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Marina di Gioiosa (rc), Ma lo Stato, ha "disturbato" la trattativa a...Circolo formato?

Si è concluso con 19 condanne a pene variabili da un anno e sei mesi a 19 anni e 8 assoluzioni il processo davanti al Tribunale di Locri scaturito dall'operazione ''Circolo formato'' contro presunti vertici e affiliati alla cosca Mazzaferro di Marina di Gioiosa Ionica accusati, a vario titolo, di associazione mafiosa e di reati in materia di droga. Tra i condannati figurano l'ex sindaco Rocco Femia, due ex assessori e il presunto boss Ernesto Mazzaferro. Femia è stato condannato a 10 anni, mentre i due ex assessori, Rocco Agostino e Vincenzo Ieraci, rispettivamente, a 7 e 9 anni e 4 mesi. Dopo l'arresto di sindaco ed assessori, a Marina di Gioiosa Ionica fu nominata una commissione prefettizia e poi l'ente fu sciolto per presunte ingerenze della criminalità organizzata. Il comune è tutt'ora retto dai commissari. La pena più alta, 21 anni, è stata inflitta a Domenico Agostino, mentre Mazzaferro è stato condannato a 18 anni. Complessivamente i giudici del Tribunale di Locri hanno emesso condanne per complessivi 204 anni e tre mesi contro una richiesta della Dda di Reggio Calabria di 369 anni e 6 mesi. L'operazione, condotta a maggio 2011 dalla Squadra Mobile di Reggio Calabria e coordinata dalla Dda reggina, fu chiamata ''Circolo formato'' poiché, durante le indagini, una squadra della polizia fu direttamente testimone di un battesimo di 'ndrangheta. Altri imputati coinvolti nell'operazione sono stati giudicati dal gup di Reggio Calabria con un procedimento con rito.   

MARINA DI GIOIOSA, CONDANNATO A DIECI ANNI DI RECLUSIONE, IL SINDACO ROCCO FEMIA, DUE ASSESSORI ED IL PRESUNTO MAMMASANTISSIMA DELLA 'NDRANGHETA ERNESTO MAZZAFERRO
Le condanne del collegio giudicante, presieduto dal giudice Amelia Monteleone:Domenico Agostino 21 anni (30); Giuseppe Tuccio 18 anni e 2 mesi (27);  Ernesto Mazzaferro 18 anni (24); Fabio Agostino 17 anni (30); Francesco Ieraci 15 anni e 6 mesi (24);  Francesco Salvatore Mazzaferro15 anni (15); Cosimo Agostino 14 anni 3 mesi (richiesti 15 anni);  Nicola Pignatelli 13 anni e 6 mesi (15);  Rocco Piero Mazzaferro11 anni (12);  Rocco Femia 10 anni (12);  Vincenzo Agostino 9 anni e 6 mesi (10) ; Vincenzo Ieraci 9 anni e 4 mesi (8); Giuseppe Agostino 7 anni (8);  Massimiliano Agostino 7 anni (8);  Rocco Agostino7 anni (8);  Francesco Agostino 6 anni (9);  Franco Avenoso, poliziotto della sala operativa del Commissariato di Siderno, 2 anni (3);    Salvatore Larosa 1 anno e 6 mesi (4 anni e 6 mesi);  Giuseppe Aquino1 anno e 6 mesi (2)...E le assoluzioni per:  Arturo Mittica (21);  Gianluca Manno (20);  Salvatore Lucà (18); Giuseppe Coco (richiesti 12 anni); Vincenzo Primerano (10); Giuseppe Sfara (10);Vincenzo Mazzaferro (8);  Daniele Tassone (6). Composte le reazioni alla sentenza degl'imputati e dei parenti
Domenico Salvatore
MARINA DI GIOIOSA-Tempi duri, tempi di processi per i sindaci od ex sindaci arrestati. Per fatti di mafia o di altra natura. Ne è passata di acqua sotto i ponti…. -Bruno Fortugno (Calanna-Greco Francesco e Giuseppe); Alessandro Figliomeni (Siderno-Commisso); Gesualdo Costantino (Melito Porto Salvo-Iamonte); Francesco Marra (Sant'Alessio in A. clan del comprensorio di Villa San Giovanni); Carlo Martelli, ( Rosarno-Pesce, Bellocco, Ascone, Pisano; Giorgio Dal Torrione (Gioia Tauro- Piromalli, Molè; Rocco Femia (-Marina di Gioiosa-Aquino-Coluccio, Mazzaferro, Ursino; Francesco Mittiga  e Aurelio Antonio (-Platì Barbaro,Trimboli, Marando); Pasquale Antonio Marafioti ( Seminara-Gioffrè, Santaiti, Bruzzise); Carmelo Buggè ex sindaco di Seminara-Gioffrè, Santaiti, Bruzzise); Beniamino Alessio (Molochio, clan di Taurianova); Bruno Bova (Ardore-Varacalli); Santi Zappalà (Bagnara Calabra- Tripodi, Caratozzolo, Bova, Cambareri, Occhiuto, Surace, Laurendi, in contatto con il locale di Scilla: Nasone, Gaietti, Creazzo, Moio e quello di Villa San Giovanni-Campo Calabro-Fiumara: Famiglie Bertuca, Bellantoni, Imerti, Greco, Bueti e Garofalo; Pietro Crinò (Casignana- Trimboli, Marando; Vincenzo Ielo (Staiti, Mollica, De Maria); Michele Altamura sindaco di (Gerocarne-Altamura); Agatino Licandro inteso Titti, sindaco di Reggio Calabria (De Stefano-Imerti); Pasquale Basile, sindaco di Scalea (Muto, Stummo, Valente). La Giustizia sta usando il pugno di ferro con gli ex amministratori, che si sono piegati allo strapotere, alle lusinghe, ai ricatti, alle minacce, alla corruzione dei capibastone. Uno spaccato, di infiltrazione malavitosa molto radicata. 

Non è la trattativa Stato-mafia, O.K.  il famigerato "Pactum sceleris"; sebbene il processo a carico del generale Mori e del colonnello Obinu per la mancata cattura di Provenzano, nel 1995, abbia mandato assolti i due imputati,  ma nel suo piccolo, qualcosa che gli assomiglia. Il processo "Circolo Formato" ha chiarito molte zone d'ombra  sull'abitazione di campagna riconducibile a Rocco Mazzaferro, dove si sarebbero svolte riunioni di sodali dell'omonima consorteria e persino battesimi di 'ndrangheta per l'ingresso di nuovi accoliti.  Il sovrintendente Paolo Puzo  rispondendo alle domande del pm Paolo Sirleo, ha raccontato in aula, come nel corso delle indagini, gli agenti del commissariato di Siderno, nel novembre del 2008, fossero giunti all'osservatorio strategico di contrada San Pietro. Nella casa della madre del presunto boss Rocco Mazzaferro, si erano riuniti una cinquantina di persone. Il top secondo il giudice Salvatore Boemi, che diresse per anni la DDA di Reggio Calabria. In conferenza stampa, il procuratore capo della Repubblica di Reggio Calabria, del tempo, Giuseppe Pignatone e l'aggiunto Nicola Gratteri, spiegarono bene, tutti i passaggi ed i dettagli della relativa, omonima operazione DDA. Rocco Femia, ex sindaco di Marina di Gioiosa, accusato di associazione per delinquere di stampo mafioso sostenuto dai suoi legali di fiducia avv. Sandro Furfaro e avv. Francesco Macrì, si è difeso coi denti e con le unghie dinanzi al Tribunale di Locri. 

Lo farà maggiormente in Appello, a sostegno delle sue tesi. Ha risposto a tutte le domande del pm della DDA, Paolo Sirleo, ed al collegio penale, chiamato a giudicarlo. L'ex sindaco, inteso "Pichetta" secondo le risultanze investigative, avrebbe vinto le elezioni amministrative del 13 e del 14 aprile del 2008  grazie all'appoggio del clan Mazzaferro. In campo anche l'altro clan di 'ndrangheta. Quello degli Aquino con un'altra lista risultata soccombente per poche decine di voti. Non mancano nemmeno in questa'operazione, i traditori della divisa, se non della Bandiera e del Corpo, "beccato" dai suoi stessi compagni della Squadra Mobile, in illo tempore diretta dal dottor Renato Cortese, oggi a Roma e del Commissariato di Siderno. C'era stata Giovedì 27 Settembre 2012, l'appendice del processo col rito abbreviato. Il gup Tommasina Cotroneo,  aveva condannato: Rocco Totino 18 anni e 8 mesi di reclusione; Rocco Mazzaferro 16 anni; Domenico Tarzia 15 anni; Luca Mazzaferro 14 anni, 5 mesi e 10 giorni; Salvatore Frasca a 13 anni; Guerino Mazzaferro 12 anni e 8 mesi; Silvano Pugliese 12 anni; Vincenzo Gargiulo 11 anni, 1 mese e 10 giorni; Salvatore Novembre 11 anni, 10 mesi e 20 giorni; Vincenzo Commisso a 10 anni; Giuseppe Oppedisano 10 anni; Giuseppe Pugliese 8 anni; Francesco Marrapodi 6 anni e 6 mesi; Raffaele Scali 6 anni; Salvatore Coluccio 3 anni, 6 mesi e 20 giorni di reclusione. 

Ed assolto:Domenico Aquino (perche' il fatto non sussiste), Riccardo Gargiulo (perche' il fatto non sussiste) e Antonio Morello (per non aver commesso il fatto). Le reazioni alla sentenza, nonostante il solleone africano, mozzi il fiato, sono composte e variegate. L'emozione è forte e tracima incontenibile. Inevitabile la furtiva lacrima, la rabbia, l'amarezza, la delusione e l'ira funesta dei condannati. Euforia, felicità ed allegria, invece, debordano dai visi degli assolti. Sebbene stravolti dalla canicola rovente. Stesso discorso per gli avvocati, che comunque attendono di conoscere il dispositivo, prima di annunciare il ricorso in Appello. Non lo dicono, ma tutto sommato sembrano (in parte) soddisfatti per l'esito del processo. Le cose, si erano messe decisamente male per alcuni imputati, detenuti nelle carceri di Catanzaro, Reggio Calabria e Palmi, che rischiavano grosso. Una mazzata per dirla papale papale. L'agguerrito collegio difensivo è riuscito a rosicchiare oltre un secolo e mezzo complessivo. Addirittura l'assoluzione per alcuni imputati, con un gravame sul groppone, di venti anni. Una gioia infinita per imputati, avvocati e parenti. Anche questa sentenza, come tutti i verdetti, è stata variamente commentata dagli addetti ai lavori, e non. 

Cala il sipario. Gli avvocati hanno lavorato sodo, come i negri nelle piantagioni di tabacco, canna da zucchero, cacao, caffè e cotone  in Alabama, Mississipi, Louisiana, Florida. Rimbalzare come palla di gomma da una Casa Circondariale all'altra, trasformate in  province del Camerun, non è stato affatto facile. Sono gl'inconvenienti del mestiere. Sono i globe-trotter del diritto, che devono misurarsi alla pari con i giudici e tentare di smontare il castello delle accuse Un mestiere, professione o lavoro, duro, rigoroso e severo. Appena appena mitigato dai (sia pure) lauti compensi. Trent'anni di studi; ma poi, la trafila delle specializzazioni, masters, aggiornamenti, seminari, meeting e chi più ne ha più ne metta. L'operazione-processo "Circolo formato" (e le altre), ha chiarito, al di là di ogni altra considerazione, che a Marina di Gioiosa ( ed a Gioiosa Jonica), comandino le "famiglie" e loro alleati… dei Mazzaferro, degli Aquino, dei Macrì, degli Ursino, dei Coluccio, dei Belfiore, dei De Masi, dei Gallizzi, degli Jerinò, dei Sainato, dei Loccisano, degli Scali(Antonio, Natale e Vincenzo), dei Roccisano, degli Schirripa, dei Lucà (Francesco, Nicola e Giuseppe) e via di sèguito. A volte uniti, altre disuniti, compartecipi o rivali, alleati od avversari. Dipende dalla leadership del capobastone del turn-over; dai matrimoni incrociati; dai comparati (Battesimo, Prima Comunione, Cresima, Matrimonio ecc.);  dall'interesse comune per un dato business; dalle feste patronali con processione e da ogni altro momento della vita pubblica ed a volte privata. I funerali? Possono dividere, ma anche unire. La piccola rivincita dei "grandi vecchi o dei saggi compari", che si sono "ritirati in buon ordine", senza essere mai "posati". 
Domenico Salvatore 


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