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Oltre la leggerezza del pensiero la cultura forte e cristiana di Francesco Mercadante con il Sindacato Libero Scrittori -di Pierfranco Bruni

Oltre la leggerezza del pensiero la cultura forte e cristiana di Francesco Mercadante con il Sindacato Libero Scrittori -

di Pierfranco Bruni

 

La storia della cultura italiana anticonformista dagli anni Settanta in poi passa attraverso le posizioni e le visioni del Sindacato Libero Scrittori Italiani. Posizione che hanno assunto la centralità anche nel dibattito tra politica e cultura, tra egemonia delle culture e sintesi dei processi esistenziali.

Nasce proprio nel 1970. Da Francesco Grisi a Francesco Mercadante il filo che ha sempre legato la dialettica del pensiero ha avuto come riferimento il mondo cattolico. Intorno al mondo cattolico e dentro il mondo cattolico si sono sviluppati idee e modelli che hanno visto protagonisti gli anni anche “terribili” che hanno caratterizzato l’Italia.

È stato proprio il focalizzare l’attenzione intorno a filosofi come Augusto Del Noce e Francesco Mercadante  e latinisti come Ettore Paratore e scrittori come Antonio Barolini, Diego Fabbri, Francesco Grisi, Mario Pomilio che il dibattito ha articolato una chiave di lettura sul ruolo dello scrittore tra la leggerezza dell’effimero, e quindi il pensiero debole, e la pesantezza della saggezza, e quindi il pensiero forte. In quegli anni della “ribellione” coatta il Sindacato è riuscito a rompere gli steccati del conformismo ideologico e dell’ateismo nella letteratura.

 Lo snodo degli anni Settanta ha successivamente portato il Sindacato Libero Scrittori ad approfondire modelli di confronto tra la cultura e il diritto alla cultura, tra filosofia e i modelli filologici, tra metafisica e ontologia.

A quindici anni dalla morte di Francesco Grisi il Sindacato ha proposto ulteriori modelli forti. Soprattutto con la presenza, come presidente, di Francesco Mercadante si è strutturato un cordone intorno ad una cultura cattolica, la cui impostazione ha posto a confronto diverse tesi che sono state e sono quelle legate all’esclusione di qualsiasi forma di relativismo.

Intorno alla contestualizzazione di quella Chiesa nata recentemente su Giovanni Paolo II e Benedetto XVI la spinta contro ogni forma di relativismo è stata straordinaria. Ma a fare da muro al relativismo c’è stato sempre l’impegno, e Mercadante è stato ed è garante di ciò, di una Tradizione legata ai valori oltre che al recupero di un impegno sulla forza dell’umanesimo.

Un filosofo, Mercadante, che proviene dal pensiero forte di Rosmini al cui centro, come ebbe a dire Benedetto XVI, resta l’umanesimo della persona. L’umanitas è il tutto. Lo scrittore deve fare i conti con questa realtà. Rosmini, per Mecadante, è il perno che muove le coordinate del pensiero dei valori.

Ma da Barolini a Grisi, da Fabbri a Pomilio, all’interno di un costante dialogare che va da Papini a Prezzolini, la linea marcante è sempre quella della cristianità. Anche con Prezzolini, uno dei fondatori del Sindacato, la cristianità è stata dibattuta come modello per contrapporre ogni forma di relativismo. L’impegno del Sindacato Libero Scrittori, in modo particolare in questa stagione della leggerezza e della fragilità del pensare, è di notevole portata.

Il confronto resta tutto aperto, come dice Mercadante, ma tra lo scrittore e il filosofo non possono esserci più dogmi. Bisogna abitarli, come direbbe Maria Zambrano, come si abitano l’anima e le vie del cuore. In un tempo di inquieti desideri o di desideri frustrati e frustranti l’umanesimo della cultura resta la centralità dell’umanesimo della persona. Non possono esserci contraddizioni o equivoci.

Da una parte insiste una cultura progressista, ovvero della sfacciata maschera relativista che è quella della leggerezza. Dall’altra una cultura della tradizione che si lega al pensiero forte e al coraggio di mettere in discussione il dubbio e di affermare il senso e l’orizzonte della persona nella sua religiosità.

Lo scrittore non deve indicare vie. Deve essere una via. Con Francesco Mercadante abbiamo sviluppato un articolato e “pesante” dibattito. Ma è ciò che occorre, perché non dobbiamo mai smettere di focalizzare il pensiero non solo come idea ma anche come anima in una metafisica che è, appunto, ontologia.


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Luigi Palamara
Giornalista, Direttore Editoriale e Fondatore di MNews.IT
Cell.: +39 338 10 30 287
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