FRASCATI, CARABINIERI INDIVIDUANO ED ARRESTANO GLI AUTORI
DELL’OMICIDIO DI RICCARDO GERMANI AVVENUTO A ROMA IL 27 GENNAIO 1991.
FRASCATI 16 settembre 2013 – A circa 22 anni dall’omicidio di Riccardo Germani, avvenuto a Roma il 27 Gennaio 1991, ed a seguito della riapertura delle indagini lo scorso mese di aprile, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Frascati hanno arrestato il mandante ed uno dei due killer in esecuzione di un’ordinanza di applicazione di misura cautelare in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari di Roma su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di quella Procura. Il secondo omicida si identificherebbe in Paolo Marfurt, vittima di agguato mortale lo scorso 3 ottobre 2012.
Riccardo Germani è stato ucciso con quattro colpi di pistola cal. 38 in via Santa Caterina Villarmosa, zona Borghesiana, alle 21.45 circa di domenica 27 Gennaio 1991, mentre si allontanava a bordo della propria autovettura dall’abitazione di una coppia di amici con i quali aveva trascorso la serata.
L’attenzione degli inquirenti all’epoca dei fatti si era concentrata immediatamente sul contesto lavorativo della vittima. Germani era proprietario del 51% delle quote di una società che gestiva un deposito giudiziario ubicato nel quartiere di Torre Angela, adiacente al G.R.A., mentre le restanti quote erano di uno degli odierni arrestati, ritenuto il mandante dell’omicidio. I contrasti tra i due soci erano tali che Riccardo Germani aveva maturato l’intenzione di rilevare anche il restante 49% della società e divenire amministratore unico della stessa.
Ma proprio in quel periodo, poco prima del suo omicidio, Germani era stato oggetto di continue minacce, anche telefoniche, subendo anche un’aggressione fisica da parte di almeno due persone rimaste ignote, ma da subito ritenute inviate dal socio. Quest’ultimo, all’epoca interrogato per ben due volte dopo l’omicidio, aveva fornito un alibi sorretto anche dalle dichiarazioni di alcuni testimoni. L’indagine venne archiviata nel luglio 1992.
Il “caso” è stato riaperto nel settembre del 1997 quando un ex detenuto aveva dichiarato alla Procura della Repubblica di Roma di aver appreso in carcere che qualche anno prima, uno degli odierni indagati, detto “Er Bengala”, aveva eseguito un omicidio su commissione di una persona che aveva intenzione di far uccidere il suo socio nell’attività di depositeria giudiziaria in zona Casilina G.R.A., omicidio per il quale i due killer avevano ricevuto la somma di 50 milioni di lire. Il racconto dell’ex detenuto era molto dettagliato ma anche in quel caso gli inquirenti non sono riusciti a raccogliere sufficienti indizi ed il procedimento penale venne nuovamente archiviato.
Le indagini, infine, sono state riaperte per la terza volta lo scorso aprile, nel corso delle attività del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Frascati sull’omicidio di Paolo Marfurt, avvenuto in località Vermicino del Comune di Frascati lo scorso 3 ottobre 2012, i cui autori sono stati arrestati il 18 gennaio 2013. Durante l’attività istruttoria, infatti, sono emerse le responsabilità di Marfurt per il fatto di sangue del 1991, ragion per cui sono stati analizzati nuovamente gli atti relativi all’omicidio Germani ed effettuate nuove attività investigative che hanno consentito di accertare come il suo socio, per appropriarsi dell’intera attività, abbia effettivamente assoldato due sicari della zona, “Er Bengala” e “Paolone” Marfurt, i quali la sera del 27 gennaio 1991 hanno atteso che Germani terminasse la cena presso casa di amici freddandolo con quattro colpi di pistola.
Agli arrestati viene contestato il reato di omicidio in concorso, con l’aggravante della premeditazione.
Il blitz dei militari dell’Arma è scattato alle 5.00 di oggi, con l’arresto del mandante dell’omicidio, oggi conosciutissimo titolare di uno dei maggiori depositi giudiziari della Capitale, la notifica in carcere al “Bengala”, già detenuto per altra causa e l’esecuzione di 4 perquisizioni, tra cui il deposito giudiziario.
Grande soddisfazione da parte della Procura della Repubblica di Roma e dell’Arma dei Carabinieri per il brillante risultato.
CESANO - CARABINIERI SCOPRONO PIANTAGIONE DI MARIJUANA DALL’ELICOTTERO. ARRESTATO UN AGRONOMO.
ROMA - I Carabinieri della Compagnia Roma Cassia hanno scoperto una piantagione di canapa indiana tenuta da un agronomo romano di 44 anni, incensurato, nel terreno attiguo alla sua abitazione di Cesano di Roma.
Grazie ad una perlustrazione aerea effettuata la settimana scorsa, i militari avevano notato una serie di arbusti sospetti posizionati accanto ad un canneto nella valle “Fontana Secca”, alle pendici del borgo antico di Cesano.
Una serie di appostamenti e osservazioni nei giorni successivi hanno confermato i sospetti dei Carabinieri: si trattava proprio di una piantagione di marijuana, con arbusti di altezza superiore ai 3 metri e fusti del diametro di circa 10 cm, munita di impianto di irrigazione automatica. La zona umida e particolarmente ricca di acqua ha di fatto permesso una crescita rigogliosa delle piante di marijuana, che erano ormai pronte per essere tagliate e iniziate al processo di essiccazione. La floridezza degli arbusti è stata favorita anche dalle specifiche competenze in agronomia dell’arrestato, che aveva curato la predisposizione delle piante e la fioritura delle stesse selezionando accuratamente arbusti “femmine” ed eliminando i “maschi” dalla piantagione prima dell’impollinatura.
I Carabinieri hanno aspettato tutta la notte che il 44enne si recasse a curare le piante: lo hanno sorpreso stamattina all’alba. Colto con le mani nel sacco, l’uomo ha ammesso di essere il “coltivatore diretto” e non ha opposto alcuna resistenza all’arresto.
Le piante, complessivamente, sono una sessantina, molte delle quali erano state abilmente protette da “occhi indiscreti” grazie ad un canneto. Solo l’osservazione dall’alto ha consentito di individuarle. Oltre alle piante, in casa i Carabinieri hanno sequestrati 100 grammi di marijuana già essiccata e circa mezzo chilo di semi.
Arrestato e trattenuto in caserma, l’agronomo verrà processato con rito direttissimo.
CASAL DE’ PAZZI – BRANCO SACCHEGGIA E DEVASTA UN INTERNET POINT. IN 3 ARRESTATI DAI CARABINIERI.
ROMA – Nella tarda serata di ieri, i Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma hanno arrestato 3 cittadini del Bangladesh di età compresa tra i 17 ed i 25 anni, con le accuse di rapina aggravata e lesioni personali. I tre, pochi minuti prima, insieme ad altre 5 persone, avevano fatto irruzione in un internet point di via Francesco Selmi armati di bastoni e cinture, danneggiando le suppellettili e malmenando il titolare e alcuni dei clienti presenti, tutti connazionali. Il branco si è poi impossessato di circa 4.000 euro e diverse schede per ricariche telefoniche. Subito dopo il raid, la fuga precipitosa lungo le vie circostanti. Le vittime hanno immediatamente chiesto aiuto al “112” e i Carabinieri del Nucleo Radiomobile intervenuti sul posto, dopo aver attivato i soccorsi per i feriti, si sono messi sulle tracce dei malviventi. La battuta di ricerca ha dato esito positivo in breve tempo: 3 dei componenti del branco, infatti, sono stati individuati e bloccati a poca distanza dall’internet point.
I clienti aggrediti, visitati e medicati al pronto soccorso dell’ospedale “Sant’Andrea”, sono stati giudicati guaribili con prognosi che vanno dai 3 ai 7 giorni.
Dei tre arrestati, il minorenne è stato portato nel Centro di Prima Accoglienza di via Virginia Agnelli mentre i due maggiorenni sono stati trattenuti in caserma in attesa di essere sottoposti al rito direttissimo.
Sono tuttora in corso gli accertamenti dei Carabinieri finalizzati all’identificazione dei 5 complici.

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