Cinquefrondi (Reggio Calabria) 03/09/2013 - Continua la battaglia a favore del tribunale di Cinquefrondi. E' di oggi una lettera, indirizzata congiuntamente all'Ordine degli Avvocati di Palmi ed al Comune di Cinquefrondi, con la quale gli avvocati Antonio Muscherà e Giuseppe Bellocco rivolgono un accorato appello affinché la struttura cinquefrondese non abbia a chiudere. I due legali, nel corso della missiva, giustificano le motivazioni pro-tribunale come un "dovere sentito" in ragione del fatto che questa imminente decisione «mortifica, ulteriormente, l'avvocatura palmese e umilia tutte le popolazioni gravitanti nel circondario» che, già oppresso da problemi di criminalità semplice ed organizzata, vedrebbe mancare un presidio di legalità che serve un territorio di circa 100.000 abitanti. L'invito rivolto alle due istituzioni sollecita una pressione sul Presidente del Tribunale di Palmi il cui intervento risolutorio possa «adottare tutti i provvedimenti, necessari e propedeutici, volti ad utilizzare il Tribunale, per il periodo massimo previsto dalla norma stessa».
In altre parole, la richiesta dei due avvocati del foro palmese va nella direzione del mantenimento temporaneo degli uffici giudiziari cinquefrondesi facendo ricorso all'avvio di una la procedura eccezionale (di cui all'art. 8 del D.lgs. 155/2012) che ne "ravvisi la presenza di problematiche di natura logistica di tale rilevanza ed eccezionalità da non consentire in alcun modo il trasferimento delle risorse materiali, umane e dei servizi degli uffici giudiziari soppressi entro il 13/9/2013" che, secondo quanto previsto dalla norma medesima, tratterebbe di un tempo comunque non superiore a 5 anni.
Gli avvocati Muscherà e Bellocco - non nuovi a queste iniziative, che non hanno mancato di produrre polemiche, malumori e qualche mal di pancia all'interno dello stesso Consiglio dell'Ordine palmese – sottolineano l'alto numero di pendenze ancora in trattazione presso il Tribunale di Cinquefrondi (2.500 procedimenti civili e 1.500 penali) nonché l'indice di produttività della sezione pianigiana che, nel solo 2012, ha definito circa 1.100 processi penali ed emesso circa 500 sentenze civili. Inoltre nella missiva essi evidenziano le criticità derivanti dall'eventuale soppressione degli uffici giudiziari cinquefrondesi che spazierebbero dalla logistica, ai parcheggi, sfociando nella impossibilità per Palmi di accogliere, gestire e smaltire un carico aggiuntivo di lavoro considerato "pesante" non avendo, peraltro, neanche pronti locali idonei ed "agibili" per allocare uffici e personale. Nella missiva i due avvocati non fanno mancare una frecciata critica, conseguente al respingimento delle dimissioni del presidente dell'Ordine, avv. Napoli, intesa, quale dissimulato atto di forza e velata messa in minoranza dei loro proponimenti a favore del salvataggio del Tribunale di Cinquefrondi. In particolare, sfiorando la questione, Bellocco e Muscherà, respingono al mittente le accuse circa il «perseguimento di secondi fini e di personalismo e autoreferenzialità», auspicando invece un immediato intervento teso «a scongiurare ben più gravi conseguenze per l'intera categoria e per le popolazioni interessate.»
Giuseppe Campisi

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