Melito di Porto Salvo (Reggio Calabria) 8 dicembre 2013 - Risultato ribaltato rispetto al voto per la segreteria provinciale. Stravince Renzi anche se l'affluenza è stata scarsissima. A Melito sembra non esistere un'organizzazione del partito nonostante la naturale inclinazione registrata nelle passate elezioni politiche e amministrative, la partecipazione alle primarie sembra essere un segnale d'allarme. Se Renzi ride, Melito piange.
Questo il risultato
115 Renzi
76 Cuperlo
20 Civati
1 nulla
PIU’ DI DUE MILIONI E MEZZO I VOTANTI. EPIFANI: «GRANDE RISPOSTA DEMOCRATICA»
Primarie Pd, è Renzi il nuovo segretario
Il sindaco di Firenze, a un terzo dello spoglio, è attorno al 70%. Lontanissimi Cuperlo (18,2%) e Civati (13,4%)PIU’ DI DUE MILIONI E MEZZO I VOTANTI. EPIFANI: «GRANDE RISPOSTA DEMOCRATICA»
Primarie Pd, è Renzi il nuovo segretario
Il sindaco di Firenze, a un terzo dello spoglio, è attorno al 70%. Lontanissimi Cuperlo (18,2%) e Civati (13,4%)
Matteo Renzi è il nuovo segretario del Partito Democratico . I primi risultati ufficiali, a circa un terzo dello spoglio, lo accreditano del 68,4% dei consensi. Irrecuperabile il distacco dai suoi avversari: Gianni Cuperlo si ferma al 18,2%; Giuseppe Civati al 13,4%. Numeri che confermano le anticipazioni diffuse dal comitato elettorale del sindaco che già a mezz’ora dalla chiusura dei seggi parlava di un risultato attorno al 70%.
L’AFFLUENZA - Positivo il dato sull’affluenza. Il flop che molti paventavano non c’è stato. Gli elettori del Pd hanno risposto in gran numero alla chiamata per la scelta del nuovo segretario. Già alle 17 era stata superata la soglia psicologica dei 2 milioni di votanti, sotto la quale il risultato sarebbe stato considerato negativo. E le code registrate ai seggi un po’ in tutta la giornata hanno fatto dire agli organizzatori che probabilmente saranno superati anche i 2 milioni e mezzo. Erano stati 2 milioni e 800 mila quelli che un anno fa parteciparono al ballottaggio Bersani-Renzi.
«RISPOSTA DEMOCRATICA» - Pochi minuti dopo la chiusura dei seggi ha preso la parola il segretario reggente, Guglielmo Epifani. Il leader ha espresso grande soddisfazione per l’andamento del voto, ha parlato di risultato «oltre ogni previsione» e ha evidenziato che il dato sull’affluenza è simile a quello delle primarie Bersani-Franceschini del 2009, anche quelle indette per la scelta del segretario del partito (lo scorso anno furono invece primarie di coalizione), ipotizzando di poter raggiungere anche la soglia dei 3 milioni di votanti. «Ancora una volta troviamo una grande voglia di partecipare e di poter decidere. - ha in ogni caso sottolineato Epifani -. Questo rafforza tutte le nostre ragioni, è stata una grande risposta democratica in una fase della vita del Paese così difficile ».
L’AUSPICIO DI PRODI - Le parole più significative nella giornata di voto erano arrivate da Romano Prodi: «Le primarie sono il momentodello scontro democratico, quello che io raccomando è che sia il vincitore sia quelli che perderanno abbiano l’obiettivo di fare una squadra, diretta da chi ha vinto, ma con gli equilibri e le mediazioni che rendono forte un partito politico». Il professore, che negli ultimi giorni ha cambiato idea a sorpresa dopo che nei mesi scorsi aveva annunciato di non volere partecipare alle consultazioni, ha anche lanciato un monito a tutte le anime del partito: «Se il Pd si dimostra non rissoso e unito, con un programma comune studiato, discusso e approfondito non può che vincere; altrimenti non può che perdere».
Questo il risultato
115 Renzi
76 Cuperlo
20 Civati
1 nulla
PIU’ DI DUE MILIONI E MEZZO I VOTANTI. EPIFANI: «GRANDE RISPOSTA DEMOCRATICA»
Primarie Pd, è Renzi il nuovo segretario
Il sindaco di Firenze, a un terzo dello spoglio, è attorno al 70%. Lontanissimi Cuperlo (18,2%) e Civati (13,4%)PIU’ DI DUE MILIONI E MEZZO I VOTANTI. EPIFANI: «GRANDE RISPOSTA DEMOCRATICA»
Primarie Pd, è Renzi il nuovo segretario
Il sindaco di Firenze, a un terzo dello spoglio, è attorno al 70%. Lontanissimi Cuperlo (18,2%) e Civati (13,4%)
Matteo Renzi è il nuovo segretario del Partito Democratico . I primi risultati ufficiali, a circa un terzo dello spoglio, lo accreditano del 68,4% dei consensi. Irrecuperabile il distacco dai suoi avversari: Gianni Cuperlo si ferma al 18,2%; Giuseppe Civati al 13,4%. Numeri che confermano le anticipazioni diffuse dal comitato elettorale del sindaco che già a mezz’ora dalla chiusura dei seggi parlava di un risultato attorno al 70%.
L’AFFLUENZA - Positivo il dato sull’affluenza. Il flop che molti paventavano non c’è stato. Gli elettori del Pd hanno risposto in gran numero alla chiamata per la scelta del nuovo segretario. Già alle 17 era stata superata la soglia psicologica dei 2 milioni di votanti, sotto la quale il risultato sarebbe stato considerato negativo. E le code registrate ai seggi un po’ in tutta la giornata hanno fatto dire agli organizzatori che probabilmente saranno superati anche i 2 milioni e mezzo. Erano stati 2 milioni e 800 mila quelli che un anno fa parteciparono al ballottaggio Bersani-Renzi.
«RISPOSTA DEMOCRATICA» - Pochi minuti dopo la chiusura dei seggi ha preso la parola il segretario reggente, Guglielmo Epifani. Il leader ha espresso grande soddisfazione per l’andamento del voto, ha parlato di risultato «oltre ogni previsione» e ha evidenziato che il dato sull’affluenza è simile a quello delle primarie Bersani-Franceschini del 2009, anche quelle indette per la scelta del segretario del partito (lo scorso anno furono invece primarie di coalizione), ipotizzando di poter raggiungere anche la soglia dei 3 milioni di votanti. «Ancora una volta troviamo una grande voglia di partecipare e di poter decidere. - ha in ogni caso sottolineato Epifani -. Questo rafforza tutte le nostre ragioni, è stata una grande risposta democratica in una fase della vita del Paese così difficile ».
L’AUSPICIO DI PRODI - Le parole più significative nella giornata di voto erano arrivate da Romano Prodi: «Le primarie sono il momentodello scontro democratico, quello che io raccomando è che sia il vincitore sia quelli che perderanno abbiano l’obiettivo di fare una squadra, diretta da chi ha vinto, ma con gli equilibri e le mediazioni che rendono forte un partito politico». Il professore, che negli ultimi giorni ha cambiato idea a sorpresa dopo che nei mesi scorsi aveva annunciato di non volere partecipare alle consultazioni, ha anche lanciato un monito a tutte le anime del partito: «Se il Pd si dimostra non rissoso e unito, con un programma comune studiato, discusso e approfondito non può che vincere; altrimenti non può che perdere».

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