Il cardinale Ersilio Tonini, il più anziano cardinale vivente, è morto la scorsa notte verso le 2 all'Opera Santa Teresa di Ravenna, dove alloggiava da molti anni. Il decesso è sopravvenuto per complicazioni nelle ultime ore. Aveva compiuto 99 anni il 20 luglio. Tra i protagonisti della trasmissione "I dieci comandamenti all'italiana" con Enzo Biagi". All'Opera di Santa Teresa di Ravenna si sta preparando la camera ardente
LA SCOMPARSA DEL GIORNALISTA ERSILIO TONINI…CENTO E NON PIÙ CENTO. QUEL PRETE DI CAMPAGNA DIVENTATO CARDINALE
Domenico salvatore
La scomparsa di un simile personaggio, ha destato in tutto il Paese, ma anche nel mondo, incredulità, dolore, angoscia. La lancetta del centesimo anno, aveva appena iniziato il suo ultimo giro, ma il Padre Celeste, lo ha chiamato prima. Il suo Credo, era basato sulla povertà. "LaChiesa povera per i poveri", ammonisce Sua Santità Bergoglio. Ma prima di lui, lo aveva detto, anche il cardinale Ersilio Tonini, grande personaggio della TV. La fede, lontanissima dai lussi e dalle manovre di potere. Alla domanda "Cosa occorre per essere un buon cardinale?" rispondeva senza incertezze: "Continuare ad essere un bravo prete". "In Paradiso ti accompagnino gli angeli,/al tuo arrivo ti accolgano i martiri,/e con Lazzaro povero in terra/tu possa godere il riposo eterno nel cielo./Io sono la risurrezione e la vita./Chi crede in me anche se muore vivrà;/e chiunque vive e crede in me,/non morrà in eterno./Apritemi le porte della giustizia:/entrerò e renderò grazie al Signore./Questa è la porta del Signore:/per essa entrano i giusti./Celebrate il Signore, perché è buono;/perché eterna è la sua misericordia./ Ed anche…"In Paradiso ti accompagnino gli angeli,/al tuo arrivo ti accolgano i martiri,/e ti conducano nella santa Gerusalemme./ Nelle tue mani, Padre clementissimo, /consegniamo l'anima del nostro fratello Ersilio / con la sicura speranza che risorgerà nell'ultimo giorno/insieme a tutti i morti in Cristo./Ti rendiamo grazie, o Signore,/per tutti i benefici che gli hai dato in questa vita,(come segno della tua bontà/e della comunione dei santi in Cristo./Nella tua misericordia senza limiti,/aprigli le porte del paradiso;/e a noi che restiamo quaggiù/dona la tua consolazione con le parole della fede,/fino al giorno in cui, tutti riuniti in Cristo,/potremo vivere sempre con te nella gioia eterna./Per Cristo nostro Signore./".
Non ammansiva i lupi di Gubbio come San Francesco (Chi lavora con le mani è un operaio; chi lavora con le mani e la testa è un artigiano;chi lavora con le mani, la testa e il cuore è un artista.), che fece scrivere al poeta Angiolo Silvio Novaro la filastrocca "Francesco e il lupo"…"Viveva un dì, narra un'antica voce/intorno a Gubbio un lupo assai feroce/che aveva i denti più acuti che i mastini/e divorava uomini e bambini./Dentro le mura piccole di Gubbio/stavano chiusi i cittadini e in dubbio/ciascuno della vita. La paura/non li lasciava uscire dalle mura./E San Francesco venne a Gubbio, e intese/del lupo, delle stragi, delle offese;/ed ebbe un riso luminoso e fresco,/e disse: "O frati, incontro al lupo io esco!"./Le donne avevano lagrime così/grosse, ma il Santo ilare e ardito uscì./E a mezzo al bosco ritrovò il feroce/ispido lupo, e con amica voce/gli disse: "O lupo, mio fratello lupo,/perché mi guardi così ombroso e cupo?/Perché mi mostri quegli aguzzi denti?/Vieni un po' qua, siedimi accosto e senti:/Io so che tu fai molto male a Gubbio/e tieni ognuno della vita in dubbio,/e so che rubi uccidi e non perdoni/nemmeno ai bimbi, e mangi i tristi e i buoni:/Orbene ascolta: come è vero il sole,/ciò che tu fai è male. Iddio non vuole!/Ma tu sei buono; e forse ti ha costretto/a ciò la fame. Ebbene, io ti prometto/che in Gubbio avrai d'ora in avanti il vitto:/ma tu prometti essere onesto e dritto/e non dare la minima molestia:/Essere insomma una tranquilla bestia./Prometti dunque tutto questo, dì?"./Il lupo abbassò il capo, e fece: "Si!"./"Davanti a Dio tu lo prometti?"./E in fede il lupo alzò molto umilmente un piede./Allora il Santo volse allegro il passo/a Gubbio, e il lupo dietro, a corpo basso./In Gubbio fu gran festa, immenso evviva:/scoppiò la gioia, e fino al ciel saliva./E domestico il lupo entro rimase/le chiuse mura, e andava per le case/in mezzo ai bimbi come un vero agnello,/e leccava la gota a questo e a quello./E poi morì. E fu da tutti pianto/e seppellito preso il campo santo./".
Ersilio Tonini, figlio di due contadini, era carismatico, brillante intelligente, ingegnoso, penetrante. Lasciò il suo appartamento a un gruppo di tossicodipendenti. Paziente come un santo, lo sguardo del buon parroco di campagna (La pazienza è la virtù dei santi). Ma il mitico Eduardo De Filippo disse:"Ha da passà 'a nuttata." . E Lucrezio, Gutta cavat lapidem. La goccia scava la pietra. Il flash dell'agenzia Ansa…"Il cardinale Ersilio Tonini è morto la scorsa notte verso le 2 all'Opera Santa Teresa di Ravenna, dove alloggiava da molti anni. Il decesso è sopravvenuto per complicazioni nelle ultime ore. Aveva compiuto 99 anni il 20 luglio.''Un uomo che ha vissuto nella fede fino all'ultimo, incoraggiando anche chi gli stava vicino e sempre richiamando la fiducia in Dio''. Così l'arcivescovo di Ravenna-Cervia, mons.Lorenzo Ghizzoni, parla del cardinale Ersilio Tonini. E' stato lui a comunicare la notizia della morte durante una messa per la Diocesi celebrata in spiaggia alle 6 a Milano Marittima, in occasione della giornata conclusiva della Giornata mondiale della gioventù. ''Ho avuto occasione di conoscere il cardinale Tonini da poco tempo - ha aggiunto mons.Ghizzoni, che è arcivescovo di Ravenna-Cervia dal novembre scorso - ma ho riconosciuto in lui una persona di grande saggezza e coraggio nell'apertura e nell' incontro con tutti''. Ha poi invitato i fedeli alla preghiera.
All'Opera di Santa Teresa di Ravenna si sta preparando la camera ardente per il cardinale Ersilio Tonini. L'intenzione dei responsabili dell'Istituto è quella di aprire prima possibile la camera ardente, nella Chiesa di Santa Teresa, per poter accogliere le molte persone che chiedono di poter dare l'ultimo saluto al cardinale. I funerali dovrebbero essere celebrati martedì nel Duomo di Ravenna.Il cardinale Ersilio Tonini era lucido la scorsa notte, negli ultimi istanti della sua vita. ''Ha pregato e ha detto 'voletevi bene, io devo tornare dal Padre mio''', ha riferito suor Virginia, che fino all'ultimo lo ha assistito nel suo alloggio assieme alle infermiere. ''L'amore è la cosa più importante nella vita'', ha detto ancora il porporato. Ieri il card.Tonini aveva passato una giornata agitata, ma la scorsa notte era calmo, sereno e consapevole - ha aggiunto suor Virginia - che la sua vita si stava spegnendo.Il presidente della Regione Emilia-Romagna, Vasco Errani, ha espresso il cordoglio suo e della Giunta regionale per la morte del cardinale Ersilio Tonini. ''La morte di monsignor Tonini ci addolora e ci riempie di tristezza. Le sue parole buone - afferma Errani - ci sono sempre state vicine, hanno accompagnato e dato forza a chi crede nei valori della solidarietà e dell'uguaglianza e si impegna a costruire una società più giusta. Uomo di fede, immerso nella realtà ma sempre attento ai significati più veri dell'esistenza, il suo ministero ci ha offerto occasioni di riflessione alta e ci ha indicato la strada.
Per questo la sua voce mancherà a molti''.''Al cardinal Tonini hanno voluto bene i cattolici, i non credenti e i fedeli di altre religioni. Tutta la comunità ravennate è partecipe di questa perdita, perché Ravenna vuole bene alle persone che fanno del bene. Ersilio Tonini da Sacerdote, Arcivescovo e Cardinale di bene ne ha fatto tanto''. Così lo ricorda il sindaco di Ravenna, Fabrizio Matteucci. ''Cittadino residente a Santa Teresa e cittadino onorario di Ravenna, terminata la sua missione di Arcivescovo aveva scelto di continuare a vivere nella nostra città. Naturalmente la sua opera religiosa e intellettuale - sottolinea il sindaco - va ben oltre i confini di Ravenna e dell'Italia: la sua eredità morale e spirituale ha un valore immenso. Ho avuto la fortuna di conoscerlo alla fine degli anni Settanta. Quando lo avevo di fronte mi sembrava di avere davanti la Chiesa tutta: una Chiesa con le porte spalancate anche a chi vi si avvicinava da molto lontano. Tonini incarnava la Chiesa, era dotato di un immenso amore per le persone e di uno straordinario bagaglio intellettuale. Una guida per tanti. Un punto di riferimento per tutti''. Ersilio Tonini (Centovera di San Giorgio Piacentino, 20 luglio 1914 – Ravenna, 28 luglio 2013) è stato un cardinale e arcivescovo cattolico italiano. Dal 30 aprile 2010, fonte wikipedia,giorno della morte del cardinale Paul Augustin Mayer, era il più anziano cardinale vivente. Dal 14 gennaio 2012, giorno della morte del vescovo Antonio Mistrorigo, era inoltre il più anziano ordinario diocesano italiano.
A 11 anni entra in seminario. Il 18 aprile 1937 è ordinato sacerdote per la diocesi di Piacenza dal vescovo Ersilio Menzani. È prima vice-rettore del seminario, poi insegnante e assistente spirituale dei gruppi FUCI e dei Laureati cattolici, poi direttore del settimanale diocesano «Il Nuovo Giornale». Dal 1953 al 1968 è parroco di San Vitale a Salsomaggiore Terme (città all'epoca divisa tra le diocesi di Piacenza e Fidenza).Il 28 aprile 1969 è nominato da papa Paolo VI vescovo di Macerata e Tolentino e amministratore apostolico di Recanati, Cingoli, Treia. In tale veste attua una coraggiosa riforma agraria cedendo ai contadini i terreni della diocesi. Riceve l'ordinazione episcopale il 2 giugno 1969 dall'arcivescovo Umberto Malchiodi (conconsacranti l'arcivescovo Agostino Casaroli e il vescovo Carlo Colombo).Il 22 novembre 1975 è nominato arcivescovo di Ravenna e vescovo di Cervia. Nel 1978 è chiamato a presiedere il consiglio di amministrazione della NEI, società editrice del quotidiano cattolico Avvenire. Nel 1987 aderisce alla campagna umanitaria per i brasiliani nativi del Roraima «Uma vaca para o Indio». Ne parla con papa Giovanni Paolo II, che l'approva ed effettua una donazione di decine di milioni di lire. Il Papa inoltre gli affida un messaggio scritto di suo pugno da portare alle popolazioni brasiliane.
Si reca personalmente in Amazzonia e, col vescovo e i missionari locali, si presenta agli Indios e legge, durante la Messa, il messaggio papale davanti a 500 giovani. Tra il 1988 e il 1989 è amministratore apostolico della diocesi di Rimini, fino all'arrivo del nuovo vescovo Mariano De Nicolò. Papa Giovanni Paolo II accoglie le sue dimissioni da arcivescovo, per raggiunti limiti di età, il 27 ottobre 1990, e lo nomina amministratore apostolico. Il 15 dicembre successivo diventa arcivescovo emerito consegnando il pastorale al suo successore, Luigi Amaducci.Nel 1991 è tra i protagonisti della trasmissione televisiva giornalistica "I dieci comandamenti all'italiana" di Enzo Biagi, definita dalla Santa Sede «a tutt'oggi un esempio di moderna catechesi che si avvale del mezzo e del linguaggio televisivo». È la prima di una lunga serie di apparizioni che ne faranno un personaggio televisivo e un commentatore molto apprezzato e ricercato. Nel concistoro del 26 novembre 1994 Giovanni Paolo II lo crea cardinale del titolo del Santissimo Redentore a Val Melaina.Ha conferito l'ordinazione episcopale a Odo Fusi Pecci, Luigi Ferrando e Giuseppe Orlandoni. Nel 2006 esce il libro di Pierfranco Rossetti "Le ragioni del cuore. Intervista a monsignor Tonini" (Touring Club Italiano, 2006). Nel 2008 esce il suo libro "Profezie per l'ottimismo" (Piemme, 2008), curato da Paolo Gambi. Sempre nello stesso anno, curato da Sergio Gatti, è pubblicato anche il libro "La Finanza che serve. Dialogo sul denaro, l'economia e il futuro" (Ecra - Edizioni del Credito Cooperativo, 2008).
Nel 2009, ancora per Piemme, esce "La ragione della speranza", sempre a cura di Paolo Gambi. Il 2012 è l'anno dell'uscita della sua autobiografia, scritta insieme a Paolo Gambi, dal titolo "Il gusto della vita. Perché alla soglia dei cent'anni credo sempre nella meraviglia".Il 12 dicembre 2012 la Libera Università degli Studi Per l'Innovazione e le Organizzazioni (LUSPIO) di Roma gli conferisce la laurea honoris causa in Economia e Management Internazionale, per «l'opera di alta divulgazione e di laborioso impegno al servizio di un'economia più umana e per i contributi dati al tema delle relazioni tra etica ed economia».È morto alle 2 di notte del 28 luglio 2013 all'Opera Santa Teresa di Ravenna, pochi giorni dopo il suo 99-esimo compleanno, per complicazioni dovute alle sue già precarie condizioni di salute."
Domenico Salvatore

0 Commenti