Nove gli imputati, Cosima e Sabrina rischiano l'ergastolo.
TARANTO, 20 Aprile 2013 - Grande attesa a Taranto per la sentenza che la Corte di Assise pronuncera' oggi alle 14, nell'aula Alessandrini del Palazzo di giustizia la sentenza di primo grado del processo per l'omicidio di Sarah Scazzi. dopo 4 giorni di camera di consiglio, al processo per l'uccisione di Sarah Scazzi, la 15enne di Avetrana strangolata e gettata in un pozzo il 26 agosto 2010.
La decisione arrivera' alla fine di un processo durato 15 mesi.
Nove gli imputati. Cosima Serrano e sua figlia Sabrina Misseri sono accusate tra l'altro di omicidio volontario e soppressione di cadavere: per loro il pm ha chiesto l'ergastolo.
Cosima Serrano e la figlia Sabrina Misseri, detenute nel Carcere di Taranto perché accusate dell'uccisione di Sarah Scazzi, sono arrivate poco fa al Palazzo di Giustizia per la sentenza, la cui lettura è prevista per le 14.
Il furgone con le due detenute staziona nel garage del palazzo di giustizia. In tribunale è arrivato anche Michele Misseri, marito di Cosima e padre di Sabrina imputato in concorso in soppressione di cadavere.
E' atteso l'arrivo anche di Concetta Serrano, del marito Giacomo Scazzi e del loro figlio Claudio, genitori e fratello di Sarah. Dinanzi all'ingresso del Palazzo di Giustizia si è formato già un gruppo di cittadini di Avetrana arrivati per assistere al pronunciamento della sentenza.
Un imprenditore di Sava (Taranto), Sergio Pichierri, di 43 anni ha minacciato di aggredire Michele Misseri all'ingresso del Palazzo di Giustizia di Taranto quando l'agricoltore di Avetrana è arrivato in tribunale per la sentenza del processo per l'uccisione di Sarah Scazzi.
L'uomo è stato bloccato dalle forze di polizia, mentre Misseri entrava nel palazzo di Giustizia. Pichierri era stato già protagonista il 20 novembre scorso di un altro gesto clamoroso quando minacciò di lanciarsi da una finestra al primo piano del Tribunale di Taranto, dicendo di essere disperato perché vittima degli usurai. Non si conosce il motivo per cui l'imprenditore volesse aggredite Michele Misseri.

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