In piazza militanti 'pro-Rodota'' e 'anti-Prodi'. Tensione Pd Alessandra Mussolini con la t-shirt 'Il diavolo veste Prodi'. Chi sarà il dodicesimo Presidente della Repubblica Italiana? Il successore di Enrico de Nicola, Luigi Einaudi, Giovanni Gronchi, Antonio Segni, Giuseppe Saragat, Giovanni Leone, Sandro Pertini, Francesco Cossiga, Oscar Luigi Scalfaro, Carlo Azeglio Ciampi, Giorgio Napolitano?
PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, MASCHIO O FEMMINA?…"CHI MAI SARÁ LA RAGAZZA DEL CLAN"…ALESSANDRA, ANNA MARIA, EMMA, MILENA, LAURA, PAOLA, ELSA…
Domenico Salvatore
Marini, Amato, Rodotà, D'Alema, Fo, Monti, Dini, Prodi, Schipani, Napolitano; lontani anni luce, pure: Fini, Casini, Buttiglione, Di Pietro, Mancino. I candidati non mancano, ma da una settimana, si brancola nel buio. Le Borse vanno in picchiata. Lo spread s'impenna. Sotto l'occhio degli osservatori esteri. Sotto l'occhio della partitocrazia di cui diremo più sotto…c'era una volta. Sotto l'occhio della platea, che guarda attonita ed incredula, il gioco sordido al massacro. Il segretario nazionale del PD, Pierluigi Bersani, ne esce con le ossa rotte. La Bindi si dimette. Ma i sindaco di Firenze Matteo Renzi non esulta. Sebbene stia rottamando parecchia gente. Non può esultare nemmeno Beppe Grillo, invischiato nella lotta per il potere, sic et simpliciter. Silvio Berlusconi, sta alla finestra. Una fase storica, questa, in cui subisce le angherie ed i tradimenti, se non i doppiogiochismi. Non sarebbe un'idea balzana, proporre il Cavaliere a capo dello Stato. Sebbene, dovrebbe affrontare un esercito di parvenus, arrampicatori sociali, scalatori, arrivisti, yuppies, sempre pronti ad occupare ogni spazio. Sempre pronti ad inventarsi una escort se non 'tappinara', una mignotta e qualche baldracca; un rinvio a giudizio, un ordine di comparizione coatto e…centoventi processi. Intendiamoci, c'è chi lo voglia, ma i numeri non ci sono. Nemmeno con l'aiutino dei franchi tiratori. Bollito? Così avevano detto i suoi rivali-avversari, ma non chiamateli nemici…"stavolta non prenderà nemmeno il dieci per cento. Stavolta non verrà eletto. Il popolo però, lo ama. Candidato in (quasi ) tutte le regioni, è stato eletto con voto plebiscitario. Una breve ma doverosa parentesi storica della partitocrazia in Italia…
Ab ovo esistevano in Italia risorgimentale, la Destra storica e la Sinistra storica; non erano classificabili come partiti, ma semplici "cartelli" di notabili, ciascuno con un proprio feudo elettorale, che si riunivano in gruppi a seconda delle proprie idee. Poi, vennero i tre gruppi politici: i liberali, i repubblicani ed i socialisti ricollega ad un preciso "Padre della Patria": i liberali a Cavour, i repubblicani a Mazzini ed i socialisti a Garibaldi. Quindi arrivarono, dopo la Prima Guerra Mondiale, tre partiti: il cattolico, il fascista ed il comunista; possono essere considerati la seconda generazione dei partiti italiani, quella dei grandi partiti di massa, tipicamente contraddistinti dai colori: i "bianchi", i "neri" ed i "rossi". Nel secondo dopoguerra, fonte Wikipedia, i partiti di massa furono Democrazia Cristiana e Partito Comunista Italiano: (Partito Liberale Italiano, erede del liberalismo pre-fascista, Partito Socialista Democratico Italiano, nato dal PSI nel 1947, Partito Repubblicano Italiano), necessari per la formazione di maggioranze parlamentari. Lega Nord di Umberto BossiLega Nord di Umberto Bossi. Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale in Alleanza NazionaleNel 2006, dopo l'ultima riforma, si presentarono due coalizioni per le elezioni politiche.
Casa delle Libertà, coalizione politica di centro-destra: raggruppa partiti e movimenti ispirati ad una politica di centrismo moderato, di destra conservatrice, nazionalista e federalista, con una propensione verso il liberismo.
L'Unione, coalizione politica di centro-sinistra: raggruppa partiti e movimenti ispirati al centrismo riformista, alla socialdemocrazia, alla liberaldemocrazia e alla cosiddetta sinistra radicale. Dopo la caduta del Governo Prodi II, le alleanze sono notevolmente mutate. Alle elezioni politiche del 2008 si sono presentati:il Partito Democratico, nato dall'unione della Margherita, centrista, con i Democratici di Sinistra e forze di centro-sinistra, ha deciso di sciogliere la coalizione de l'Unione, alleandosi solo con l'Italia dei Valori ed accogliendo nelle proprie liste 9 Parlamentari del Partito Radicale nonché il Movimento Repubblicani Europei, formazione nata dalla scissione dal Partito Repubblicano Italiano;i partiti della sinistra radicale (PRC, PdCI, Verdi, SD) si sono raggruppati nella lista "La Sinistra - L'Arcobaleno"; il rinato Partito Socialista si è presentato autonomamente.FI ed AN ed alcuni partiti minori di centrodestra si sono presentati con la lista de Il Popolo della Libertà. Il PdL si è alleato con la Lega Nord e con l'MpA;
l'Unione dei Democratici Cristiani e di Centro, rifiutatasi di entrare nel PdL, si presenta alle elezioni del 13 aprile 2008 in una lista comune con la Rosa per l'Italia: l'Unione di Centro;
La Destra ha abbandonato gli ex-alleati per formare una lista unitaria di destra nazionalista e sociale con la Fiamma Tricolore. Partiti politici primi in Italia
Regno d'Italia
Partito Liberale Italiano (1913-1921), Partito Socialista Italiano (1892-1926), Partito Popolare Italiano (1919-1926), Partito Radicale Italiano (1877-1922), Lega Democratica Nazionale (1905-1911), Partito Agrario (1920-1924), Partito Nazionale Fascista (1921-1943), Partito Comunista d'Italia (1921-1943), Partito Democratico Costituzionale (1913-1919), Partito Liberale Democratico (1919-1924, Partito Socialista Riformista Italiano (1912-?)
Repubblica Italiana
Democrazia Cristiana (1946-1984), Partito Comunista Italiano (1984-1987), Democrazia Cristiana (1987-1994), Forza Italia (1994-1996), Partito Democratico della Sinistra (1996-1998), Democratici di Sinistra (1998-2001), Forza Italia (2001-2006), Democratici di Sinistra (2006-2007), Partito Democratico (2007-2008), Forza Italia (2008-2009), Il Popolo della Libertà (2009-2013), Partito Democratico (2013- )
I partiti attuali
Partiti maggiori. L'introduzione di clausole di sbarramento sia per le elezioni politiche ad opera della Legge Calderoli del 2005, sia per le elezioni europee grazie ad un emendamento alla legge elettorale votato nel 2009, ha notevolmente semplificato il quadro partitico italiano, che aveva conosciuto un'esplosione della frammentazione durante il periodo di vigenza della Legge Mattarella.Ad oggi i partiti che hanno ottenuto rappresentanza nel Parlamento Italiano sono: Il Popolo della Libertà, Partito Democratico, MoVimento 5 Stelle, Lega Nord, Scelta Civica, Unione di CentroFratelli d'Italia - Centrodestra Nazionale (presente solo alla Camera), Sinistra Ecologia Libertà, Centro Democratico (presente solo alla Camera), Partito Socialista Italiano (presente in Parlamento con 4 deputati e 2 senatori eletti nelle liste del PD), Moderati (presenti alla Camera con un deputato eletto nelle liste del PD), Futuro e Libertà per l'Italia (presente alla Camera con un deputato ed al Senato con 2 senatori eletti all'interno della lista Con Monti per l'Italia), Grande Sud (presente solo al Senato) Il Megafono - Lista Crocetta (presente solo al Senato con un senatore), Movimento per le Autonomie (presente in Parlamento con un deputato e 2 senatori eletti nelle liste del PDL), Südtiroler Volkspartei, Partito Autonomista Trentino Tirolese, Unione per il Trentino, Verdi del Sudtirolo (presenti alla Camera con un deputato eletto nelle liste di Sinistra Ecologia Libertà), Stella Alpina (presente alla Camera con un deputato), Union Valdôtaine (presente al Senato con un senatore), Movimento Associativo Italiani all'Estero, Unione Sudamericana Emigrati Italiani (presente solo alla Camera con un deputato)
Partiti presenti al Parlamento Europeo
Il Popolo della Libertà, Partito Democratico, Lega Nord, Italia dei Valori, Unione di CentroSüdtiroler Volkspartei, Popolari UDEUR (presente al Parlamento Europeo con un eurodeputato eletto nelle fila del PDL), Io Amo l'Italia (presente con un eurodeputato fuoriuscito dall'UDC), Futuro e Libertà per l'Italia (presente con 3 eurodeputati fuoriusciti dal PDL), I Popolari di Italia Domani (presente con un eurodeputato fuoriuscito dall'UDC)
Altri partiti non presenti in Parlamento
Alleanza per l'Italia, Alternativa Tricolore, Fare per Fermare il Declino, Federazione dei Verdi, Fiamma Tricolore, Forza Nuova, La Destra, Lotta Comunista, Sinistra Critica, Comitati di Appoggio alla Resistenza Comunista, Partito Marxista-Leninista Italiano, Partito Comunista dei Lavoratori, Partito dei Comunisti Italiani, Partito della Rifondazione Comunista, Partito Pensionati, Radicali Italiani. A proposito dell'elezione del Presidente della Repubblica "numero dodici" ci viene in mente una canzone di Adriano Celentano…"E chi mai sara' la ragazza/ del clan/tutti i ragazzi si domandano chi e'..e/di lei si sa la voce che ha..a/e a noi piace quando/canta hey hey gia'/e' gettonata in tutti quanti i jukebox/pero' nessuno ci sa dire chi e'..e/ma prima o poi si sapra' la verita'/presto o prima zero sette ci vorra'..a/hey chi sara' chi sara'..a/chissa' poi che avra'/nessuno sa e ci fa morire di curiosita'./e chi mai sara' la ragazza del clan/quella che canta con la voce da rock/siamo alla ricerca/per scoprire chi e'/e ognuno di noi pensa e'/la ragazza per me(guit.)/hey ma com'e' ma com'e'..e/per sapere la verita'/c' e' gente che sta cercandola/per tutta la citta'./e chi mai sara' la ragazza del clan/quella che canta con la voce da rock/siamo alla ricerca/per scoprire chi e'/e ognuno di noi/pensa e' la ragazza per me...e./.
Andiamo ora a rivedere la giornata di ieri nella cronaca Ansa di Serenella Mattera…"Si apre con una standing ovation, si chiude con una mitragliata di colpi di 'franchi tiratori', la candidatura alla presidenza della Repubblica di Romano Prodi. Mentre fuori alla Camera gli oppositori dichiarati animano la piazza con le loro proteste, dentro un centinaio di grandi elettori di centrosinistra (tanti,tantissimi), affondano il nome dell'ex premier. E prolungano l'agonia del voto per il Colle. Sono le nove del mattino quando viene scattata l'istantanea che illude per qualche ora i sostenitori di Prodi: i grandi elettori del Pd si alzano in piedi per acclamare la candidatura proposta da Bersani (e già 'benedetta' in nottata da Renzi). Ma passa davvero poco, prima che l'ottimismo lasci il posto a un'ansia crescente per il risvegliarsi dell'incubo dei 'franchi tiratori'. Con una differenza: mentre molti di coloro che ieri hanno affossato Franco Marini hanno fatto 'outing', si sono dichiarati, oggi i dissidenti si annidano in seno al Pd per agire nel segreto dell'urna. In modo irrimediabile.Contro il nome dell'ex premier che è "il grande nemico di Berlusconi", il centrodestra alza subito le sue barricate. Non solo decide di non partecipare alla quarta votazione, per dare l'immagine plastica di un Paese diviso, ma sfodera anche l'arma della piazza.
E così dopo l'ora di pranzo, al termine di una terza votazione che scorre lenta e noiosa per la scontata vittoria delle schede bianche, si surriscalda l'atmosfera davanti al palazzo di Montecitorio. Con attimi di tensione, per la presenza simultanea di sostenitori del candidato 'a 5 Stelle' Stefano Rodotà e degli 'anti-prodiani'. I primi sono al centro della piazza, accerchiati da militanti di Fratelli d'Italia da un lato, del Pdl dall'altro e di Casa Pound alle spalle.Ma a evitare che si degeneri in rissa, oltre alle forze dell'ordine, interviene l'unità d'intenti: bisogna fare il più possibile rumore, per esorcizzare il comune 'nemico' Prodi. La piazza non è generosa neanche con l'antagonista di 'mortadella' Prodi (il soprannome viene rispolverato per l'occasione): Silvio Berlusconi viene contestato da alcuni manifestanti al grido di 'buffone'. Ma le truppe pidielline traversano il Transatlantico compatte. E si divertono a veder sfilare le parlamentari Alessandra Mussolini e Simona Vicari con una t-shirt bianca con la scritta: 'Il diavolo veste Prodi'. Così vestite, le due si fanno vedere pure in Aula, dove vengono travolte dai fischi democrat prima di essere allontanate.Intanto, anche i 'grillini' avanzano a ranghi serrati.
"La candidatura di Rodotà mette in difficoltà la sinistra, perché dovremmo ritirarla?", spiegano spavaldi. Mentre Beppe Grillo dal Friuli suona la carica: "Nessuno si sogna di votare Prodi". Lui, Rodotà, dice che non sarà di ostacolo se l'M5S deciderà per un altro nome. Ma a nulla vale l'attivismo di prodiani e democrat di ogni 'colore' (da Civati a Fioroni). I 5 Stelle battono le mani dei banchi della sala dove si riuniscono per dare l'idea della compattezza attorno al nome uscito dalle Quirinarie. "Abbiamo incontrato Rodotà - dice Vito Crimi - E' una persona splendida splendida splendida. Ne sono innamorato". E così, mentre la tensione Pd cresce, parte la quarta votazione. Che è seria e tesa, come testimonia l'assenza di nomi 'burla' (alla terza c'erano stati quelli di Guccini e Prada). Scelta civica si conta, votando Cancellieri, e pure Sel, che prima aveva scelto Rodotà, 'segna' le sue schede prodiane per evitar 'fughe' dal nome di Prodi. Ma a nulla vale. I voti scappan via dal Pd. Si temevano 50 franchi tiratori e alla fine sono un centinaio. Prodi dal Mali ancora riflette se ritirare il suo nome, quando Matteo Renzi da Firenze sentenzia: "La sua candidatura non c'é più". "Ora può succedere di tutto", si ripete come un mantra in Transatlantico. Le trattative riprendono. E' un'incognita, la quinta votazione Domenico Salvatore
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PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, MASCHIO O FEMMINA?…"CHI MAI SARÁ LA RAGAZZA DEL CLAN"…ALESSANDRA, ANNA MARIA, EMMA, MILENA, LAURA, PAOLA, ELSA…
Domenico Salvatore
Marini, Amato, Rodotà, D'Alema, Fo, Monti, Dini, Prodi, Schipani, Napolitano; lontani anni luce, pure: Fini, Casini, Buttiglione, Di Pietro, Mancino. I candidati non mancano, ma da una settimana, si brancola nel buio. Le Borse vanno in picchiata. Lo spread s'impenna. Sotto l'occhio degli osservatori esteri. Sotto l'occhio della partitocrazia di cui diremo più sotto…c'era una volta. Sotto l'occhio della platea, che guarda attonita ed incredula, il gioco sordido al massacro. Il segretario nazionale del PD, Pierluigi Bersani, ne esce con le ossa rotte. La Bindi si dimette. Ma i sindaco di Firenze Matteo Renzi non esulta. Sebbene stia rottamando parecchia gente. Non può esultare nemmeno Beppe Grillo, invischiato nella lotta per il potere, sic et simpliciter. Silvio Berlusconi, sta alla finestra. Una fase storica, questa, in cui subisce le angherie ed i tradimenti, se non i doppiogiochismi. Non sarebbe un'idea balzana, proporre il Cavaliere a capo dello Stato. Sebbene, dovrebbe affrontare un esercito di parvenus, arrampicatori sociali, scalatori, arrivisti, yuppies, sempre pronti ad occupare ogni spazio. Sempre pronti ad inventarsi una escort se non 'tappinara', una mignotta e qualche baldracca; un rinvio a giudizio, un ordine di comparizione coatto e…centoventi processi. Intendiamoci, c'è chi lo voglia, ma i numeri non ci sono. Nemmeno con l'aiutino dei franchi tiratori. Bollito? Così avevano detto i suoi rivali-avversari, ma non chiamateli nemici…"stavolta non prenderà nemmeno il dieci per cento. Stavolta non verrà eletto. Il popolo però, lo ama. Candidato in (quasi ) tutte le regioni, è stato eletto con voto plebiscitario. Una breve ma doverosa parentesi storica della partitocrazia in Italia…
Ab ovo esistevano in Italia risorgimentale, la Destra storica e la Sinistra storica; non erano classificabili come partiti, ma semplici "cartelli" di notabili, ciascuno con un proprio feudo elettorale, che si riunivano in gruppi a seconda delle proprie idee. Poi, vennero i tre gruppi politici: i liberali, i repubblicani ed i socialisti ricollega ad un preciso "Padre della Patria": i liberali a Cavour, i repubblicani a Mazzini ed i socialisti a Garibaldi. Quindi arrivarono, dopo la Prima Guerra Mondiale, tre partiti: il cattolico, il fascista ed il comunista; possono essere considerati la seconda generazione dei partiti italiani, quella dei grandi partiti di massa, tipicamente contraddistinti dai colori: i "bianchi", i "neri" ed i "rossi". Nel secondo dopoguerra, fonte Wikipedia, i partiti di massa furono Democrazia Cristiana e Partito Comunista Italiano: (Partito Liberale Italiano, erede del liberalismo pre-fascista, Partito Socialista Democratico Italiano, nato dal PSI nel 1947, Partito Repubblicano Italiano), necessari per la formazione di maggioranze parlamentari. Lega Nord di Umberto BossiLega Nord di Umberto Bossi. Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale in Alleanza NazionaleNel 2006, dopo l'ultima riforma, si presentarono due coalizioni per le elezioni politiche.
Casa delle Libertà, coalizione politica di centro-destra: raggruppa partiti e movimenti ispirati ad una politica di centrismo moderato, di destra conservatrice, nazionalista e federalista, con una propensione verso il liberismo.
L'Unione, coalizione politica di centro-sinistra: raggruppa partiti e movimenti ispirati al centrismo riformista, alla socialdemocrazia, alla liberaldemocrazia e alla cosiddetta sinistra radicale. Dopo la caduta del Governo Prodi II, le alleanze sono notevolmente mutate. Alle elezioni politiche del 2008 si sono presentati:il Partito Democratico, nato dall'unione della Margherita, centrista, con i Democratici di Sinistra e forze di centro-sinistra, ha deciso di sciogliere la coalizione de l'Unione, alleandosi solo con l'Italia dei Valori ed accogliendo nelle proprie liste 9 Parlamentari del Partito Radicale nonché il Movimento Repubblicani Europei, formazione nata dalla scissione dal Partito Repubblicano Italiano;i partiti della sinistra radicale (PRC, PdCI, Verdi, SD) si sono raggruppati nella lista "La Sinistra - L'Arcobaleno"; il rinato Partito Socialista si è presentato autonomamente.FI ed AN ed alcuni partiti minori di centrodestra si sono presentati con la lista de Il Popolo della Libertà. Il PdL si è alleato con la Lega Nord e con l'MpA;
l'Unione dei Democratici Cristiani e di Centro, rifiutatasi di entrare nel PdL, si presenta alle elezioni del 13 aprile 2008 in una lista comune con la Rosa per l'Italia: l'Unione di Centro;
La Destra ha abbandonato gli ex-alleati per formare una lista unitaria di destra nazionalista e sociale con la Fiamma Tricolore. Partiti politici primi in Italia
Regno d'Italia
Partito Liberale Italiano (1913-1921), Partito Socialista Italiano (1892-1926), Partito Popolare Italiano (1919-1926), Partito Radicale Italiano (1877-1922), Lega Democratica Nazionale (1905-1911), Partito Agrario (1920-1924), Partito Nazionale Fascista (1921-1943), Partito Comunista d'Italia (1921-1943), Partito Democratico Costituzionale (1913-1919), Partito Liberale Democratico (1919-1924, Partito Socialista Riformista Italiano (1912-?)
Repubblica Italiana
Democrazia Cristiana (1946-1984), Partito Comunista Italiano (1984-1987), Democrazia Cristiana (1987-1994), Forza Italia (1994-1996), Partito Democratico della Sinistra (1996-1998), Democratici di Sinistra (1998-2001), Forza Italia (2001-2006), Democratici di Sinistra (2006-2007), Partito Democratico (2007-2008), Forza Italia (2008-2009), Il Popolo della Libertà (2009-2013), Partito Democratico (2013- )
I partiti attuali
Partiti maggiori. L'introduzione di clausole di sbarramento sia per le elezioni politiche ad opera della Legge Calderoli del 2005, sia per le elezioni europee grazie ad un emendamento alla legge elettorale votato nel 2009, ha notevolmente semplificato il quadro partitico italiano, che aveva conosciuto un'esplosione della frammentazione durante il periodo di vigenza della Legge Mattarella.Ad oggi i partiti che hanno ottenuto rappresentanza nel Parlamento Italiano sono: Il Popolo della Libertà, Partito Democratico, MoVimento 5 Stelle, Lega Nord, Scelta Civica, Unione di CentroFratelli d'Italia - Centrodestra Nazionale (presente solo alla Camera), Sinistra Ecologia Libertà, Centro Democratico (presente solo alla Camera), Partito Socialista Italiano (presente in Parlamento con 4 deputati e 2 senatori eletti nelle liste del PD), Moderati (presenti alla Camera con un deputato eletto nelle liste del PD), Futuro e Libertà per l'Italia (presente alla Camera con un deputato ed al Senato con 2 senatori eletti all'interno della lista Con Monti per l'Italia), Grande Sud (presente solo al Senato) Il Megafono - Lista Crocetta (presente solo al Senato con un senatore), Movimento per le Autonomie (presente in Parlamento con un deputato e 2 senatori eletti nelle liste del PDL), Südtiroler Volkspartei, Partito Autonomista Trentino Tirolese, Unione per il Trentino, Verdi del Sudtirolo (presenti alla Camera con un deputato eletto nelle liste di Sinistra Ecologia Libertà), Stella Alpina (presente alla Camera con un deputato), Union Valdôtaine (presente al Senato con un senatore), Movimento Associativo Italiani all'Estero, Unione Sudamericana Emigrati Italiani (presente solo alla Camera con un deputato)
Partiti presenti al Parlamento Europeo
Il Popolo della Libertà, Partito Democratico, Lega Nord, Italia dei Valori, Unione di CentroSüdtiroler Volkspartei, Popolari UDEUR (presente al Parlamento Europeo con un eurodeputato eletto nelle fila del PDL), Io Amo l'Italia (presente con un eurodeputato fuoriuscito dall'UDC), Futuro e Libertà per l'Italia (presente con 3 eurodeputati fuoriusciti dal PDL), I Popolari di Italia Domani (presente con un eurodeputato fuoriuscito dall'UDC)
Altri partiti non presenti in Parlamento
Alleanza per l'Italia, Alternativa Tricolore, Fare per Fermare il Declino, Federazione dei Verdi, Fiamma Tricolore, Forza Nuova, La Destra, Lotta Comunista, Sinistra Critica, Comitati di Appoggio alla Resistenza Comunista, Partito Marxista-Leninista Italiano, Partito Comunista dei Lavoratori, Partito dei Comunisti Italiani, Partito della Rifondazione Comunista, Partito Pensionati, Radicali Italiani. A proposito dell'elezione del Presidente della Repubblica "numero dodici" ci viene in mente una canzone di Adriano Celentano…"E chi mai sara' la ragazza/ del clan/tutti i ragazzi si domandano chi e'..e/di lei si sa la voce che ha..a/e a noi piace quando/canta hey hey gia'/e' gettonata in tutti quanti i jukebox/pero' nessuno ci sa dire chi e'..e/ma prima o poi si sapra' la verita'/presto o prima zero sette ci vorra'..a/hey chi sara' chi sara'..a/chissa' poi che avra'/nessuno sa e ci fa morire di curiosita'./e chi mai sara' la ragazza del clan/quella che canta con la voce da rock/siamo alla ricerca/per scoprire chi e'/e ognuno di noi pensa e'/la ragazza per me(guit.)/hey ma com'e' ma com'e'..e/per sapere la verita'/c' e' gente che sta cercandola/per tutta la citta'./e chi mai sara' la ragazza del clan/quella che canta con la voce da rock/siamo alla ricerca/per scoprire chi e'/e ognuno di noi/pensa e' la ragazza per me...e./.
Andiamo ora a rivedere la giornata di ieri nella cronaca Ansa di Serenella Mattera…"Si apre con una standing ovation, si chiude con una mitragliata di colpi di 'franchi tiratori', la candidatura alla presidenza della Repubblica di Romano Prodi. Mentre fuori alla Camera gli oppositori dichiarati animano la piazza con le loro proteste, dentro un centinaio di grandi elettori di centrosinistra (tanti,tantissimi), affondano il nome dell'ex premier. E prolungano l'agonia del voto per il Colle. Sono le nove del mattino quando viene scattata l'istantanea che illude per qualche ora i sostenitori di Prodi: i grandi elettori del Pd si alzano in piedi per acclamare la candidatura proposta da Bersani (e già 'benedetta' in nottata da Renzi). Ma passa davvero poco, prima che l'ottimismo lasci il posto a un'ansia crescente per il risvegliarsi dell'incubo dei 'franchi tiratori'. Con una differenza: mentre molti di coloro che ieri hanno affossato Franco Marini hanno fatto 'outing', si sono dichiarati, oggi i dissidenti si annidano in seno al Pd per agire nel segreto dell'urna. In modo irrimediabile.Contro il nome dell'ex premier che è "il grande nemico di Berlusconi", il centrodestra alza subito le sue barricate. Non solo decide di non partecipare alla quarta votazione, per dare l'immagine plastica di un Paese diviso, ma sfodera anche l'arma della piazza.
E così dopo l'ora di pranzo, al termine di una terza votazione che scorre lenta e noiosa per la scontata vittoria delle schede bianche, si surriscalda l'atmosfera davanti al palazzo di Montecitorio. Con attimi di tensione, per la presenza simultanea di sostenitori del candidato 'a 5 Stelle' Stefano Rodotà e degli 'anti-prodiani'. I primi sono al centro della piazza, accerchiati da militanti di Fratelli d'Italia da un lato, del Pdl dall'altro e di Casa Pound alle spalle.Ma a evitare che si degeneri in rissa, oltre alle forze dell'ordine, interviene l'unità d'intenti: bisogna fare il più possibile rumore, per esorcizzare il comune 'nemico' Prodi. La piazza non è generosa neanche con l'antagonista di 'mortadella' Prodi (il soprannome viene rispolverato per l'occasione): Silvio Berlusconi viene contestato da alcuni manifestanti al grido di 'buffone'. Ma le truppe pidielline traversano il Transatlantico compatte. E si divertono a veder sfilare le parlamentari Alessandra Mussolini e Simona Vicari con una t-shirt bianca con la scritta: 'Il diavolo veste Prodi'. Così vestite, le due si fanno vedere pure in Aula, dove vengono travolte dai fischi democrat prima di essere allontanate.Intanto, anche i 'grillini' avanzano a ranghi serrati.
"La candidatura di Rodotà mette in difficoltà la sinistra, perché dovremmo ritirarla?", spiegano spavaldi. Mentre Beppe Grillo dal Friuli suona la carica: "Nessuno si sogna di votare Prodi". Lui, Rodotà, dice che non sarà di ostacolo se l'M5S deciderà per un altro nome. Ma a nulla vale l'attivismo di prodiani e democrat di ogni 'colore' (da Civati a Fioroni). I 5 Stelle battono le mani dei banchi della sala dove si riuniscono per dare l'idea della compattezza attorno al nome uscito dalle Quirinarie. "Abbiamo incontrato Rodotà - dice Vito Crimi - E' una persona splendida splendida splendida. Ne sono innamorato". E così, mentre la tensione Pd cresce, parte la quarta votazione. Che è seria e tesa, come testimonia l'assenza di nomi 'burla' (alla terza c'erano stati quelli di Guccini e Prada). Scelta civica si conta, votando Cancellieri, e pure Sel, che prima aveva scelto Rodotà, 'segna' le sue schede prodiane per evitar 'fughe' dal nome di Prodi. Ma a nulla vale. I voti scappan via dal Pd. Si temevano 50 franchi tiratori e alla fine sono un centinaio. Prodi dal Mali ancora riflette se ritirare il suo nome, quando Matteo Renzi da Firenze sentenzia: "La sua candidatura non c'é più". "Ora può succedere di tutto", si ripete come un mantra in Transatlantico. Le trattative riprendono. E' un'incognita, la quinta votazione Domenico Salvatore
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