PALERMO: ORGANIZZAVANO TRUFFE INTERNAZIONALI. ARRESTATI DAI CARABINIERI.
Dalle prime ore dell’alba, in diverse regioni del territorio nazionale, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Palermo stanno eseguendo decine di provvedimenti restrittivi emessi dal G.I.P. del Tribunale di Palermo su richiesta della locale Procura della Repubblica - Direzione Distrettuale Antimafia.
Gli arrestati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di “associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati contro il patrimonio, anche ai danni di noti istituti di credito e numerose società finanziarie, e la pubblica fede, nonché di riciclaggio degli illeciti profitti”.
Nel corso dell’operazione, convenzionalmente denominata “Cala s.p.a.”, sono stati sequestrati beni per un valore di circa 10.000.000 di €.
Ulteriori particolari saranno resi noti nel corso della conferenza stampa che si terrà alle ore 10:30, presso la palazzina “M” della Procura della Repubblica di Palermo.
OPERAZIONE “CALA S.p.a”
1. PREMESSA
I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Palermo, coordinati dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia (Procuratore Aggiunto dott. Leonardo AGUECI, Procuratore Aggiunto dott. Bernardo PETRALIA, Sostituti Procuratori dott. Calogero FERRARA, dott. Antonino DI MATTEO e dott.ssa Marzia SABELLA), hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 27 soggetti (5 sottoposti al regime della custodia cautelare in carcere e 22 a quello degli arresti domiciliari) emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Palermo dott. Lorenzo JANNELLI.
Oltre che dei reati fine di “riciclaggio, truffe, accesso abusivo a sistemi informatici o telematici e furti”, 15 degli arrestati dovranno rispondere anche del reato di “associazione per delinquere”.
Nello stesso contesto, si è proceduto al sequestro preventivo di nr. 8 complessi aziendali, nella disponibilità di alcuni soggetti investigati, per un valore complessivo di circa 10 milioni di euro.
Le indagini hanno consentito di accertare l’esistenza di una ben strutturata associazione per delinquere i cui appartenenti, ciascuno con specifiche competenze professionali (imprenditori, avvocati d’affari, bancari e banchieri esteri, cracker, consulenti finanziari e mediatori creditizi, consulenti aziendali, ragionieri e dottori commercialisti, immobiliaristi, periti assicurativi), si adoperavano in complesse operazioni finanziarie illecite.
2. L’ORIGINE DELLE INDAGINI.
Le indagini sviluppate costituiscono il proseguimento delle attività che, nel febbraio 2009, hanno condotto all’Operazione denominata convenzionalmente “Senza Frontiere”, con l’esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 12 appartenenti a Cosa nostra. Le investigazioni avevano consentito di ricostruire le dinamiche operative della famiglia mafiosa di Villabate in un delicato periodo di transizione, quello successivo all’arresto di Giovanni D’AGATI, successore di Nicola MANDALA’ nella reggenza della consorteria.
L’analisi dei soggetti in contatto con gli ambienti mafiosi villabatesi faceva orientare le attenzioni investigative nei confronti di ROMANO Lorenzo, abile uomo d’affari risultato essere a capo di una associazione per delinquere dedita alla commissione di reati contro il patrimonio e la pubblica fede.
3. I REATI CONTESTATI
Le vicende criminose accertate nel corso delle indagini, costituenti reati-fine del sodalizio, possono schematizzarsi:
- nel tentativo di sottrazione di ingenti somme di denaro attraverso l’accesso abusivo al sistema informatico e telematico del Gruppo Monte dei Paschi di Siena, previo furto da una filiale MPS di Palermo di documentazione cartacea ed informatica da utilizzare per la commissione del reato;
- nel tentativo di riciclaggio di ingenti somme in valuta estera;
- nel tentativo di truffa posto in essere attraverso la realizzazione di false polizze fideiussorie, previo furto da una filiale MPS di Palermo della relativa documentazione e modulistica;
- nelle truffe commesse in danno di società finanziarie e dell’INPS, attraverso fittizie “cessioni del quinto dello stipendio” e indebite riscossioni di “indennità di disoccupazione”;
- nella rapina di quasi due miliardi di lire consumata il 2 maggio 1995 a Messina, in danno di una filiale del Monte dei Paschi di Siena.
a. Il tentativo di sottrazione di ingenti fondi da conti correnti del Monte dei Paschi di Siena.
Nel marzo 2010, emergeva che ROMANO Lorenzo, titolare della “Adivisor Team”, stava pianificando, unitamente ad altri soggetti, una fraudolenta sottrazione, per quaranta milioni di euro, da conti (denominati rispettivamente “Cassa previdenza nazionale dipendenti MPS” e “Fondo pensione complementare dipendenti MPS”) esistenti presso la sede centrale del Monte dei Paschi di Siena. Il denaro, una volta sottratto, sarebbe stato trasferito in un conto corrente della “Falcon Bank” di Zurigo e da lì, tramite successive operazioni “estero su estero”, in paradisi fiscali oltreoceano.
Quanto rappresentato trova chiaro riscontro in una conversazione intercorsa fra TORTORICI Alfredo e SPATARO Francesco: “TORTORICI: …. ci vogliono almeno due passaggi, perché tra il secondo e il terzo si mette la chiave di chiusura… deve fare un giro dall’altra parte dell’oceano, verso il sud dell’oceano, deve girare le acque per poi rientrare di nuovo eventualmente in una filiale. SPATARO F.: … questo e’ il fondo di una cassa mutua interna dei 32 mila dipendenti (MPS ndr), quindi c’è questo fondo di 40 milioni …”.
L’operazione, ideata da TORTORICI Alfredo (residente in Gran Bretagna e soprannominato Skinner), si sarebbe dovuta concretizzare grazie alla compartecipazione di:
- un impiegato infedele di una filiale del Monte dei Paschi di Siena di Palermo (SPATARO Francesco);
- abili cracker (SPOTO Fabrizio, BURRAFATO Giuseppe e AIELLO Alessandro);
- spregiudicati banchieri e mediatori finanziari (DA PONTE Robert e PORISIENSI Paolo).
In particolare, SPATARO Francesco, dapprima sottraeva documentazione riservata (manuali operativi e codici di identificazione di alti dirigenti della banca) da una agenzia del Monte dei Paschi di Siena di Palermo e, successivamente, consentiva ad uno dei cracker dell’organizzazione, SPOTO Fabrizio,[1] di accedere clandestinamente ai locali della filiale allo scopo di creare, attraverso l’utilizzo di una smart key, un collegamento telematico con l’esterno.
Sulla base degli elementi raccolti, i Carabinieri del Nucleo Investigativo, d’intesa con la Procura della Repubblica di Palermo, al fine di evitare che il delitto fosse consumato, allertavano la direzione generale del Monte dei Paschi di Siena del concreto rischio che i sistemi di sicurezza informatica della banca potessero essere violati.
In tal modo si consentiva all’istituto di credito di attivare le necessarie difese informatiche al fine di impedire che gli attacchi telematici potessero avere successo.
b. I tentativi di riciclare ingenti quantitativi di valuta estera di provenienza illecita.
Dalle indagini emergeva che PERRONE Giovanni, imprenditore edile di Castelvetrano (TP), in passato indagato per associazione mafiosa nell’ambito dell’operazione denominata “Golem II”, era in possesso di un ingente quantitativo di valuta estera, marchi tedeschi e dollari americani, giacente in un istituto di credito svizzero.
Il PERRONE, collaborato dall’avvocato ATRIA Antonio, anche lui di Castelvetrano, da ROMANO Lorenzo e DUMAS Dario, tentavano di immettere fraudolentemente sul mercato valuta estera fuori corso (1 milione e mezzo di marchi) e certificati di deposito in dollari americani (8 milioni) attraverso la loro vendita ad un prezzo inferiore rispetto al valore di cambio. Nell’operazione avrebbero svolto un ruolo determinante i mediatori finanziari SIVIERI Eros, ZANROSSO Germano e STAGI Nicola.
Le indagini permettevano di documentare, a San Marino, a Montecatini Terme e a Bologna, importanti incontri tra gli indagati, nonché di recuperare le fotografie delle banconote a riprova della loro effettiva disponibilità.
La foto evidenzia che sulle banconote era stata collocata la copia del quotidiano “IL GIORNO”, edizione del 27 ottobre 2010, nella quale era anche riportata a penna la dicitura “DEDICATO” e la firma di PERRONE Giovanni.
|
La foto ritrae le stesse banconote dell’altro fotogramma e la copia del “GIORNALE DI BERGAMO”, edizione del 02 novembre 2010, probabilmente a ulteriore garanzia dell’effettiva disponibilità della valuta estera.
|
La conferma della effettiva disponibilità della valuta estera e del disegno criminoso si acquisisce anche da un inequivocabile intercorso tra ROMANO Lorenzo e PERRONE Giovanni: “ROMANO: … allora, siamo rimasti in questo modo, va bene puoi prendere il Corriere della Sera, un giornale di oggi …. l'importante è che tu metti nome e cognome a stampatello, poi metti una bella firma sopra e qualche mazzetta che si vede sia la data che le mazzette sopra …. il giornale col numero di serie e domani ovviamente il giornale te lo riporti tu, me lo porti qua quando ci vediamo, va bene? PERRONE: logico è normale, va bene ok! ROMANO: mi raccomando, Giovanni, quando fai la foto, che le mazzette sopra … che si veda bene … anche se ne fai diverse, l'importante è che tu poi dici si vede tutto bene: data, quello che ho scritto e tutto quanto, va bene?”.
c. Il tentativo di truffa posto in essere attraverso la realizzazione di false polizze fideiussorie, previo furto da una filiale MPS di Palermo della relativa documentazione e modulistica.
Le indagini hanno consentito anche di accertare che l’associazione per delinquere aveva posto in essere un articolato sistema finalizzato a creare fideiussioni bancarie false da utilizzare in operazioni fraudolente.
Anche in questo caso, hanno giocato un ruolo determinante soggetti con specifiche professionalità quali impiegati di banca, imprenditori, liberi professionisti e esperti finanzieri, ciascuno con specifici compiti finalizzati alla commissione delle truffe e alla successiva spartizione degli illeciti profitti.
L’affare più remunerativo avrebbe dovuto riguardare ancora una volta il Monte dei Paschi di Siena da cui l’infedele dipendente SPATARO Francesco aveva trafugato dei moduli per la stipula di polizze fideiussorie.
In concreto, il gruppo criminale, attraverso false garanzie fideiussorie e avvalendosi di una delle società facenti capo al FONTANA, avrebbe effettuato un grosso ordinativo di merce che sarebbe stata rivenduta subito dopo la consegna e mai pagata al fornitore perché, intanto, la società debitrice sarebbe fallita.
Emblematica al riguardo la seguente intercettazione: “a livello societario si possono creare tante cose! …Diciamo che attualmente ho per le mani … che gestisco … che mi stanno lavorando a pieno regime, sono 12 società ma ho 22 società messe in lista che … ormai .. diciamo che è una catena di montaggio perché io ogni anno ne programmo due o tre che SI INCENERISCONO (ndr. falliscono) … ormai le ho messe tutte a pieno regime, diciamo. …. Perché la cosa ANOMALA DI QUESTE SOCIETA’ E’ CHE IO NON SPUNTO DA NESSUNA PARTE!!! … Io .. ho fatto, in questi anni, come .. ho fatto sempre cose piccole .. INDOLORE … potrei fare molto di più però oggi quello che manca è il TEAM!! La collaborazione di persone .. che quando parliamo di un progetto, hanno già un progetto … sappiamo se si può fare o meno….”.
d. Le truffe commesse attraverso fittizie “cessioni del quinto dello stipendio” e indebite riscossioni di “indennità di disoccupazione”.
Dalle indagini è emerso che il gruppo criminale era impegnato anche in operazioni illecite attraverso il meccanismo delle cosiddette “cessioni del quinto dello stipendio”.
La truffa prendeva le mosse dall’individuazione di soggetti disoccupati da almeno due anni (e ciò al fine di lucrare anche i vantaggi fiscali connessi) che, dopo essere stati assunti in una delle società di fatto riconducibili al FONTANA, facevano richiesta di prestito personale a società finanziarie, con l’impegno di restituzione in rate da trattenere dalla busta paga.
Il danaro ottenuto in prestito, quantificabile per ciascuna operazione in circa 11.000 euro, veniva spartito fra il sodalizio e i lavoratori, ma non veniva mai restituito in quanto il dipendente veniva licenziato e la società datrice di lavoro dichiarata fallita. Il licenziamento prima del fallimento consentiva anche di lucrare, in danno dell’INPS, l’indennità di disoccupazione quantificabile in circa 9.000 euro per ciascun lavoratore.
e. La ricostruzione della rapina miliardaria, avvenuta nel 1995, in danno di una filiale messinese del gruppo MPS.
Le indagini hanno permesso di accertare la partecipazione di SPATARO Francesco alla commissione di una rapina miliardaria messa a segno, il 2 maggio del 1995, ai danni di una filiale del Monte dei Paschi di Siena di Messina.
In quell’occasione, lo SPATARO, dipendente di quell’agenzia, fu indagato, ma la sua posizione processuale presto archiviata.
Con le recenti indagini sono stati acquisiti inconfutabili elementi di reità a suo carico in ordine al reato, commesso, a suo dire, da appartenenti a cosa nostra palermitana per conto dei quali aveva svolto il ruolo di “basista”.
4. LE SOCIETÀ SEQUESTRATE.
Dalle indagini è emerso chiaramente che FONTANA Eustachio, formalmente titolare della sola ditta “FONTANA s.r.l.”, di fatto gestiva una rete fittissima di aziende, intestate a prestanome e operanti in svariati settori economici, delle quali aveva già programmato il fallimento. Quindi, si è proceduto al sequestro penale delle società riconducibili al FONTANA:
- la società a responsabilità limitata “Mediterranea Contract s.r.l.”, con sede legale a Milano e sedi secondarie a Palermo (PA), Marsala (TP) e Aversa (CE), operante nel settore del commercio all’ingrosso di frutta e ortaggi freschi;
- la società cooperativa “Mediterranea Soc Coop A R L”, con sede legale e operativa a Partinico (PA), operante nel settore dei servizi;
- la società a responsabilità limitata “L’uliva s.r.l. unipersonale”, con sede legale e operativa a Caltanissetta (CL), operante nel settore della lavorazione e conservazione di frutta e di ortaggi;
- la società cooperativa agricola “Cantina sociale le due palme”, con sedi legali e operative a Calatafimi Segesta (TP) e Castel Volturno (CE), operante nel settore del noleggio di macchine e attrezzature agricole;
- la società cooperativa agricola “Cooperativa G.F. Agricoltura”, con sede legale e operativa a Vittoria (RG), operante nel settore del commercio all’ingrosso di fertilizzanti;
- la società a responsabilità limitata “Fontana s.r.l.”, con sede legale e operativa a Palermo, operante nel settore del commercio all’ingrosso di frutta e ortaggi freschi.
Inoltre, sono state sottoposte a sequestro preventivo:
- la società “Advisorteam”, con sede legale e operativa a Palermo, via San Sebastiano 30, operante nel settore delle assicurazioni e della consulenza per le imprese, di ROMANO Lorenzo;
- la società a responsabilità limitata “SA.FI. s.r.l.” di Villabate, a cui fa capo l’agenzia “Mutui Time” di Villabate, direttamente riconducibile a MANDALA’ Giuseppe Andrea.
ELENCO DEGLI ARRESTATI IN CARCERE
- ROMANO Lorenzo, nato a Palermo il 22.12.1965, consulente finanziario per le imprese;
- DUMAS Dario, nato a Palermo il 29.10.1965, perito assicurativo;
- FONTANA Eustachio, nato a Corleone (PA) il 15.09.1972, imprenditore;
- SPATARO Francesco, nato a Palermo il 02.12.1959, bancario;
ELENCO DEGLI ARRESTATI AI DOMICILIARI
1. SPATARO Giuseppe, nato a Palermo il 13.10.1962, disoccupato;
2. MARINO Calogero, detto Gino, nato a Palermo il 27.05.1944, consulente finanziario;
3. SCIMONE Francesco, nato a Palermo il 20.04.1969, in atto detenuto, mediatore immobiliare;
4. D’AMICO Natale, nato a Bagheria il 16.02.1962, titolare di agenzie immobiliari;
5. ATRIA Antonio, nato a Castelvetrano il 19.08.1966, avvocato;
6. ILARI Francesco, nato a Custonaci (TP) il 19.01.1960, Ispettore della P. di S. in pensione;
7. MANDALÀ Giuseppe Andrea, nato a Palermo il 19.10.1981, consulente assicurativo;
8. BALISTRERI Gioacchino, nato a Marsala il 06.11.1948, consulente del lavoro;
9. STASSI Giorgio, nato a Palermo il 29.06.1961, collaboratore di TORTORICI;
10. AIELLO Alessandro, nato a Palermo il 11.01.1976, in atto detenuto;
11. BURRAFATO Giuseppe, nato a Palermo il 20.04.1965, commerciante;
12. SPOTO Fabrizio, nato a Capaci (PA) il 20.07.1969, Cracker, programmatore informatico;
13. ALAGNA Antonio, nato a Marsala il 14.01.1964, imprenditore;
14. PORISIENSI Paolo, nato a Pordenone il 26.06.1966, consulente finanziario;
15. DA PONTE Robert, nato negli USA il 09.02.1949, in atto detenuto, banchiere svizzero;
16. STAGI Nicola, nato a Viareggio (LU) il 05.07.1967, imprenditore;
17. PERRONE Giovanni, nato a Castelvetrano il 27.03.1973, imprenditore edile;
18. SIVIERI Eros, nato a Torino il 11.05.1965, imprenditore;
19. ZANROSSO Germano, nato a Vigevano (PV) il 19.05.1957, imprenditore;
20. FEO Alessandro, nato a Palermo il 29.08.1970, consulente finanziario;
21. SANCES Francesco, nato a Marsala il 07.05.1967, commerciante;
22. LICARI Matteo, nato a Marsala il 10.10.1957, commerciante.
[1] programmatore di computer ed esperto pirata informatico già gravato da precedenti penali specifici;
Luigi Palamara
Giornalista, Direttore Editoriale e Fondatore di MNews.IT
Cell.: +39 338 10 30 287
MNews.IT | Stadio Online, le notizie sportive | Giochi Gratis | Calabria 24Ore .IT | NewsOn24.IT
Giornalista, Direttore Editoriale e Fondatore di MNews.IT
Cell.: +39 338 10 30 287
MNews.IT | Stadio Online, le notizie sportive | Giochi Gratis | Calabria 24Ore .IT | NewsOn24.IT







0 Commenti