Da decenni alcuni soloni spiegano alle sinistre che per vincere devono attuare politiche di destra. Lo sforzo principale profuso da un numero imprecisato di pseudo-politologi, pagati profumatamente dai soliti centri finanziari che controllano i media, consiste proprio nell'invitare continuamente le classi dirigenti progressiste a massacrare gli ultimi per ingraziarsi le simpatie delle élite. I grandi giornali assegneranno perciò la patente di "responsabile", "padre della Patria" e "salvatore del sogno europeo" a tutti gli uomini pubblici pronti ad aumentare a dismisura le disuguaglianze sociali; bolleranno invece contestualmente come "populisti", "demagoghi" e "irresponsabili" gli sparuti personaggi pronti ad uscire timidamente dal recinto del P.U.N. (pensiero unico neonazista, ndm). Ricordate le parole di Monti che, nel corso dell'ultima campagna elettorale, si augurava che il Sistema tagliasse le ali estreme rappresentate in teoria da due collaborazionisti innocui del calibro di Vendola e Fassina? Allora avete già capito di cosa sto parlando. Voglio essere molto franco e brutale. Farsi corrompere, intellettualmente o perfino materialmente (meglio se tramite bonifico estero su estero), da chi controlla le leve di potere del mondo globalizzato oggettivamente conviene. Frustando a sangue i cittadini elettori può anche capitare di perdere le elezioni ma, una volta incamerata la riconoscenza dei Signori del vapore per i servigi resi, il futuro rimane comunque radioso e assicurato. Le consulenze milionarie generosamente elargite dalle solite banche d'affari rendono sempre meno amaro il momento della pensione. Cosa rischia invece l'ipotetico politico pronto a battersi per un ideale di giustizia, incapace perciò di ingrassare succhiando il sangue della povera gente? Nell'ordine: il linciaggio mediatico, l'apertura di inchieste penali figlie della sovraesposizione mediatica, la solitudine e l'isolamento nel partito di provenienza. Se poi tutto questo non dovesse bastare, rimane sempre l'estrema ratio dell'aereo che misteriosamente cade o del più classico tritolo. Ora capite perché il ministro greco del Pasok, Venizelos, preferisce fare morire tutti i suoi concittadini, nonché ridurre all'osso il suo partito, anziché alzare il ditino di fronte alla protervia della Troika? Capite perché Hollande è disposto a raggiungere il record di impopolarità pur di continuare a rispettare le consegne? E' chiaro perché Letta non trova il coraggio di ridiscutere l'assurdo parametro che obbliga l'Italia a non sforare il 3% del deficit costi quel che costi? Le loro scelte sanguinarie sono figlie di un ragionamento razionale e lineare. Costoro sanno che il Sistema, continuando a schiavizzare gli ultimi e a blandire i padroni, non li abbandonerà mai. L'ex cancelliere tedesco Schroder, che ha distrutto con le sue politiche scellerate passato, presente e futuro della Spd, perfetto archetipo di una genìa diffusa e maledetta, è ancora oggi falsamente rappresentato dai nostri media come un grande statista che ha saputo fare scelte lungimiranti e importanti sul piano storico. Finita miseramente la carriera politica, inoltre, Schroder non è stato costretto a trovarsi un minijob pagato 450 euro al mese circa. Il colosso russo Gazprom ha deciso infatti di riconoscergli un contratto generoso pur di assicurarsi cotanto "consulente strategico". La socialdemocrazia tedesca, corrotta fino al midollo, potrebbe rialzarsi soltanto espellendo a calci in culo fuori dal partito elementi etero-diretti dall'oligarchia finanziaria mondiale come Peer Steinbruck o Sigmar Gabriel, per affidare le chiavi del partito alla ottima, brillante, vincente e keynesiana governatrice progressista del Nord Reno-Westfalia Hannelore Kraft (clicca per leggere). Non lo faranno. Il Partito Socialista Europeo costituisce il più solido puntello sul quale si regge questa Europa violenta e nazista, crocevia di evidenti e incestuose commistioni tra una opaca gestione della cosa pubblica e la difesa di ingenti interessi speculativi privati. Per rinfrescarsi le idee sul punto è utile rileggersi una surreale intervista rilasciata dal damerino Fassina al Financial Times poco prima delle elezioni italiane di Febbraio (clicca per leggere). Assistiamo stupefatti ad una degenerazione maligna del socialismo continentale. Fenomeno che negli anni '20 del secolo scorso diede vita al fascismo prima e al nazismo poi. Il mostro burocratico, malvagio e perverso che distrugge le vite di milioni di europei è figlio dalle stesse tragiche suggestioni eugenetiche di allora, declinate ora in chiave furbescamente tecnocratica. Per questo i partiti che attualmente usurpano il nome e la storia del glorioso socialismo europeo, andrebbero più correttamente riconosciuti come protesi operative nelle mani di alcuni centri di potere occulti di chiara ispirazione autoritaria, antidemocratica e, in buona sostanza, fascista.
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