RAI2: DON LUIGI CIOTTI OSPITE A 2NEXT
RAI2: DON LUIGI CIOTTI OSPITE A 2NEXT
Nuova povertà, economia delle mafie, vittime della criminalità organizzata, battaglie per la legalità e per il riscatto sociale, questi i temi al centro della puntata di martedì 29 ottobre del programma "2NEXT Economia e futuro" condotto da Annalisa Bruchi, in onda su Rai due alle 23.25, che ha come protagonista don Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele e dell'associazione Libera che ha restituito alla legalità migliaia di ettari confiscati alla mafia, assicurando posti di lavoro, prodotti di eccellenza e fatturati in continua crescita.
A proposito dell'intreccio tra mafie e politica, don Ciotti afferma che "c'è una democrazia pallida nel nostro paese, le mafie sono forti e la politica è molto debole.". E circa gli organi parlamentari preposti alla lotta alle mafie, precisa: "Attenzione che anche all'interno della commissione antimafia ci sono alcuni personaggi che hanno qualche vicenda alle spalle non del tutto trasparente, non del tutto chiara".
Per don Ciotti, non si tratta solo di questioni giudiziarie, la politica dovrebbe raccordare le migliori istanze morali del Paese: "Nel parlamento – dice don Ciotti - ci dovrebbero essere persone che non hanno avuto delle zone grigie nella loro vita. Perché non è solo la vicenda giudiziaria che poi decreta A o B, ma sono anche le frequentazioni, i modi di essere, i modi di fare, come ti comporti in un certo contesto, in un certo territorio."
In relazione ai grandi capitali mossi dai giochi d'azzardo legali, al dramma della ludo dipendenza, ed allo sfruttamento economico delle dipendenze in generale, don Ciotti ha le idee chiare: "Noi parliamo sempre del doping nel mondo dello sport, c'è un doping nella politica, c'è anche un doping nell'economia, ci sono anche delle lobby che stanno dietro a tutti questi mondi che spingono a fare delle leggi che favoriscono ancora alcuni segmenti.."
Ma non solo di questi temi si è discusso con don Ciotti. A proposito della figura di Papa Francesco, ad esempio, ha affermato:"Oh ma guarda! Lo Spirito Santo stavolta è stato proprio attento e puntuale!". Puntata di eccezione dunque, che come ogni settimana, sarà ricca di servizi – uno dei quali sulla vita sotto scorta dell'imprenditore calabrese Antonino De Masi, che si autodefinisce "un morto che cammina".
RAI MOVIE: GLI AMICI DEL BAR MARGHERITA DI PUPI AVATI
RAI MOVIE: GLI AMICI DEL BAR MARGHERITA DI PUPI AVATI
Grande cinema italiano firmato Pupi Avati su Rai Movie martedì 29 ottobre alle 21.15 con il film del 2009 "Gli amici del bar Margherita", ineterpretato da Diego Abatantuono e Neri Marcorè. Bologna, 1954. Taddeo (Pierpaolo Zizzi), un ragazzo di 18 anni, sogna di diventare un frequentatore del mitico Bar Margherita che si trova proprio sotto i portici davanti a casa sua. Con uno stratagemma, il giovane diventa l'autista personale di Al (Diego Abatantuono), l'uomo più carismatico e più misterioso del quartiere. Attraverso la sua protezione, Taddeo riuscirà ad essere testimone delle avventure di Bep (Neri Marcorè), innamorato della entreneuse Marcella (Laura Chiatti); delle peripezie di Gian (Fabio De Luigi); delle follie di Manuelo (Luigi Lo Cascio); delle cattiverie di Zanchi (Claudio Botosso) e delle stranezze di Sarti (Gianni Ippoliti). Ma alla fine, Taddeo che tutti chiamavano "Coso" ce la farà ad essere considerato uno del Bar Margherita?
RAI STORIA: A DONNE STRAORDINARIE AUNG SAN SUU KYI
RAI STORIA: A DONNE STRAORDINARIE AUNG SAN SUU KYI
Rai Educational presenta Donne straordinarie in onda martedì 29 ottobre alle 21.15 su Rai Storia, ch.54 del Digitale Terrestre e ch.23 TivùSat. In occasione della visita in Italia di Aung San Suu Kyi, Rai Storia dedica alla leader birmana, premio Nobel per la pace nel 1991, l'appuntamento settimanale del programma. Il documentario, realizzato dal giornalista francese Thomas Dandois in quest'ultimo anno, ripercorre le vicende politiche della Signora di Rangoon dal 1988, anno in cui hanno inizio i suoi arresti domiciliari, fino alla sua elezione in Parlamento nel 2012.
Aung San Suu Kyi è figlia del generale Aung San, eroe dell'indipendenza assassinato nel 1947. Cresce all'estero e sposa un professore universitario britannico, Michael Aris, dal quale avrà due figli. La sua vita procede tranquilla fino al 1988, anno in cui fa ritorno in Birmania per prendersi cura della madre. Là trova un paese in tumulto. Il popolo, oppresso dalla giunta militare, chiede più libertà e a lei, alla figlia dell'eroe dell'indipendenza, si rivolgono invocando il suo aiuto. Suu Kyi aveva allora 43 anni e la sua vita stava per cambiare radicalmente.
A capo della "Lega Nazionale per la Democrazia" - partito fondato nel settembre del 1988 - Suu Kyi diventa un modello di coraggio e resistenza per i giovani birmani. Il regime tenta più volte di distruggerla e appena un anno dopo la costringe agli arresti domiciliari. La reclusione durerà fino al 2010. "Credo che alla fine ognuno di noi può decidere se essere libero o no dentro la propria mente - racconta la leader birmana - Chiunque rischia di finire in prigione, specialmente in un paese con un regime autoritario. Ma essere in prigione nella propria testa dipende solo da noi stessi. E io non mi sono mai considerata una prigioniera, ma piuttosto come qualcuno che segue la sua strada".
La sua forza eccezionale guida oggi le nuove generazioni che possono finalmente sognare un Paese in cui studiare, lavorare e aver diritto alle cure, un Paese dove possono convivere le minoranze etniche cristiane e musulmane. Per lungo tempo la libertà di Suu Kyi è stata una chimera. Dopo anni di soggiorno obbligatorio è potuta tornare per parlare al suo popolo. Le politiche e le riforme portate avanti in nome di un governo democratico fanno da sfondo al reportage.
Maria Laura Lanzillo, docente di Storia delle dottrine politiche all'Università di Bologna, introduce il documentario analizzando il modello di lotta pacifica per i diritti umani e la libertà di espressione portato avanti da Aung San Suu Kyi e il suo cammino verso la candidatura alle elezioni presidenziali del 2015.
RADIO3 MONDO E IL PANE QUOTIDIANO DELLA SIRIA
RADIO3 MONDO E IL PANE QUOTIDIANO DELLA SIRIA
In Siria in questi giorni non si muore soltanto di bombe ma anche di fame. In una guerra civile che dura da due anni mezzo e che ha fatto 115 mila vittime una delle notizie forse più sconvolgenti è il permesso concesso da un gruppo di religiosi siriani alla popolazione dei quartieri assediati di Damasco di mangiare cani, gatti e asini. Mentre sale l'allarme per l'emergenza umanitaria e sanitaria, l'ONU ha annunciato una massiccia campagna di vaccinazione antipolio, l'inviato speciale della Lega Araba e dell'Onu per la Siria, Lakhdar Brahimi arriverà a Damasco per incontrare il presidente siriano Bashar al-Assad, e il ministro degli Esteri Walid al-Muallim. A lui spetta l'arduo compito di trovare un accordo tra i leader della regione, in vista della conferenza di pace sulla crisi in Siria, Ginevra 2, prevista il 23 novembre.Per capire cosa sta succedendo sul suolo siriano, a Radio3Mondo, in onda martedì 29 ottobre alle 11.00, Anna Maria Giordano ospita in studio Samaan Daoud, cittadino siriano che vive a Damasco e che racconterà la sua esperienza, il terribile impatto sociale della guerra e le insidie dell'altra guerra, quella dell'informazione.
Radio3Mondo va in onda ogni giorno anche alle 6.50 con la Rassegna della Stampa Estera che puo' essere scaricata in podcast su www.mondo3.rai.it
Luigi Palamara
Giornalista, Direttore Editoriale e Fondatore di MNews.IT
Cell.: +39 338 10 30 287
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