fermo di indiziato di delitto eseguito il 24 marzo scorso a carico del principale indagato Giuseppe Ladini.
Nel corso della perquisizione eseguita presso il domicilio del Papaluca sono stati trovati 4.500 euro in contanti di presumibile provenienza illecita, una canna di fucile con matricola abrasa e un dispositivo elettronico per il disturbo delle frequenze e la rilevazione di microspie. In totale sono stati sequestrati: 4 fucili di cui un fucile mitragliatore calibro 5,56; 2 pistole; svariate munizioni e parti di armi; un panetto da 1 Kg di cocaina; 4.500 euro in contanti; un dispositivo elettronico per il disturbo delle frequenze e la rilevazione di microspie; una pressa per il confezionamento dei panetti di cocaina; strumentazioni per assemblare e riparare armi; svariati gruppi canna-culatta-otturatore. I particolari dell’operazione sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa tenutasi nella caserma Fortunato Caccamo di Reggio Calabria, sede del Comando provinciale dei carabinieri. All’incontro con i giornalisti hanno participato il procuratore capo Federico Cafiero De Raho, il comandante provinciale colonnello Lorenzo Falferi, il comandante del Reparto operativo tenente colonnello Gianluca Valerio, il comandante del Nucleo investigativo tenente colonnello Michele Miulli, il comandante del Ros maggiore Gianluca Piasentin, il comandante della Compagnia di Taurianova capitano Marco Barone, il comandante del Norma di Taurianova tenente Maurizio Blasa.
Luigi Palamara
Giornalista, Direttore Editoriale e Fondatore di MNews.IT
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