Centrale Termoelettricaa Carbone da 2 x 660 MWe
Saline Joniche (RC)
-
ASPETTI CHIAVE -
10 RAGIONI
PER UNA CENTRALE A CARBONE A SALINE JONICHE
·
Investimento privato
Oltre 1,5 miliardi di euro di
investimento per la costruzione della Centrale, senza alcun sostegno pubblico.
·
Occupazione
In media, quasi 1.000 addetti in
fase di cantiere (della durata di cinque anni) e circa 500 addetti, tra
diretti, indiretti ed indotto in fase di esercizio, solo per quanto riguarda
l’impianto. Un volume complessivo nel territorio fino a circa 2.000 unità.
·
Contributo al rilancio ed alla
crescita imprenditoriale locale
In fase di costruzione: coinvolgimento a livello locale (oltre che
nazionale) delle realtà imprenditoriali della Regione, una delle aree più in
difficoltà a livello europeo.
In fase di esercizio: possibilità
di creare le condizioni per la nascita e lo sviluppo di nuove realtà
imprenditoriali in aggiunta alle (poche) già presenti, anche grazie
all’articolato pacchetto di misure a beneficio del territorio.
·
Ricadute economiche utili allo
sviluppo dell’area
Complessivamente, a vario livello e
considerando un periodo limitato a soli 20 anni, le ricadute economiche locali
(fiscali e non) ammontano ad oltre 1,2 miliardi di euro.
·
Riqualificazione di opere esistenti
e sviluppo di nuove infrastrutture
Recupero del porto di Saline
Joniche, sia per usi commerciali che turistici; questo potrebbe dare spazio a
circa 400-500 posti barca su un tratto di costa tra i più lunghi d’Italia privo
di approdi protetti. Parallelamente, creazione e riqualificazione di
collegamenti tra Saline e il territorio circostante: stazione per Reggio,
potenziamento ss 106 nel tratto interessato, approdo navi da crociera per visite
a Pentadattilo ed entroterra.
·
Nuova progettualità per l’utilizzo
dei fondi europei
Possibilità di utilizzare in modo
sostanziale i fondi europei grazie a nuova progettualità. Il laboratorio di
progettazione partecipata intercetterà, creando nuove competenze locali, i
fondi che oggi non si riescono a utilizzare causa meccanismi di disimpegno
automatico.
·
Contributo alla rinascita di realtà
in difficoltà
Possibilità di dare una nuova
valenza economica anche a realtà oggi in difficoltà come l’aeroporto di Reggio
Calabria, messo in discussione per il limitato traffico passeggeri, o a siti
abbandonati come l’area OGR delle Ferrovie.
·
Contributo alla sicurezza
energetica del Paese
L’Italia presenta una produzione
elettrica troppo sbilanciata sul metano e gravata dal regime di incentivi alle
fonti convenzionali: una moderna centrale a carbone permetterebbe di
stabilizzare il sistema.
·
Contributo alla competitività del
Paese
L’Italia non ha bisogno di
“energia” ma ha bisogno di “energia a basso costo”. Il Progetto SEI
permetterebbe di ridurre la bolletta elettrica e, grazie alla destinazione
delle risorse generate dai permessi di emissione (ETS), metterebbe a
disposizione nuovi strumenti per sostenere lo sviluppo nelle rinnovabili e
l’efficienza energetica.
·
Esempio di eccellenza italiana a
livello mondiale
Sia dal punto di vista tecnologico
sia da quello architettonico e paesaggistico il progetto di Saline rappresenta
un unicum a livello mondiale di cui
il Paese si potrebbe vantare.
1 LE MISURE DI RILANCIO TERRITORIALE
Il Decreto
VIA che ha certificato la compatibilità ambientale della Centrale è
accompagnato da un elenco di adempimenti a cui SEI deve dare attuazione in
parte prima dell’avvio delle opere di costruzione, in parte durante la fase di
cantiere e in parte negli anni di esercizio dell’impianto.
L’articolato
piano di interventi a beneficio del territorio predisposto da SEI in risposta
ad una di queste prescrizioni rappresenta la naturale prosecuzione del progetto
della Centrale e ne ripropone i principi ispiratori. Le misure proposte si
articolano in opere e/o risorse economiche finalizzate alla tutela e
valorizzazione delle risorse paesaggistiche e naturali esistenti, ma anche al
rilancio socio-economico e all’innesco di nuovi processi di sviluppo locale. Il
valore complessivo degli interventi per il territorio ammonta a circa 35
milioni di euro, cui si sommano gli ulteriori benefici da essi generati in
termini di indotto diretto e indiretto, nuova occupazione, entrate fiscali per
gli Enti locali.
Le misure che compongono il piano di interventi a beneficio del
territorio sono 11 e precisamente:
A)
Villaggio ecosostenibile e Fattoria degli agrumi primari: progettato e costruito secondo i principi della ecosostenibilità, il
Villaggio sarà inizialmente al supporto del cantiere della Centrale e in
seguito verrà messo a disposizione dei Comuni per ospitare funzioni sociali e
culturali. Il Villaggio sarà costituito da 7 centri di aggregazione, un centro
polifunzionale e una Fattoria per la coltivazione e la conservazione degli
agrumi primari, il tutto completato da spazi aperti attrezzati e un ampio
agrumeto;
B)
Riqualificazione spazi pubblici:
la strada principale che attraversa il quartiere Sant’Elia del Comune di
Montebello Ionico rappresenta il contesto adatto a questo intervento. L’azione
proposta consiste nella riqualificazione della viabilità principale attraverso
la realizzazione di opere a verde e nuovo arredo urbano per la creazione di
veri e propri “giardini d’estate”, aree dove pubblico e privato s’incontrano e
favoriscono non solo l’attraversamento ma anche la sosta;
C) Compensazione
Elettrodotto: nuova forestazione: la
misura prevede la ripiantumazione e successiva manutenzione di vegetazione
boschiva per una superficie territoriale equivalente a quella interessata dall’attraversamento
dell’interconnessione elettrica della Centrale alla Rete di Trasmissione
Nazionale. Tale forestazione non sarà isolata ma verrà inserita nell’ambito di
un ampio intervento di potenziamento della rete ecologica locale al fine di
incrementare le sinergie tra le due misure (V. misura E);
D) Riqualificazione
SIC Pantano e Casa della Consapevolezza: la misura ha il duplice obiettivo di garantire una maggiore tutela del
SIC Pantano e di consentirne la valorizzazione: si prevede di incrementare la
vegetazione presente e di rendere fruibile in modo ecocompatibile l’area umida con
percorsi naturali e punti di bird-watching.
Il Progetto prevede inoltre il miglioramento vegetazionale di aree esterne al
perimetro attuale del SIC, dove troverà posto la Casa della Consapevolezza
Ambientale, luogo deputato all’accoglienza e alla informazione dei visitatori;
E)
Potenziamento della rete ecologica: un insieme articolato di interventi vegetazionali,
progettato secondo quanto stabilito dalla pianificazione provinciale, intende
dar vita ad una rete continua di collegamento verde che si estenda dalla costa
alle colline prendendo la forma di boschi, praterie, dune e nastri verdi a
mitigazione della viabilità o lungo le fiumare. Ampi interventi di forestazione
troveranno collocazione in aree proposte dai Comuni e dagli stessi abitanti.
L’azione di potenziamento della rete ecologica interessa 85 ettari di
territorio e integrerà le misure C e F;
F) Interventi di
Ingegneria naturalistica: la
misura propone interventi finalizzati alla stabilizzazione delle pendici
franose e al contenimento dei fenomeni erosivi identificati dallo stesso Piano
di Bacino in prossimità del centro abitato di Saline Joniche. Sono previsti tra
l’altro la pulizia degli alvei delle fiumare, la loro ricostruzione ove
necessario e il consolidamento delle sponde, ma anche la manutenzione nel tempo
delle opere di ingegneria naturalistica realizzate;
G) Recupero e
conservazione della tartaruga marina Caretta Caretta: il Progetto prevede interventi da realizzarsi sia in
ambiente marino sia in ambiente terrestre nella fascia costiera compresa tra
Capo Bruzzano e Capo dell’Armi, finalizzati da un lato a contrastare le problematiche
per lo più di origine antropica che affliggono Caretta Caretta nell’area reggina e dall’altro lato a promuovere la
ricerca, accrescere l’informazione e la sensibilizzazione, ricreare e
proteggere l’habitat di nidificazione della tartaruga marina;
H) Laboratorio di
progettazione partecipata:
la misura è finalizzata a dar vita ad un vero e proprio soggetto collettivo costituito
da professionisti esperti e giovani tecnici locali, che si occuperà di progettare
e successivamente realizzare opere di riqualificazione dei territori
interessati dalla Centrale e dell’Area Grecanica. Il Laboratorio, oltre a
costituire un’opportunità formativa e occupazionale per i giovani
professionisti locali, avrà l’obiettivo di intercettare quella parte
significativa di finanziamenti, principalmente europei, che la Regione non
riesce a spendere per mancanza di capacità progettuale. SEI si impegna a
destinare parte della somma stanziata per questa misura per coprire le quota di
cofinanziamento prevista dalla normativa sui fondi strutturali;
I) Progetto sport: la misura prevede la erogazione di un contributo
economico decennale a sostegno dei progetti e delle attività svolte dalle
associazioni sportive dilettantistiche locali, intese come espressione creativa
particolarmente meritevole di sostegno grazie alla funzione educativa e
ricreativa dello sport nei confronti dei più giovani, specie nei Comuni di
minori dimensioni;
J) Progetto
energia agevolata: con questa misura SEI
prevede di rendere disponibile alle pubbliche Amministrazioni interessate dalla
Centrale un quantitativo totale annuo di energia elettrica che potrà essere utilizzato
per utenze delle stesse Amministrazioni e/o del territorio e che potrà essere
eventualmente convertito in un contributo economico da destinare sempre a copertura di spese per
consumi elettrici;
K) Osservatorio: questa misura si propone l’obiettivo di dar vita ad
un luogo privilegiato di scambio d’informazioni sull’andamento dei lavori di
costruzione della Centrale e dei suoi primi anni di esercizio, nonché sull’attuazione
degli impegni assunti da SEI con il piano di interventi a beneficio del territorio.
Si prevede quindi che l’Osservatorio sia costituito da rappresentanti di SEI e
di Regione, Provincia e dei Comuni.
Rendering del villaggio
ecosostenibile (www.progettosei.it)
2 RICADUTE SOCIO-ECONOMICHE
Particolarmente
significative saranno le ricadute economiche ed occupazionali generate dalla
Centrale e dall’insieme degli interventi a beneficio del territorio sia in fase
di costruzione sia a regime. Entrambi gli interventi sono infatti in grado di attivare nuovi flussi di domanda di
beni e servizi, nonché di indurre potenzialmente un’evoluzione del mix economico
regionale, spingendolo anche verso attività a maggiore valore aggiunto. Il
presente capitolo analizza gli impatti diretti e indiretti generati
congiuntamente dalla Centrale e dagli interventi a beneficio del territorio.
2.1
Gli interventi a beneficio del territorio
2.1.1 La fase di realizzazione
Nella fase di realizzazione
degli interventi a beneficio del territorio saranno coinvolti prevalentemente
due settori:
- il settore delle costruzioni
per la realizzazione del nuovo Villaggio ecosostenibile, la
costruzione della Casa della consapevolezza ambientale nell’ambito degli
interventi di riqualificazione e valorizzazione dell’area del SIC Pantano,
le attività che il Laboratorio di progettazione partecipata sarà in grado
di attivare per la riqualificazione del territorio;
- il settore collegato all’agricoltura
e silvicoltura per tutte le opere a verde previste in
particolare dalla misura riguardante il potenziamento della rete ecologica
e dagli interventi di ingegneria naturalistica.
Durante la fase di
realizzazione, la maggiore spesa sostenuta da SEI sarà in grado di attivare
ulteriore domanda locale, nonché di creare (specie nel caso del Laboratorio)
opportunità per l’ottenimento di finanziamenti di livello regionale, nazionale
o comunitario ad uso esclusivo del territorio (si precisa che centrali come
quella SEI non possono beneficiare di contributi pubblici).
Nell’arco del periodo
ipotizzato per la realizzazione delle opere la stima dell’aumento del PIL determinato
dall’impatto diretto (maggiore spesa) e indiretto (effetto di attivazione di
nuovi flussi di spesa) è di oltre 9 milioni di Euro all’anno.
2.1.2 Gli interventi a regime
Si prevede che i settori
maggiormente coinvolti nella fase a regime degli interventi a beneficio del
territorio saranno:
- il settore agricolo e
della silvicoltura, in
relazione alla manutenzione delle opere a verde realizzate nell’ambito delle
misure per il potenziamento della rete ecologica, la riqualificazione del SIC
Pantano e gli interventi di ingegneria naturalistica, nonché per le attività
della Fattoria degli agrumi primari;
- i settori turistico,
dei servizi e dei trasporti, in relazione al Progetto Sport e
agli interventi di riqualificazione
della costa che il Laboratorio di progettazione partecipata sarà in grado di
attivare;
- il settore pubblico
per la fornitura gratuita di energia elettrica prevista dal Progetto Energia
Agevolata e per le entrate fiscali generate dall’insieme delle opere a
beneficio del territorio.
Il numero di occupati
atteso per la fase a regime degli interventi a beneficio del territorio è di
circa 380 unità e l’impatto economico annuale complessivamente generato è
stimato in circa 32 milioni di Euro di aumento del PIL.
2.2
Ricadute occupazionali complessive
Durante la fase di
realizzazione della Centrale e degli interventi a beneficio del territorio si
stima un significativo livello occupazionale, pari ad oltre 1.600 unità di
lavoro coinvolte nelle attività dirette e indotte di costruzione dell’impianto
e circa 300 occupati complessivi per la realizzazione degli interventi a
beneficio del territorio. Si stima che circa la metà degli occupati totali in
tale fase saranno impiegati nell’edilizia e nei settori connessi.
Durante la fase a regime si
ritiene che il numero totale di occupati raggiungerà circa le 900 unità (circa
300 necessarie solo per l’esercizio della Centrale), di cui oltre la metà
impiegati nei settori agricolo e dei servizi. Particolarmente significativo è
l’incremento di occupati nel settore agricolo, come effetto dell’aumento della
produzione e del trasporto della biomassa locale necessaria per l’alimentazione
della Centrale.
Nello sviluppare il proprio
progetto, SEI ha messo al primo posto l’attenzione verso la salute pubblica e
il rispetto dell’ambiente. In particolare, sono state individuate le migliori
soluzioni tecnologiche disponibili per garantire una reale sostenibilità
ambientale dell’impianto.
Tutta la movimentazione del
carbone avverrà in strutture completamente chiuse, depressurizzate e
automatizzate per abbattere al massimo la dispersione di polveri lungo tutto il
percorso dalle carboniere alle caldaie di combustione. Inoltre, per ridurre al
minimo le emissioni di polveri, ossidi di azoto e di zolfo al camino, i fumi di
combustione saranno adeguatamente trattati attraverso l’installazione di
sistemi di filtrazione, di denitrificazione catalitica e di desolforazione; tali
sistemi sono tali da assicurare il rispetto dei limiti imposti dalla normativa
nazionale vigente e, anzi, tali da garantire livelli di emissione ai camini (costantemente
monitorati) inferiori del 50% rispetto ai limiti di legge. Restare al di sotto
di queste soglie significa operare in un’ottica di forte sostenibilità e speciale
rispetto per l’ambiente.
Le ceneri leggere, residue
dalla combustione del carbone e trascinate nei fumi sotto forma di particolato,
verranno abbattute nei filtri a manica costituiti da fibra sintetica molto più
efficaci degli elettrofiltri spesso usati nel mondo. Le polveri così trattenute
saranno successivamente raccolte in contenitori (tramogge) e inviate ad appositi
contenitori chiusi per lo stoccaggio. Anche la movimentazione delle ceneri
avverrà con sistemi isolati rispetto all’ambiente esterno. L’abbattimento degli
ossidi di azoto (NOX) è previsto prima dell’uscita dei fumi da
ciascuna delle due caldaie della Centrale e avverrà mediante denitrificatori
catalitici: l’iniezione nei fumi di ammoniaca e ossigeno trasformerà gli NOX
in vapore acqueo e azoto molecolare (componente maggiore dell’aria che
respiriamo).
Infine, la produzione di
ossidi di zolfo (SOX) nei fumi è limitata innanzitutto alla fonte,
attraverso l’utilizzo di carbone a basso tenore di zolfo (<1%);
successivamente è attuato l’abbattimento degli stessi nei gas di combustione mediante
apposite torri di assorbimento, dove gli SOX reagiscono con una sospensione acquosa di calcare che,
al termine del processo, porta alla formazione di gesso.
C’è da osservare, inoltre, che ceneri e gesso sono sottoprodotti
utilizzabili nell’industria del cemento e della produzione di cartongesso.
Emissioni previste dalla normativa e quelle effettive della Centrale.
Limiti
ex D.Lgs. 152/2006
|
Emissioni
Centrale Saline
|
|
Ossido
di Azoto
[mg/Nm3]
|
200
|
90
|
Ossido
di Zolfo
[mg/Nm3]
|
200
|
80
|
Monossido
di Carbonio
[mg/Nm3]
|
Non contemplato
|
120
|
Polveri
[mg/Nm3]
|
30
|
10
|
Per quanto riguarda il tema
delle emissioni sonore, i
risultati delle simulazioni effettuate, mettono in evidenza che i livelli
ambientali post operam (con Centrale
in funzione) risultano inferiori ai valori limite di emissione e di immissione
associati al periodo notturno, più restrittivo nei limiti rispetto al diurno,
ed alle relative classi acustiche nelle quali sono inseriti i recettori.
Un altro aspetto di particolare
interesse è costituito dalla predisposizione impiantistica all’utilizzazione di
biomasse in co-combustione fino al 5% dell’energia termica in ingresso,
compatibilmente con le disponibilità di mercato. Al fine di promuovere l’integrazione
della Centrale con il territorio circostante è stato previsto di privilegiato l’approvvigionamento
locale, ovvero entro distanze non superiori a 70 km dalla Centrale, di combustibili
“alternativi” di origine naturale quali: cippato di legno, oleaginose a ciclo annuale
o sansa di olive.
Infine, particolare
attenzione è stata posta anche al tema della “CO2”. Su tale aspetto,
anche in ragione di un confronto ancora aperto a livello europeo, SEI ha
previsto di investire molto nella ricerca, arrivando a definire (tra i primi al
mondo) un progetto che contempla la predisposizione della Centrale per la
cattura della CO2 prodotta (“CO2 capture ready” con il 100%
di fumi trattati). Questo vuol dire che la Centrale è tecnicamente già pronta a
dotarsi di questa tecnologia.
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