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Reggio Calabria, Gennaro Semeraro "agguanta" "Fantomas" Nino Logiudice, inteso 'U Nanu"

L'ex boss dell''ndrangheta e collaboratore di giustizia Antonino Lo Giudice, fuggito il 3 giugno scorso dagli arresti domiciliari, è stato arrestato a Reggio Calabria. A catturarlo sono stati gli uomini della squadra mobile di Reggio Calabria insieme a quelli dello Sco.Lo Giudice era stato condannato a 6 anni e 4 mesi per la stagione delle bombe e per le intimidazioni ai magistrati di Reggio Calabria nel 2010 tra cui anche il procuratore Giuseppe Pignatone.
 REGGIO CALABRIA …”HO APPRESO CHE NINO LO GIUDICE SI SIA ARRESO,  SIA STATO PRESO, ANZI RIPRESO, COMPRESO IL SORRISO MALIZIOSETTO DELLA BEFFA”
Domenico Salvatore



Lo Stato c’è. E tutte le volte che lo si chiami, lui risponde semplicemente:”Presente”. Sarà un caso, ma, una delle “voci” più gettonate sul web è “Squadra Mobile di Reggio Calabria”; ed in parallelo, se non in subordine, “Questura”. Ci sembra di vederli o rivederli, i questori degli ultimi venti anni in riva allo Stretto…”LONGO Guido Nicolò (2012); CASABONA Carmelo 2010; GIUFFRÈ Santi 2007; PUGLISI Antonino 2006; SPERANZA Vincenzo 2005; MADDALENA Giuseppe (2004); MARAZZITA Rocco (2003); GILIBERTI Biagio (2002); MALVANO Franco (1996-2000), GAUDIO  Ennio 1995; LA SALA Luigi 1993; GIANNI Aldo 1992. Ed i capi della Squadra Mobile…Gennaro Semeraro, Renato Cortese, Salvatore Arena, Giuseppe Cucchiara, Guido Marino…

La loro grinta, il mordente, la prontezza di riflessi, il fiuto del segugio, le operazioni importanti contro il clan dei Tripodo, dei Macrì e dei Piromalli, ma anche degli Iamonte, dei Mazzaferro, degli Ursino, dei Morabito, dei Rodà, degl’Imerti, De Stefano, Tegano, Libri, Barreca, Lo Giudice, Nasone, Parrello, Pesce, Avignone, Facchineri, Gioffrè, Pellegrino, Condello e via di seguito. Con procuratori della Repubblica come Sebastiano Surace, Carlo Bellinvia, Giuliano Gaeta, Antonino Catanese, Salvatore Boemi (f,f,), Francesco Scudieri (f.f.), Giuseppe Pignatone, Ottavio Sferlazza (f.f.), Federico Cafiero De Raho. Tanto per citare quelli che ci vengono in mente. Quante chiacchiere di bizolo, sulla vicenda Lo Giudice…è morto; no è vivo; lupara bianca; lupara nera; pentito; no, pentito di essersi pentito; nuovamente pentito, chi lo manovra; no è autonomo e così via…” …Vorrei sapere da lor signori “ disse la Fata, rivolgendosi ai tre medici riuniti intorno al letto di Pinocchio “vorrei sapere da lor signori se questo disgraziato burattino sia vivo o morto!”A quest’invito, il Corvo, facendosi avanti per il primo, tastò il polso a Pinocchio, poi gli tastò il naso, poi il dito mignolo dei piedi e quand’ebbe tastato ben bene, pronunziò solennemente queste parole: “A mio credere il burattino è bell’e morto: ma se per disgrazia non fosse morto, allora sarebbe indizio sicuro che è sempre vivo!”“Mi dispiace” disse la Civetta “di dover contraddire il Corvo, mio illustre amico e collega: per me, invece, il burattino è sempre vivo; ma se per disgrazia non fosse vivo, allora sarebbe segno che è morto davvero.”“E lei non dice nulla?” domandò la Fata al Grillo-parlante. “Io dico che il medico prudente, quando non sa quello che dice, la miglior cosa che possa fare, è quella di stare zitto….”. Ma la Polizia di Stato di Reggio Calabria, diretta dal questore Guido Nicolò Longo, ha messo a tacere ogni chiacchiera. I Capi di Stato esteri hanno da sempre riconosciuto che l’Italia, abbia una polizia funzionale ed efficiente fra le più efficiente del mondo. L’attuale capo della Squadra Mobile, Gennaro Semeraro, ha dimostrato sul campo di che pasta sia fatto. La cattura del “Nano”, non aggiunge nulla al suo notevolissimo curriculum vitae. Domenico Salvatore


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