Nella mattinata, il ROS ed il
Comando Provinciale Carabinieri di Roma hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. del
Tribunale di Roma, nei confronti di due soggetti[1] per i
reati di cui agli artt. 270 bis C.P. (associazione con finalità di terrorismo o
di eversione dell’ordine democratico), 110 e 280 bis commi 1, 2 e 4 C.P. (atto
di terrorismo con ordigni micidiali o esplosivi in concorso), 110, 423 C.P.
(incendio) e 1 D.L. 625/79 conv. in L. 15/1980, 110, 624 e 625 nn. 1 e 7 C.P.
(furto aggravato in concorso), 280 bis commi 1, 2 e 4, e 639 commi 1 e 2 C.P.
(deturpamento e imbrattamento di cose altrui), in quanto ritenuti gli autori di
13 attentati (vds allegato) compiuti nella zona dei castelli romani[2],
dal 2010 al 2013, alcuni dei quali rivendicati con la sigla “Federazione Anarchica Informale/Fronte
Rivoluzionario Internazionale”[3].
Le “azioni” eversive sono state
condotte ai danni di istituti di
credito, esercizi commerciali e sedi locali di Enel ed Eni.
Nel medesimo contesto sono in corso delle perquisizioni in provincia di
Roma, a carico di ulteriori tre soggetti.
Nelle
rivendicazioni, gli indagati, Gianluca IACOVACCI e Adriano ANTONACCI, entrambi
incensurati e mai emersi in attività di settore:
-
riconoscono l’inutilità di ogni “rivoluzione
sociale” per riformare la “società”,
privilegiando invece il “percorso
informale” e “l’azione diretta”;
-
indicano come l’azione debba considerarsi espressione di solidarietà ai
prigionieri, agli altri militanti della “FAI”[4] e a chi
lotta “contro tutti i mostri tecnologici
che devastano la Terra”[5];
-
evidenziano il carattere ambientalista e animalista della propria lotta “contro il dominio devastatore tecnologico e
industriale per la liberazione totale”.
In particolare, le indagini,
coordinate della Procura della Repubblica di Roma e concretizzatesi in
prolungate attività di intercettazione, osservazione e pedinamento, hanno
consentito di ricondurre agli indagati i vari attentati ed episodi di
danneggiamento.
È stata altresì accertata la
compatibilità del profilo del DNA di IACOVACCI Gianluca, con il profilo
genotipico rinvenuto sugli ordigni utilizzati negli attentati di Frascati, del
19 luglio 2012, in danno degli istituti di credito Unicredit e BNL[6] e sull’ordigno inesploso
rinvenuto in occasione del fallito attentato dell’11 dicembre 2012, in Genzano
di Roma, in danno della filiale della Banca di Credito Cooperativo G. Toniolo;
Sotto il profilo ideologico i
due indagati si inquadrano nell’area “anticivilizzatrice”
della FAI, che si inserisce
nella rete internazionale informale e antiautoritaria di gruppi anarchici,
lanciata nel 2010 dalla Cospirazione delle Cellule di Fuoco, che ha portato
negli ultimi tre anni al compimento di numerosi attentati in Italia e
all’estero, nonché alla gambizzazione dell’Ing. Roberto ADINOLFI, avvenuta il
07 maggio 2012 a Genova ad opera del “Nucleo
Olga FAI/FRI”, quale azione militare più significativa del percorso
rivoluzionario anarchico federativista.
L’odierna operazione ha evitato,
inoltre, che venissero portati a compimento ulteriori atti eversivi.
Roma, 19 settembre 2013
[1] IACOVACCI Gianluca, nato
a Frascati (RM) il 27.07.1984, ivi residente in via di Cisternole nr.107;
ANTONACCI Adriano, nato a Genzano di Roma (RM) il 10.06.1987, residente in Albano
Laziale (RM), via Toscanini nr.1.
[2] Precisamente nei comuni di Albano Laziale, Cecchina, Marino,
Frascati e Genzano di Roma.
[3] Nello specifico, a partire dal 22 dicembre 2011, gli indagati hanno
iniziato a rivendicare le proprie azioni con l’acronimo “Federazione Anarchica Informale Individualità Sovversive
Anticivilizzazione” e dal 15 marzo 2012 siglandosi “Federazione Anarchica Informale – Fronte Rivoluzionario Internazionale
Individualità Sovversive Anticivilizzazione”.
[4] Rivendicazione dell’attentato del 22 dicembre 2011
contro le sedi in Frascati della Deutsche Bank e della Banca Popolare di
Sondrio, siglato dalla “FAI -
Individualità Sovversive Anticivilizzazione”.
[5] Rivendicazione dell’attentato del il 15 marzo 2012 contro la sede Enel Green Power
di Frascati, rivendicato dalla “FAI - FRI
Internazionale Individualità Sovversive Anticivilizzazione”.
[6] Rivendicati con la sigla “Federazione Anarchica Informale - Fronte
Rivoluzionario Internazionale - Individualità Sovversive Anticivilizzazione”.
Elenco cronologico degli attentati
compiuti nella zona dei castelli romani:
- 9 novembre
2010, contro la pellicceria “Alban Pelle”
di Albano Laziale. Nella circostanza, i responsabili dell’azione delittuosa
effettuavano le scritte: “Pellicce =
Morte”, “Fronte liberazione animale”
e la lettera “A” iscritta in un
cerchio (simbolo dell’anarchia), con una “L”
ed una “F” più piccole iscritte nella
“A”, acronimo del movimento “Animal Liberation Front”. Nel medesimo
contesto venivano imbrattate di vernice le imposte dell’esercizio commerciale;
- il 21 dicembre 2010, contro la
filiale della Banca di Roma di Corso Matteotti n. 68 di Albano Laziale. In
particolare, veniva infranto il monitor dello sportello bancomat e la vetrina
blindata dell’ingresso, oscurate le telecamere di videosorveglianza con vernice
nera, imbrattate con della vernice l’insegna della banca e sparsa, per tutta
l’area di pertinenza della banca, della vernice di colore rosso e nero. I
contenuti delle scritte: “Silvia Costa -
Billy liberi”, seguiti dalla lettera “A”
iscritta nel cerchio, simbolo dell’anarchia, sono espressione della “solidarietà” manifestata nei confronti
dei detenuti anarchici RAGUSA Costantino, BERNASCONI Luca Christos e GUERINI
Silvia[1];
- 8 marzo
2011, contro la sede dell’ENI di Albano Laziale, Via Donizetti n. 41 (venivano
rilevate le scritte: “Eni: in più di 70
paesi al mondo per sfruttarli”, “in
difesa della terra” e “solidarietà
agli insorti”, tutte siglate con la scritta “A” inscritta in un cerchio. L’azione veniva rivendicata sui siti
d’aera www.anarchas.org e www.culmine.noblogs.org);
- 6 aprile
2011, contro due escavatori, un autocarro ed un rullo-compressore all’interno
della discarica di Cecchina. Nella circostanza, attaccato a un escavatore,
veniva rinvenuto uno striscione con la scritta “AZIONE DIRETTA IN DIFESA DELLA TERRA”, seguita dalla lettera “A” iscritta in un cerchio e da una
stella di colore nero e verde. Successivamente, in internet, venivano diffuse
delle riproduzioni fotografiche scattate nel momento in cui era in corso
l’azione. In particolare il danneggiamento veniva eseguito contro i seguenti
mezzi della ditta TRA.SCA srl, incaricata dalla Regione Lazio ai lavori di
realizzazione del “VII invaso”:
. escavatore
Fiat Hitachi 240 (taglio dei tubi idraulici);
. rullo
compressore marca DYNAPAC (taglio dei tubi idraulici, del filo vibratore e versamento
di sabbia e acqua nel serbatoio);
. autocarro
Fiat Iveco 330 (danneggiata la serratura dello sportello e tranciati i tubi del
compressore dell’aria);
. escavatore
Hitachi ZX520 (tagliati i tubi idraulici);
- 25 maggio
2011, contro l’area di servizio Agip di Marino. In particolare, venivano
tagliati n. 6 erogatori di benzina, danneggiato il distributore self service e
incendiato il locale adibito ad ufficio/magazzino. Sul posto veniva rinvenuto
uno striscione con il disegno di un cane a sei zampe (simbolo dell’ENI) con la
testa tagliata e la scritta “da guerre e
disastri ambientali i loro profitti”, seguita dal simbolo anarchico “A”
iscritta in un cerchio (anche in questo caso, in internet venivano pubblicate
alcune riproduzioni fotografiche scattate durante l’azione);
- 14 dicembre
2011, contro l’Agenzia Unicredit di Frascati piazza Roma n. 10. In particolare
veniva sfondato il monitor del Bancomat e tentato lo sfondamento della vetrina
blidata della porta d’ingresso. Sulla parete esterna della banca venivano
rinvenute le scritte “GUERRA ALLO STATO”,
“SOLIDARIETÀ AGLI ANARCHICI COSPIRAZIONE
CELLULE DI FUOCO F(A)I” (l’acronimo “F(A)I”
compariva per la prima volta. L’azione veniva ulteriormente rivendicata sul sito internet www.informa-azione.info: “AZIONE
IN SOLIDARIETÀ CON I FRATELLI GRECI E I COMPAGNI COLPITI, PROCESSATI E IMPRIGIONATI
DALLA REPRESSIONE DI STATO DISTRUTTE A COLPI DI MAZZA 6 VETRATE E BANCOMAT
DELL’UNICREDIT DI FRASCATI. LASCIATE SCRITTE: ‘SOLIDARIETÀ AGLI ANARCHICI GRECI
DELLA COSPIRAZIONE CELLULE DI FUOCO’ GUERRA ALLO STATO E AL CAPITALE (A) PER LA GUERRIGLIA PERMANENTE !
PER L’ANARCHIA ANTICIVILIZZATRICE!”);
- 22 dicembre
2011, contro la sede della Banca Popolare di Sondrio di Frascati (attentato
incendiario) e della Deutsche Bank (danneggiamento delle vetrate blindate). In
particolare, si poteva constatare che “L’intervento dei Vigili del Fuoco ha evitato
che potessero crearsi pericoli per l’incolumità pubblica atteso che la Banca è
sita al pian terreno di un palazzo popolare sito nel centro storico della
cittadina dei castelli e che l’incendio avrebbe devastato diverse abitazioni”.
Sui muri della Banca Popolare di Sondrio venivano rilevate le scritte: “MAI SERVI!”, “CONSUMATORI=SCHIAVI”, “SE LA
F(A)I L’ASPETTI”, “CONTRO IL DOMINIO
TECNOLOGICO INDUSTRIALE” e “VIVA
L’ANARCHIA”, mentre sulle mura perimetrali della Deutsche Bank: “ANARCHIA CONTROPOTERE”, “LAVORA CONSUMA CREPA”, “TERRA SELVAGGIA” e “SBANCA LA BANCA”, unitamente alla lettera “A” cerchiata, simbolo
dell’anarchia.
L’azione veniva rivendicata dalla “FEDERAZIONE
ANARCHICA INFORMALE Individualità Sovversive Anticivilizzazione” con un
comunicato pubblicato sul sito “neroveleno.over-blog.it”;
- 15 marzo
2012, contro la sede di “Enel Green Power” di Frascati via del Castello. In particolare, veniva dato alle fiamme il portone
d’ingresso (in legno) e danneggiata la porta blindata a vetri posta,
contestualmente le fiamma danneggiavano/annerivano anche le pareti, il soffitto
e l’insegna posta esternamente all’ingresso. Sulle mura esterne all’esercizio
pubblico veniva rilevata la scritta: “ENEL
DOMINA E DISTRUGGE” seguita dal simbolo della A iscritta in un cerchio,
mentre poco distante in via Borgo San Rocco all’altezza del civico 33 venivano
rinvenute le scritte “LIBERI DALLA
CIVILTÀ” e “ENEL IN 40 PAESI DEL
MONDO DEVASTA LA TERRA”, anche queste seguite dal simbolo della A iscritta
in un cerchio.
L’azione veniva rivendicata dalla “Federazione
Anarchica Informale - Fronte Rivoluzionario internazionale Individualità
Sovversive Anticivilizzazione”, con un comunicato pubblicato sul sito
culmine.noblogs.org;
- 19 luglio
2012, contro le sedi della Unicredit Banca di Roma e Banca Nazionale del Lavoro
di Frascati. In particolare venivano lanciate due bottiglie incendiarie. Sul
muro adiacente lo sportello bancomat dell’agenzia Unicredit Banca di Roma
veniva rilevata la scritta “La Terra Vale
+ del vostro denaro” e la “A”
racchiusa in un cerchio, frase che veniva poi richiamata dagli estensori nel
documento di rivendicazione. L’azione veniva rivendicata il 20 luglio 2012 dal
“FRONTE RIVOLUZIONARIO INTERNAZIONALE
FEDERAZIONE ANARCHICA INFORMALE Individualità Sovversive Anticivilizzazione FAI
IRF[2]” con
un comunicato pubblicato sul sito d’area www.informa-azione.info;
- 11 dicembre
2012, contro la sede della Banca di Credito Cooperativo Giuseppe Toniolo di Genzano
di Roma, mediante due ordigni incendiari (l’azione non veniva rivendicata
poiché gli ordigni, seppur attivati e idonei all’esplosione, non deflagravano).
[1] Gli stessi erano stati tratti in arresto il 15 aprile 2010 dalla polizia
svizzera nei pressi di Zurigo poiché trovati in possesso di materiale esplosivo
tipo “eurogelatine”, micce,
detonatori e bombolette di gas, nonché di numerose copie di un volantino
redatto in lingua tedesca a firma “Earth
Liberation Front – ELF (Fronte di Liberazione della Terra) Svizzera”.
Secondo gli inquirenti, i tre avevano progettato di compiere un attentato ai
danni di una struttura di ricerca attiva nel campo delle bio e nanotecnologie
finanziata dall’IBM, azione a cui faceva riferimento la documentazione loro
sequestrata, che, pertanto, diveniva un vero e proprio comunicato di
rivendicazione.
[2] “IRF”
può considerarsi o un refuso degli estensori o il riferimento alla traduzione
in inglese.























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