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Catanzaro. Detenuti rifiutano il vitto ministeriale per dire 'no' al sovraffollamento

Detenuti rifiutano il vitto ministeriale per dire 'no' al sovraffollamento
Iniziativa di protesta al carcere di Catanzaro a sostegno dell'iniziativa del Partito Radicale

Detenuti rifiutano il vitto ministeriale per dire 'no' al sovraffollamento

Riceviamo e pubblichiamo la lettera firmata da parte di Natale Ursino,  rappresentante dei detenuti presso la Casa Circondariale di Catanzaro:

"Con la presente, ed a nome di tutta la popolazione detenuta qui ristretta, desidero portarvi a conoscenza che in tutti i Reparti di Media Sicurezza (I^, II^, III^ e IV^) dal 20/09/2013 fino al 26/09/2013 si è tenuta una iniziativa di protesta nonviolenta e pacifica per sostenere la battaglia intrapresa dal Partito Radicale rifiutando il vitto ministeriale (colazione, pranzo e cena) fornito dall’Amministrazione Penitenziaria astenendoci anche fino al 01/10/2013 dall’acquistare generi alimentari e di conforto presso il Sopravvitto interno per chiedere con forza al Parlamento di esercitare la funzione legislativa anche per risolvere la gravissima situazione di sovraffollamento in cui versano i nostri Istituti Penitenziari, ormai diventata ingestibile e non più tollerabile, mediante l’unico mezzo possibile qual è quello dell’Amnistia e dell’Indulto, provvedimenti previsti dalla nostra Costituzione, in quanto, le norme “svuotacarceri”, “slavacarceri”, “salvacarceri” o come altro vogliam chiamarle, che sono state fino ad ora approvate, non sono servite a nulla !
Vi informo che il vitto ministeriale che è stato rifiutato lo abbiamo devoluto in beneficenza ai poveri della Caritas Diocesana ottenendo l’assenso al riguardo da parte della Direzione dell’Istituto nella persona del Direttore Dott.ssa Angela Paravati. Qui a Catanzaro la situazione è davvero allucinante poiché, come saprete, a fronte di una capienza regolamentare di circa 350 posti sono ristretti in questo Istituto circa 600 persone in condizioni detentive che offendono ed oltraggiano la dignità umana e che sono ignobili per uno Stato di diritto come la Repubblica Italiana.

Recentemente in questa Casa Circondariale sono state apposte alle finestre di tutti i Reparti di Media ed Alta Sicurezza delle fitte reti metalliche che impediscono di far penetrare all’interno delle nostre celle fatiscenti e sovraffollate luce ed aria naturale e che, contestualmente, arrecano gravi danni alla nostra vista. Una situazione che determina una sofferenza in più non prevista da nessuna Legge e che viene giustificata in nome dell’igiene poiché alcuni incivili compagni gettavano dalle loro finestre della spazzatura che finiva a terra costituendo ricettacolo e proliferazione per topi ed altri animali che poi invadevano anche l’Istituto ivi compreso i Reparti e le nostre camere. Purtroppo, ad oggi, nonostante l’apposizione di queste schermature metalliche la situazione è rimasta invariata perché continuano ad esserci tanti topi con i loro parassiti con grave pericolo per tutti noi, che viviamo qui già in condizioni precarie dal punto di vista igienico – sanitario, di prendere qualche brutta malattia ed infezione di cui i roditori sono portatori.

Qualche giorno fa questi animali sono stati avvistati anche nella Cucina dell’Istituto ove viene preparato il vitto prima di essere distribuito ai detenuti per cui, molti di noi, non si sentono più nemmeno sicuri di poter mangiare quel poco che lo Stato ci passa. Tempo addietro, la situazione generale dell’Istituto, era stata oggetto – dietro nostre continue sollecitazioni all’amico Radicale Emilio Quintieri – di una Interrogazione Parlamentare rivolta ai Ministri della Giustizia e della Salute da parte dei Senatori della Repubblica Marco Perduca, Donatella Poretti, Salvo Fleres, Roberto Della Seta, Roberto Di Giovan Paolo e Francesco Ferrante. Quest’ultimo poi era venuto ad effettuare una Visita Ispettiva insieme a Quintieri ed ha avuto modo di constatare di persona il degrado, l’incuria e l’abbandono che regna in questa Casa Circondariale oltre alle condizioni detentive in cui siamo costretti a sopravvivere.

Considerata la persistente inerzia dell’Amministrazione Penitenziaria ritengo sia necessario che intervenga l’Azienda Sanitaria territorialmente competente, affinchè si proceda ad una seria disinfestazione per prevenire eventuali pericoli alla nostra salute in conseguenza della presenza di questi roditori e parassiti. Infine, vorrei segnalare, che pochi giorni dopo aver intrapreso l’iniziativa di protesta, inspiegabilmente la vita detentiva è tornata al vecchio rigoroso regime custodiale ordinario mentre, da qualche mese, si era finalmente passati al regime aperto, una specie di custodia attenuata che ci permetteva di rimanere “liberi” nei nostri rispettivi Reparti al mattino dalle 9 alle 11,30 e poi nel pomeriggio dalle 13,00 alle 15,30 e dalle 16,00 alle 17,30.

Non riusciamo a comprendere il motivo di questo ritorno al passato specie in questo momento che il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria ha proposto in tutti gli Istituti di Pena la cosiddetta “vigilanza dinamica” che prevede appunto il regime aperto per i detenuti che non sono classificati come pericolosi. Ci auguriamo che ciò non sia dovuto come ritorsione per le iniziative di protesta che abbiamo messo in atto e che, ci tengo a sottolineare, si sono svolte regolarmente senza creare alcun problema per l’ordine e la sicurezza dell’Istituto".

Catanzaro 5 ottobre 2013

Inoltre il detenuto Ursino Natale (nato a Locri il 29.9.1968) difeso dall'Avv. Himmanuel Emilio Rinciari nel procedimento penale n. 1713/2003 RGNR DDA, con missiva del 28 settembre 2013 pervenutami però solo pochi giorni fa mi ha scritto le seguenti testuali parole:

"Qui sono riuscito a convincere oltre 200 detenuti di tutto il reparto media sicurezza a fare uno sciopero pacifico rifiutando il cibo dell'amministrazione per sette giorni dal 20 settembre al 27 settembre e tutto il cibo a noi spettante l'abbiamo donato alla Caritas in più non abbiamo acquistato alimenti. Tale sciopero è dovuto al fatto che insieme ad altri istituti abbiamo aderito ai radicali per sollecitare i politici e il parlamento ad emettere un provvedimento di amnistia e di indulto. Ripeto l'abbiamo fatto in modo composto e del tutto pacifico ma la direzione non so il perché non ha provveduto a farlo sapere alla stampa specie per la cospicua donazione di alimenti fatta da noi detenuti se riesci tu a farlo scrivere sul giornale anche a mio nome per come ti ho spiegato io".

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