Non sarebbe stata una frana a provocare l'incidente sulla Provinciale 2, in territorio di Pellegrina, in cui è rimasto coinvolto il sig. Antonio Bagalà. A questa conclusione sono giunti di tecnici dell'Amministrazione provinciale, il cui lavoro è stato coordinato dall'ing. Domenica Catalfamo dirigente del settore "Viabilità e trasporti" dell'Ente di via Foti. I rilievi disposti della Provincia tendono ad escludere che i massi caduti sulla carreggiata provenissero dalla scarpata. Per il settore Viabilità, invece, l'automobilista avrebbe percorso quel tratto di arteria ad alta velocità urtando violentemente e danneggiando il muro in pietra a margine della strada. Se l'ipotesi tecnica dovesse trovare riscontro ci troveremmo di fronte ad una notizia di grande allarme sociale. La tesi del pool di tecnici coordinato dall'ing. Catalfamo è suffragata, tra l'altro, da riscontri fotografici che alimentano i dubbi sulle dichiarazione dell'automobilista coinvolto nello spettacolare quanto grave sinistro. L'Ente provincia, nell'esprimere sollievo sulla circostanza che il sig. Antonio Bagalà null'urto non abbia riportato lesioni di alcun tipo, non può non rammaricarsi delle affrettate conclusioni a cui giunge chiunque intervenga sul luogo di un sinistro che interessa la rete viaria provinciale. Si tratta di messaggi distorti che, da un lato, danneggiano l'immagine dell'Ente e creano problemi finanziari e, dall'altro, non contribuiscono a sensibilizzare gli automobilisti a mantenere una condotta di guida nel rispetto delle norme del codice della strada. C'è da rilevare, infine, che le cause di incidenti stradali che interessano le provinciali, nella maggior parte dei casi ( specie quelli più gravi), sono riconducibili all'alta velocità e all'imperizia. Secondo i rilievi dei tecnici della Provincia, dunque, la sfiorata tragedia dei giorni scorsi avrebbe ben altre cause rispetto a quelle riportate dai mezzi d'informazione. Per questo, ai sensi della legge sulla stampa, si chiede che all'odierna precisazione venga dato lo stesso spazio e la stessa visibilità della notizia pubblicata subito dopo l'incidente"..
a.l./
Luigi Palamara
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