Il lungo silenzio sul "Tiberio Evoli" di Melito Porto Salvo. Non lasciamo cadere l'appello del genitore che ha rischiato di perdere il figlio
Dalla Sede Municipale, 3 settembre 2013
La chiusura del pronto soccorso pediatrico di Melito Porto salvo e i rischi connessi a tale sciagurata scelta aziendale, unitamente ai frequenti casi di emergenza che sempre più vedono coinvolti pazienti in tenera età, ripropongono ancora una volta la vicenda del Tiberio Evoli.
Mentre faccio mio l'appello di quel genitore che appena qualche giorno fa ha visto il proprio bimbo rischiare la vita, proprio a causa della mancanza di un'idonea struttura d'intervento d'urgenza, denunciamo il silenzio sceso sulla vertenza del nosocomio Melitese che da oltre un secolo è a servizio di una vasta utenza qual è la comunità del basso Jonio reggino.
Non può sottacersi che una serie di concause limitano, oggettivamente, la forza contrattuale nel rivendicare il rilancio e non la chiusura di un presidio della salute così importante.
Cause riconducibili a più fattori tra cui certamente la mancanza di una classe politica locale in grado di rivendicare, con forza e passione, il diritto alla salute, e poi i limiti di una società civile che, salvo casi sporadici, sente questa vicenda lontana dai propri bisogni, salvo nei casi in cui si è direttamente interessati, ed infine il sostanziale fermo di una commissione regionale importante, qual'era quella speciale di vigilanza e che grazie al suo presidente aveva posto all'attenzione pubblica e sanitaria la centralità della vicenda.
E se lo scioglimento di gran parte dei Comuni della c.d. Area Grecanica ha di fatto azzerato un'intera classe politico-amministrativa, questo non può costituire un limite contrattuale e di arretramento sul piano delle giuste rivendicazioni quali sono quelle del diritto alla salute, in primo luogo per le fasce più deboli e per i bambini.
Ecco perché Chiedo ai Commissari Prefettizi di Melito Porto Salvo, di Montebello Jonico, di Bagaladi, di Bova Marina, di Reggio Calabria, di Palizzi, di sostenere la bontà delle rivendicazioni di questo territorio, marciando insieme ai restanti comuni dell'area facendo vedere alla gente lo sguardo attento e amico dello Stato.
Questo appello lo estendo anche ai Commissari della città capoluogo perché la vicenda del Nosocomio Tiberio Evoli ha risvolti anche sugli Ospedali Riuniti, con un pronto soccorso e numeri da " guerra civile ".
E' evidente come la scelta di limitare la funzionalità di alcuni presidi, Melito Porto Salvo tra questi ed anche Scilla, ha fatto si che sul pronto soccorso reggino si riversasse quotidianamente anche gran parte del l'utenza del basso Jonio reggino e del versante tirrenico.
Ed era altrettanto facilmente prevedibile quanto poi si è puntualmente verificato registrando nel pronto soccorso della città capoluogo punte di esasperata tensione con rischi per la salute dei pazienti e per l'incolumità degli operatori sanitari.
Ecco perché ancora una volta rivolgiamo un appello alla Direzione Generale dell'ASP 5, a rivedere quel piano aziendale, quantomeno nella parte strettamente incidente sulle cause che producono ciò che è sotto gli occhi di tutti.
Chiediamo un ragionevole passo indietro sulle scelte programmate ed operate, un passo indietro per tempo con l'obiettivo di limitare ulteriori disagi alle cittadinanze coinvolte e agli operatori sanitari che con alto spirito di sacrificio operano in un settore così vitale.
Paolo Laganà
Sindaco di Motta San Giovanni
Luigi Palamara
Giornalista, Direttore Editoriale e Fondatore di MNews.IT
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