La destra estrema di Marine Le Pen ha stravinto le votazioni francesi con un’affermazione elettorale che Hollande temeva, ma non si sarebbe mai atteso! Ma la nostra considerazione non va tanto allo schieramento politico emergente, quanto alle ideologie che questo porta avanti da tempo e delle quali buona parte si trova nero su bianco sul programma di Nuova Carboneria Italiana.
Stiamo parlando della concentrazione della politica sull’individuo, finalmente, e non più solo sulla gestione amministrativa dello Stato: stiamo parlando dell’uscita dall’euro e la creazione di una Banca di Stato che batta moneta Italiana; stiamo parlando di parità di diritti e di doveri estesi per tutti i cittadini, senza più distinzioni; stiamo parlando, in una sola parola, di libertà
Circa 45 milioni di elettori sono stati chiamati a votare in queste elezioni francesi, che sono considerate la prima grande prova per François Hollande. Le votazioni riguardano l’elezione per sei anni dei consiglieri locali di 36.700 comuni, che nomineranno fra loro i futuri sindaci.
Facile immaginare cosa succederà in Francia tra qualche mese, alle imminenti votazioni europee.
Ed è quello che auspichiamo avvenga in Italia, quando saremo chiamati alle urne per decidere chi dovrà rappresentarci in Europa. Potrebbe sembrare una contraddizione, noi che auspichiamo l’uscita dell’Italia dall’euro, che ci si interessi di elezioni europee. Ma ovviamente non è così. Se in Europa non si “mandano” rappresentanti che portino a compimento ideologie che accompagnano anche il nostro pensiero, prevarranno sempre le ideologie altrui, quelle che hanno portato l’Italia allo sfacelo più completo, alla miseria generalizzata – tranne naturalmente per chi sta al vertice – ai numerosi suicidi, a pignoramenti ed azioni legali che non si riesce più a contare. Bisognerà mettere in minoranza i cosiddetti ”poteri forti” e far prevalere la parità anche in Europa. La cosa più assurda è che tra tutti gli Stati componenti attualmente l’Europa, l’Italia è lo Stato che maggiormente contribuisce in termini di esborso finanziario; eppure ci troviamo alle dipendenze della Germania che, invece, è lo Stato che contribuisce di meno. Inutile rammentare la solita storia della disparità della quotazione delle monete: se si vuole rimanere in Europa, l’Italia non può più restarci alle attuale condizioni, che si porta dietro fin dal trattato capestro stipulato a Maaastricht nel 1992, ed entrato in vigore nel 1993.
Questi gli obiettivi che si proponevano gli Stati aderenti a Maastricht:
1- rafforzare la legittimità democratica delle istituzioni;
2- rendere più efficaci le istituzioni;
3- instaurare un'unione economica e monetaria;
4- sviluppare la dimensione sociale della Comunità;
5- istituire una politica estera e di sicurezza comune.
Quali di questi obiettivi è stato raggiunto? Dov’è la nostra legittimità democratica? E l’efficacia dell’Italia quale istituzione? L’unione economica è stata teoricamente realizzata, ma con quali danni agli Stati più deboli? La dimensione sociale della Comunità Europea, sulla carta, risulta accresciuta, ma cosa conta il numero degli aderenti, quando tra questi non esiste parità di tenore di vita? E infine, la politica estera e di sicurezza comune non è qualcosa di estremamente risibile in Europa? Basti pensare a quello che succede in Italia con gli sbarchi incessanti di profughi stranieri e all’atteggiamento indifferente dell’Europa nei nostri riguardi!
In pratica un fallimento su tutti i fronti!
E non sto qui a rammentare ancora una volta quanto ci costa l’emissione di carta straccia della BCE solo in termini di interessi annuali: debiti che non riusciremo mai a coprire per intero e che ottengono solo di accrescere a dismisura il nostro debito pubblico.
Se poi consideriamo che Renzi è andato a sottomettere al parere della Merkel l’azione di governo che intende intraprendere e che questa ha risposto che ci terrà sotto controllo, mi pare che si sia toccato davvero il fondo della dipendenza da terzi e dell’assoluta vanità di un nostro permanere in Europa.
Nicola Barreca (Nuova Carboneria italiana)
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