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Chizzoniti tuona "contro" la Procura di Reggio Calabria: Vergognatevi.

Reggio Calabria 16 luglio 2013 - Quella di Aurelio Chizzoniti è stata una conferenza stampa al fulmicotone. Certo non le ha mandate a dire alla Procura di Reggio Calabria.

I fatti. Ieri mattina il consigliere sospeso Antonio Rappoccio, imputato per frode elettorale e associazione a delinquere (la Regione si è costituita parte civile) e indagato per peculato in un altro procedimento (Regione parte offesa), ha comunicato all'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale di essere un uomo libero e di essere pertanto reintegrato in Consiglio.

Il Tribunale di Reggio Calabria, presidente Andrea Esposito con Luigi Varrecchione e Mattia Fiorentini a latere il 10 luglio hanno revocato la misura degli arresti domiciliari.

In merito la legge è chiara; il Presidente del Consiglio Regionale della Calabria, Francesco Talarico dovrà comunicare il reintegro nella prima seduta utile. In questo caso per il prossimo 25 luglio 2013. E in tale data quindi Antonio Rappoccio sarà di nuovo consigliere regionale.

Ieri pomeriggio alle 17, Aurelio Chizzoniti, che di Rappoccio ha preso il posto in Consiglio, nel corso di una conferenza stampa ha dimostrato a dir poco tutto il suo disappunto. "Uno squallido esempio di amministrazione della giustizia. I magistrati non potevano non sapere delle ricadute. E ancora. In quasi 40 anni di professione forense mai visto qualcosa di simile. Chiedo che il provvedimento di scarcerazione sia revocato." Questa la sintesi.

Un Chizzoniti infuriato, deluso, amareggiato che vi proponiamo, come nelle nostre caratteristiche, nella versione audio-video integrale. E per correttezza daremo diritto di replica a chi lo ritenesse opportuno.

Certo è che la questione Rappoccio lascia, per usare un eufemismo, perplessi.




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