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Serie A: decollo Juve, tracollo Inter

Torino 12 marzo 2013 - Il campionato di calcio di Serie A edizione 2012/13 è probabilmente andato in archivio domenica pomeriggio quando, a tempo scaduto, Giaccherini ha siglato la rete che ha permesso alla Juventus di vincere la sfida contro un ottimo Catania.
L'esultanza di Agnelli, Marotta e Nedved non lasciano dubbi sulla valenza del risultato ottenuto domenica pomeriggio allo Juventus Stadium di Venaria Reale, un risultato che vale doppio dopo la sconfitta del Napoli che crolla fisicamente e mentalmente sul campo del Chievo Verona. I partenopei hanno tenuto testa alla Vecchia Signora per due terzi del campionato ma alla fine hanno dovuto soccombere, troppo il divario fisico e atletico tra le due squadre, per non parlare della differenza tecnica delle due compagini, troppo marcata a favore dei bianconeri.

Scudetto in cassaforte, adesso la Juve si proietta con tutte le forze sulla Champions League con la consapevolezza di essere forte.
 
Chi non ha certezze, anima e identità è l'Inter di Moratti: i nerazzurri sono lontani parenti della grande Inter di soli 3 anni fa, Mourinho sembra lontano anni luce, segno che prima e dopo di Mourinho non si è mai fatto niente di buono. 
Un presidente bonaccione, tanti allenatori mercenari, molti dirigenti bluff, calciatori incapaci. Questo è l'amaro verdetto dell'ultimo ventennio dell'Inter. 

Una squadra rientra nelle top ten quando lotta per vincere in ogni stagione, non basta vincere una Champions per entrare a far parte delle migliori di sempre, ragion per cui l'Inter non fa parte di questa speciale classifica che comprende Juve e Milan in Italia, Real e Barcellona in Spagna, Manchester United e Liverpool in Inghilterra, Bayern Monaco in Germania, l'Ajax in Olanda.

In casa nerazzurra c'è da preoccuparsi e non poco, dopo la sconfitta interna col Bologna Stramaccioni rischia la panchina, i colpevoli però sono tanti: la squadra è stata costruita malissimo, Milito, Cambiasso, Zanetti, Chivu e Stankovic sono giocatori finiti, Cassano non era degno di indossare la maglia nerazzurra, Pereira, Alvarez, Gargano, Mudingay, Rocchi, Silvestre, Jonathan e Nagatomo sono giocatori di bassa classifica, Schelotto, Kuzmanovic, Kovacic e Obi sono giovani di assoluto valore ma per poter splendere devono essere affiancati a giocatori esperti e di qualità come lo sono Palacio, Guarin, Samuel e Ranocchia, troppo pochi però per risollevare le sorti dell'Inter.
Servirà una rivoluzione, di sicuro ci vorranno anni se non decenni per tornare ad alzare un trofeo diverso dalla Birra Moretti.

Rosario Ligato

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