REGGIO CALABRIA. ''E' stato un duro lavoro che si è protratto per oltre un anno, giorno e notte. Questo risultato ripaga dai sacrifici dei miei uomini''. Così il dirigente della Squadra mobile Gennaro Semeraro, ha commentato la cattura del latitante Pietro Labate. ''Gli stavamo addosso da tempo. Sapevamo - ha spiegato - che non potevamo commettere errori perchè l'avremmo pagata cara, avrebbe significato ripartire da capo con le indagini''. Nessun errore, invece, e Pietro Labate è finito in manette. ''Era a bordo di uno scooter, indossava un casco ma i ragazzi lo hanno riconosciuto. Ha tentato un'ultima fuga ma i poliziotti, pure loro a bordo di motorini, lo hanno fermato''. Il questore Guido Longo, introducendo la conferenza stampa, si è limitato a presentare Pietro Labate come ''un grossissimo latitante, il cui spessore criminale è risaputo''.

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