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BOMB JAMMER PER IL PM NINO DI MATTEO.

“BOMB JAMMER” PER IL PM NINO DI MATTEO.
REGGIO CALABRIA, 30 – Marzo – 2014. Il prossimo 3 aprile, alle ore 16, dinanzi ai Palazzi di Governo di ogni provincia italiana, avrà luogo un sit-in – promosso da Scorta Civica - volto a  mostrar solidarietà al magistrato palermitano Antonino Di Matteo, attualmente impegnato nel processo a carico dell’ex prefetto Mori, che cerca di far emergere le celate verità sui rapporti – sviluppatisi durante le stragi del 1992-1993 - tra criminalità organizzata ed alte cariche dello Stato, meglio noti come trattativa Stato-mafia. Tale suo incondizionato impegno, lo ha visto vittima – recentemente – di dure minacce di morte da parte di colui che “adora far ballare la samba allo Stato”: il boss Totò Riina. Da una conversazione privata in carcere con il capomafia della Sacra Corona Unita, Alberto Lorusso, ed intercettata dalla magistratura, è emerso che Riina progettava di uccidere il pm Di Matteo, così irridendolo: “Farà la fine del tonno il pubblico ministero di questo processo, che mi sta facendo uscire pazzo. Organizziamola questa cosa! Facciamola grossa e non ne parliamo più”. Il pm Di Matteo, già sotto scorta dal 1995, non teme nulla, anzi ha rifiutato l’uso di un mezzo blindato Lince, ritenendolo “un vero e proprio carro armato, non adatto a circolare in un centro abitato”.
Il Movimento ReggioNonTace ha aderito all’iniziativa di Scorta Civica, che chiede la fornitura alla scorta del pm in questione e di ogni altro in pericolo di vita, di un dispositivo ad alta sofisticazione, in grado di inibire l’uso di telecomandi che possano far esplodere bombe a distanza, determinando efferate stragi, simili a quelle che hanno coinvolto i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, nonché gli uomini delle loro scorte, che hanno dedicato la loro vita – sacrificandola – alla legalità, senza mai perdere di vista l’umanità e l’integrità morale.
Il bomb jammer, deve essere impiegato ex ante e non dopo l’ennesimo attentato. Non serve che la scorta sia potenziata e portata da 5 a 10 uomini.. significherebbe farne morire dieci invece di cinque. Basta con le parole, servono i fatti e misure di sicurezza adeguate, all’altezza di quegli uomini che si distinguono per il coraggio di condurre le proprie azioni” – ciò quanto affermato da Salvatore Borsellino, fratello del compianto Paolo.

Si invita la cittadinanza tutta ad esser parte integrante dell’iniziativa, per gridar coesa ed a gran voce che: “NOI SIAMO CON I MAGISTRATI E CON NINO DI MATTEO. MAI PIU’ ACCORDI STATO-MAFIA”!!
Facciamo tesoro di quanto asserito da Giovanni Falcone, nel corso di una delle sue ultime interviste, rilasciata a Raitre: “La mafia non è affatto invincibile. È un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio, e avrà anche una fine. Piuttosto bisogna rendersi conto che è un fenomeno terribilmente serio e molto grave e che si può vincere non pretendendo eroismo da inermi cittadini, ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni”.

Maria Luisa Rossello.

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