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Progetto Sei, interventi a beneficio del territorio

Centrale Termoelettricaa Carbone da 2 x 660 MWe
Saline Joniche (RC)

INTERVENTI A BENEFICIO DEL TERRITORIO
-        ASPETTI CHIAVE -


23 Luglio 2013




10 RAGIONI PER UNA CENTRALE A CARBONE A SALINE JONICHE

·           Investimento privato
Oltre 1,5 miliardi di euro di investimento per la costruzione della Centrale, senza alcun sostegno pubblico.
·           Occupazione
In media, quasi 1.000 addetti in fase di cantiere (della durata di cinque anni) e circa 500 addetti, tra diretti, indiretti ed indotto in fase di esercizio, solo per quanto riguarda l’impianto. Un volume complessivo nel territorio fino a circa 2.000 unità.
·           Contributo al rilancio ed alla crescita imprenditoriale locale
In fase di costruzione: coinvolgimento a livello locale (oltre che nazionale) delle realtà imprenditoriali della Regione, una delle aree più in difficoltà a livello europeo.
In fase di esercizio: possibilità di creare le condizioni per la nascita e lo sviluppo di nuove realtà imprenditoriali in aggiunta alle (poche) già presenti, anche grazie all’articolato pacchetto di misure a beneficio del territorio.
·           Ricadute economiche utili allo sviluppo dell’area
Complessivamente, a vario livello e considerando un periodo limitato a soli 20 anni, le ricadute economiche locali (fiscali e non) ammontano ad oltre 1,2 miliardi di euro.
·           Riqualificazione di opere esistenti e sviluppo di nuove infrastrutture
Recupero del porto di Saline Joniche, sia per usi commerciali che turistici; questo potrebbe dare spazio a circa 400-500 posti barca su un tratto di costa tra i più lunghi d’Italia privo di approdi protetti. Parallelamente, creazione e riqualificazione di collegamenti tra Saline e il territorio circostante: stazione per Reggio, potenziamento ss 106 nel tratto interessato, approdo navi da crociera per visite a Pentadattilo ed entroterra.
·           Nuova progettualità per l’utilizzo dei fondi europei
Possibilità di utilizzare in modo sostanziale i fondi europei grazie a nuova progettualità. Il laboratorio di progettazione partecipata intercetterà, creando nuove competenze locali, i fondi che oggi non si riescono a utilizzare causa meccanismi di disimpegno automatico.
·           Contributo alla rinascita di realtà in difficoltà
Possibilità di dare una nuova valenza economica anche a realtà oggi in difficoltà come l’aeroporto di Reggio Calabria, messo in discussione per il limitato traffico passeggeri, o a siti abbandonati come l’area OGR delle Ferrovie.
·           Contributo alla sicurezza energetica del Paese
L’Italia presenta una produzione elettrica troppo sbilanciata sul metano e gravata dal regime di incentivi alle fonti convenzionali: una moderna centrale a carbone permetterebbe di stabilizzare il sistema.
·           Contributo alla competitività del Paese
L’Italia non ha bisogno di “energia” ma ha bisogno di “energia a basso costo”. Il Progetto SEI permetterebbe di ridurre la bolletta elettrica e, grazie alla destinazione delle risorse generate dai permessi di emissione (ETS), metterebbe a disposizione nuovi strumenti per sostenere lo sviluppo nelle rinnovabili e l’efficienza energetica.
·           Esempio di eccellenza italiana a livello mondiale
Sia dal punto di vista tecnologico sia da quello architettonico e paesaggistico il progetto di Saline rappresenta un unicum a livello mondiale di cui il Paese si potrebbe vantare.

1      LE MISURE DI RILANCIO TERRITORIALE


Il Decreto VIA che ha certificato la compatibilità ambientale della Centrale è accompagnato da un elenco di adempimenti a cui SEI deve dare attuazione in parte prima dell’avvio delle opere di costruzione, in parte durante la fase di cantiere e in parte negli anni di esercizio dell’impianto.
L’articolato piano di interventi a beneficio del territorio predisposto da SEI in risposta ad una di queste prescrizioni rappresenta la naturale prosecuzione del progetto della Centrale e ne ripropone i principi ispiratori. Le misure proposte si articolano in opere e/o risorse economiche finalizzate alla tutela e valorizzazione delle risorse paesaggistiche e naturali esistenti, ma anche al rilancio socio-economico e all’innesco di nuovi processi di sviluppo locale. Il valore complessivo degli interventi per il territorio ammonta a circa 35 milioni di euro, cui si sommano gli ulteriori benefici da essi generati in termini di indotto diretto e indiretto, nuova occupazione, entrate fiscali per gli Enti locali.
Le misure che compongono il piano di interventi a beneficio del territorio sono 11 e precisamente:
A)     Villaggio ecosostenibile e Fattoria degli agrumi primari: progettato e costruito secondo i principi della ecosostenibilità, il Villaggio sarà inizialmente al supporto del cantiere della Centrale e in seguito verrà messo a disposizione dei Comuni per ospitare funzioni sociali e culturali. Il Villaggio sarà costituito da 7 centri di aggregazione, un centro polifunzionale e una Fattoria per la coltivazione e la conservazione degli agrumi primari, il tutto completato da spazi aperti attrezzati e un ampio agrumeto;
B)     Riqualificazione spazi pubblici: la strada principale che attraversa il quartiere Sant’Elia del Comune di Montebello Ionico rappresenta il contesto adatto a questo intervento. L’azione proposta consiste nella riqualificazione della viabilità principale attraverso la realizzazione di opere a verde e nuovo arredo urbano per la creazione di veri e propri “giardini d’estate”, aree dove pubblico e privato s’incontrano e favoriscono non solo l’attraversamento ma anche la sosta;
C)     Compensazione Elettrodotto: nuova forestazione: la misura prevede la ripiantumazione e successiva manutenzione di vegetazione boschiva per una superficie territoriale equivalente a quella interessata dall’attraversamento dell’interconnessione elettrica della Centrale alla Rete di Trasmissione Nazionale. Tale forestazione non sarà isolata ma verrà inserita nell’ambito di un ampio intervento di potenziamento della rete ecologica locale al fine di incrementare le sinergie tra le due misure (V. misura E);
D)    Riqualificazione SIC Pantano e Casa della Consapevolezza: la misura ha il duplice obiettivo di garantire una maggiore tutela del SIC Pantano e di consentirne la valorizzazione: si prevede di incrementare la vegetazione presente e di rendere fruibile in modo ecocompatibile l’area umida con percorsi naturali e punti di bird-watching. Il Progetto prevede inoltre il miglioramento vegetazionale di aree esterne al perimetro attuale del SIC, dove troverà posto la Casa della Consapevolezza Ambientale, luogo deputato all’accoglienza e alla informazione dei visitatori;
E)     Potenziamento della rete ecologica: un insieme articolato di interventi vegetazionali, progettato secondo quanto stabilito dalla pianificazione provinciale, intende dar vita ad una rete continua di collegamento verde che si estenda dalla costa alle colline prendendo la forma di boschi, praterie, dune e nastri verdi a mitigazione della viabilità o lungo le fiumare. Ampi interventi di forestazione troveranno collocazione in aree proposte dai Comuni e dagli stessi abitanti. L’azione di potenziamento della rete ecologica interessa 85 ettari di territorio e integrerà le misure C e F;
F)     Interventi di Ingegneria naturalistica: la misura propone interventi finalizzati alla stabilizzazione delle pendici franose e al contenimento dei fenomeni erosivi identificati dallo stesso Piano di Bacino in prossimità del centro abitato di Saline Joniche. Sono previsti tra l’altro la pulizia degli alvei delle fiumare, la loro ricostruzione ove necessario e il consolidamento delle sponde, ma anche la manutenzione nel tempo delle opere di ingegneria naturalistica realizzate;
G)    Recupero e conservazione della tartaruga marina Caretta Caretta: il Progetto prevede interventi da realizzarsi sia in ambiente marino sia in ambiente terrestre nella fascia costiera compresa tra Capo Bruzzano e Capo dell’Armi, finalizzati da un lato a contrastare le problematiche per lo più di origine antropica che affliggono Caretta Caretta nell’area reggina e dall’altro lato a promuovere la ricerca, accrescere l’informazione e la sensibilizzazione, ricreare e proteggere l’habitat di nidificazione della tartaruga marina;
H)    Laboratorio di progettazione partecipata: la misura è finalizzata a dar vita ad un vero e proprio soggetto collettivo costituito da professionisti esperti e giovani tecnici locali, che si occuperà di progettare e successivamente realizzare opere di riqualificazione dei territori interessati dalla Centrale e dell’Area Grecanica. Il Laboratorio, oltre a costituire un’opportunità formativa e occupazionale per i giovani professionisti locali, avrà l’obiettivo di intercettare quella parte significativa di finanziamenti, principalmente europei, che la Regione non riesce a spendere per mancanza di capacità progettuale. SEI si impegna a destinare parte della somma stanziata per questa misura per coprire le quota di cofinanziamento prevista dalla normativa sui fondi strutturali;
I)      Progetto sport: la misura prevede la erogazione di un contributo economico decennale a sostegno dei progetti e delle attività svolte dalle associazioni sportive dilettantistiche locali, intese come espressione creativa particolarmente meritevole di sostegno grazie alla funzione educativa e ricreativa dello sport nei confronti dei più giovani, specie nei Comuni di minori dimensioni;
J)      Progetto energia agevolata: con questa misura SEI prevede di rendere disponibile alle pubbliche Amministrazioni interessate dalla Centrale un quantitativo totale annuo di energia elettrica che potrà essere utilizzato per utenze delle stesse Amministrazioni e/o del territorio e che potrà essere eventualmente convertito in un contributo economico da destinare sempre a copertura di spese per consumi elettrici;
K)     Osservatorio: questa misura si propone l’obiettivo di dar vita ad un luogo privilegiato di scambio d’informazioni sull’andamento dei lavori di costruzione della Centrale e dei suoi primi anni di esercizio, nonché sull’attuazione degli impegni assunti da SEI con il piano di interventi a beneficio del territorio. Si prevede quindi che l’Osservatorio sia costituito da rappresentanti di SEI e di Regione, Provincia e dei Comuni.
Rendering del villaggio ecosostenibile (www.progettosei.it)

2      RICADUTE SOCIO-ECONOMICHE


Particolarmente significative saranno le ricadute economiche ed occupazionali generate dalla Centrale e dall’insieme degli interventi a beneficio del territorio sia in fase di costruzione sia a regime. Entrambi gli interventi sono infatti in grado di attivare nuovi flussi di domanda di beni e servizi, nonché di indurre potenzialmente un’evoluzione del mix economico regionale, spingendolo anche verso attività a maggiore valore aggiunto. Il presente capitolo analizza gli impatti diretti e indiretti generati congiuntamente dalla Centrale e dagli interventi a beneficio del territorio.
2.1   Gli interventi a beneficio del territorio

2.1.1    La fase di realizzazione


Nella fase di realizzazione degli interventi a beneficio del territorio saranno coinvolti prevalentemente due settori:
  • il settore delle costruzioni per la realizzazione del nuovo Villaggio ecosostenibile, la costruzione della Casa della consapevolezza ambientale nell’ambito degli interventi di riqualificazione e valorizzazione dell’area del SIC Pantano, le attività che il Laboratorio di progettazione partecipata sarà in grado di attivare per la riqualificazione del territorio;
  • il settore collegato all’agricoltura e silvicoltura per tutte le opere a verde previste in particolare dalla misura riguardante il potenziamento della rete ecologica e dagli interventi di ingegneria naturalistica.

Durante la fase di realizzazione, la maggiore spesa sostenuta da SEI sarà in grado di attivare ulteriore domanda locale, nonché di creare (specie nel caso del Laboratorio) opportunità per l’ottenimento di finanziamenti di livello regionale, nazionale o comunitario ad uso esclusivo del territorio (si precisa che centrali come quella SEI non possono beneficiare di contributi pubblici).
Nell’arco del periodo ipotizzato per la realizzazione delle opere la stima dell’aumento del PIL determinato dall’impatto diretto (maggiore spesa) e indiretto (effetto di attivazione di nuovi flussi di spesa) è di oltre 9 milioni di Euro all’anno.

2.1.2    Gli interventi a regime


Si prevede che i settori maggiormente coinvolti nella fase a regime degli interventi a beneficio del territorio saranno:
- il settore agricolo e della silvicoltura, in relazione alla manutenzione delle opere a verde realizzate nell’ambito delle misure per il potenziamento della rete ecologica, la riqualificazione del SIC Pantano e gli interventi di ingegneria naturalistica, nonché per le attività della Fattoria degli agrumi primari;
- i settori turistico, dei servizi e dei trasporti, in relazione al Progetto Sport e agli interventi di  riqualificazione della costa che il Laboratorio di progettazione partecipata sarà in grado di attivare;
- il settore pubblico per la fornitura gratuita di energia elettrica prevista dal Progetto Energia Agevolata e per le entrate fiscali generate dall’insieme delle opere a beneficio del territorio.

Il numero di occupati atteso per la fase a regime degli interventi a beneficio del territorio è di circa 380 unità e l’impatto economico annuale complessivamente generato è stimato in circa 32 milioni di Euro di aumento del PIL.


2.2   Ricadute occupazionali complessive
Durante la fase di realizzazione della Centrale e degli interventi a beneficio del territorio si stima un significativo livello occupazionale, pari ad oltre 1.600 unità di lavoro coinvolte nelle attività dirette e indotte di costruzione dell’impianto e circa 300 occupati complessivi per la realizzazione degli interventi a beneficio del territorio. Si stima che circa la metà degli occupati totali in tale fase saranno impiegati nell’edilizia e nei settori connessi.
Durante la fase a regime si ritiene che il numero totale di occupati raggiungerà circa le 900 unità (circa 300 necessarie solo per l’esercizio della Centrale), di cui oltre la metà impiegati nei settori agricolo e dei servizi. Particolarmente significativo è l’incremento di occupati nel settore agricolo, come effetto dell’aumento della produzione e del trasporto della biomassa locale necessaria per l’alimentazione della Centrale.
ALLEGATO A: Attenzione all’ambiente
Nello sviluppare il proprio progetto, SEI ha messo al primo posto l’attenzione verso la salute pubblica e il rispetto dell’ambiente. In particolare, sono state individuate le migliori soluzioni tecnologiche disponibili per garantire una reale sostenibilità ambientale dell’impianto.

Tutta la movimentazione del carbone avverrà in strutture completamente chiuse, depressurizzate e automatizzate per abbattere al massimo la dispersione di polveri lungo tutto il percorso dalle carboniere alle caldaie di combustione. Inoltre, per ridurre al minimo le emissioni di polveri, ossidi di azoto e di zolfo al camino, i fumi di combustione saranno adeguatamente trattati attraverso l’installazione di sistemi di filtrazione, di denitrificazione catalitica e di desolforazione; tali sistemi sono tali da assicurare il rispetto dei limiti imposti dalla normativa nazionale vigente e, anzi, tali da garantire livelli di emissione ai camini (costantemente monitorati) inferiori del 50% rispetto ai limiti di legge. Restare al di sotto di queste soglie significa operare in un’ottica di forte sostenibilità e speciale rispetto per l’ambiente.

Le ceneri leggere, residue dalla combustione del carbone e trascinate nei fumi sotto forma di particolato, verranno abbattute nei filtri a manica costituiti da fibra sintetica molto più efficaci degli elettrofiltri spesso usati nel mondo. Le polveri così trattenute saranno successivamente raccolte in contenitori (tramogge) e inviate ad appositi contenitori chiusi per lo stoccaggio. Anche la movimentazione delle ceneri avverrà con sistemi isolati rispetto all’ambiente esterno. L’abbattimento degli ossidi di azoto (NOX) è previsto prima dell’uscita dei fumi da ciascuna delle due caldaie della Centrale e avverrà mediante denitrificatori catalitici: l’iniezione nei fumi di ammoniaca e ossigeno trasformerà gli NOX in vapore acqueo e azoto molecolare (componente maggiore dell’aria che respiriamo).

Infine, la produzione di ossidi di zolfo (SOX) nei fumi è limitata innanzitutto alla fonte, attraverso l’utilizzo di carbone a basso tenore di zolfo (<1%); successivamente è attuato l’abbattimento degli stessi nei gas di combustione mediante apposite torri di assorbimento, dove gli SOX reagiscono  con una sospensione acquosa di calcare che, al termine del processo, porta alla formazione di gesso.

C’è da osservare, inoltre, che ceneri e gesso sono sottoprodotti utilizzabili nell’industria del cemento e della produzione di cartongesso.

Emissioni previste dalla normativa e quelle effettive della Centrale.

Limiti ex D.Lgs. 152/2006
Emissioni Centrale Saline
Ossido di Azoto
[mg/Nm3]
200
90
Ossido di Zolfo
[mg/Nm3]
200
80
Monossido di Carbonio
[mg/Nm3]
Non contemplato
120
Polveri
[mg/Nm3]
30
10

Per quanto riguarda il tema delle emissioni sonore, i risultati delle simulazioni effettuate, mettono in evidenza che i livelli ambientali post operam (con Centrale in funzione) risultano inferiori ai valori limite di emissione e di immissione associati al periodo notturno, più restrittivo nei limiti rispetto al diurno, ed alle relative classi acustiche nelle quali sono inseriti i recettori.

Un altro aspetto di particolare interesse è costituito dalla predisposizione impiantistica all’utilizzazione di biomasse in co-combustione fino al 5% dell’energia termica in ingresso, compatibilmente con le disponibilità di mercato. Al fine di promuovere l’integrazione della Centrale con il territorio circostante è stato previsto di privilegiato l’approvvigionamento locale, ovvero entro distanze non superiori a 70 km dalla Centrale, di combustibili “alternativi” di origine naturale quali: cippato di legno, oleaginose a ciclo annuale o sansa di olive.

Infine, particolare attenzione è stata posta anche al tema della “CO2”. Su tale aspetto, anche in ragione di un confronto ancora aperto a livello europeo, SEI ha previsto di investire molto nella ricerca, arrivando a definire (tra i primi al mondo) un progetto che contempla la predisposizione della Centrale per la cattura della CO2 prodotta (“CO2 capture ready” con il 100% di fumi trattati). Questo vuol dire che la Centrale è tecnicamente già pronta a dotarsi di questa tecnologia.


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