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Uno storico e un letterato meridionale nel pensiero risorgimentale del Regno di Napoli nel Bicentenario della nascita: Luigi Settembrini di Micol Bruni

Uno storico e un letterato meridionale nel pensiero risorgimentale del Regno di Napoli nel Bicentenario della nascita: Luigi Settembrini       
di Micol Bruni
 
"Ci sono due specie di critiche, l'una che s'ingegna più di scorgere i difetti, l'altra di rivelar le bellezze. A me piace più la seconda che nasce da amore, e vuol destare amore che è padre dell'arte; mentre l'altra mi pare che somigli a superbia, e sotto colore di cercare la verità distrugge tutto, e lascia l'anima sterile".

Il concetto di bellezza permea il sentire degli uomini ma anche dei popoli e delle civiltà. Questo concetto è di Luigi Settembrini, di cui si celebra quest'anno il bicentenario della nascita, essendo nato a Napoli il 17 aprile del 1813 e morto il 4 novembre del 1876 sempre a Napoli.

Un personaggio nella storia della politica pre – unitaria, ma anche post – unitaria. I suoi interessi letterari hanno dovuto sempre fare i conti con il suo impegno giuridico, storico e istituzionale. Cresciuto alla scuola liberale anche se al cattolicesimo deve la sua prima formazione. Ebbe un ruolo importante nei moti napoletani e la sua funzione si caratterizzò proprio intorno al 1848.
Il suo impegno politico, sul piano intellettuale, lo portò a scrivere un saggio significativo dal titolo: "Protesta del popolo delle due Sicilie", il cui punto di riferimento fu la figura di Massimo d'Azeglio e le sue vicende politiche in Emilia.

Ebbe, Settembrini, una  vita abbastanza avventurosa. Ma la visione letteraria non abbandonò mai le sue ricerche. I moti risorgimentali resteranno, comunque, alla base della sua movimentata attività, che lo portò anche a scontare periodi di carcere. Fu allievo di Pasquale Galluppi, il calabrese tropeano, che da latinista introdusse la filosofia kantiana in Italia, tanto che il suo saggio "Le Lettere filosofiche" viene ancora ad essere considerato il primo studio pubblicato in Italia sulla modernità della filosofia.

Ma cosa resta di Luigi Settembrini a duecento anni dalla nascita? Il suo testo pubblicato postumo "Ricordanze della mia vita", armonizzato e prefato da Francesco De Sanctis,  costituisce un attraversamento tra l'agire dello storico e il pensiero del letterato. Ma il suo obiettivo era quello di scrivere una storia della letteratura italiana nella fase risorgimentale.

Infatti tra il 1866 e il 1872 videro la luce le "Lezioni di Letteratura Italiana", in tre volumi. Un lavoro consistente con il quale ancora oggi bisognerebbe confrontarsi per raccordare storia e letteratura in un contesto post – unitario scritto da un protagonista del Risorgimento.

Altri libri vedranno la luce. Il tema delle Ricordanze, comunque, resta fondamentale, anche se non mancheranno vive discussioni con il suo breve raccontare dal titolo:  "I neoplatonici",  ritrovato alla Biblioteca Nazionale di Napoli ed edito soltanto nel 1977. Ma è storia recente con un argomentare sul tema dell'omosessualità

Diventa nel 1860 docente di Letteratura Italiana all'università di Bologna e nel 1861, soltanto dopo un anno, è docente all'Università di Napoli sino a diventarne il rettore. Tra le sue pubblicazioni, certamente, non andrebbe dimenticato: "Elogio del marchese Basilio Puoti", il quale risale al 1847. Ma i suoi scritti sono un intreccio storico e metafisico la cui matrice è certamente la sua base formativa e le sue esperienze politiche ma anche i suoi interessi letterari che si sono intrecciati con le varie amicizie frequentate.

Settembrini aveva un alto concetto della bellezza. Nelle sue Ricordanze è spesse volte al centro delle sue riflessioni e dei suoi pensieri. Resta un personaggio da approfondire anche perché la sua contestualizzazione storica si inquadra in una stagione strategica nel pensiero filosofico e nei processi letterari dell'Italia. Ma è proprio nelle "Ricordanze della mia vita" che emergono delle marcate sottolineature antropologiche soprattutto quando descrive luoghi e città. 
A duecento anni  dalla sua nascita Settembrini va studiato e un invito a studiare questa personalità ci venne da Francesco De Sacatis quando scrisse la prefazione alle Ricordanze.



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Luigi Palamara
Giornalista, Direttore Editoriale e Fondatore di MNews.IT
Cell.: +39 347 69 11 862

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