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San Ferdinando, 5 gli arrestati nell'operazione "Tramonto"


SAN FERDINANDO. Operazione "Tramonto": emessi 5 fermi d'indiziato

SAN FERDINANDO (Reggio Calabria) 6 marzo 2013. I carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria hanno dato esecuzione ad un provvedimento di fermo di indiziato di delitto, emesso dalla Dda reggina, nei confronti di 5 persone, ritenuti appartenenti alla 'ndrangheta nella sua articolazione territoriale denominata cosca “Bellocco”. I reati contestati a vario titolo nell’operazione chiamata convenzionalmente “Tramonto”, sono: associazione di tipo mafioso; concorso in intestazione fittizia di beni aggravata dall'aver favorito un sodalizio mafioso; concorso in usura aggravata dall'aver favorito un sodalizio mafioso; concorso in estorsione aggravata dall'aver favorito un sodalizio mafioso; concorso in violenza privata aggravata dall'aver favorito un sodalizio mafioso; concorso in lesioni personali aggravate dall'aver favorito un sodalizio mafioso. Destinatari del provvedimento sono: Aurora Spanò, 66 anni, in atto detenuta per altra causa nella Casa circondariale di Reggio Calabria; Giulio Bellocco, 62 anni; Berto Bellocco, 28 anni; Antonio Bellocco, detto Totò, 25 anni; Domenico Bellocco, 32 anni; Carmelo Bellocco, 26 anni. L'attività investigativa, avviata nel febbraio 2012 anche per riscontrare le dichiarazioni della testimone di giustizia Maria Concetta Cacciola, ha consentito di far luce su di un'attività usuraria che sarebbe stata realizzata dagli indagati. I successivi approfondimenti investigativi, hanno sottolineato gli inquirenti, hanno permesso di accertare l'operatività del sodalizio di tipo 'ndranghetista facente capo agli indagati, operante essenzialmente nel territorio del comune di San Ferdinando, ma con estense e pervicaci ramificazioni anche nelle province di Roma e Milano.
Le indagini hanno permesso anche di documentare la commissione di numerosi reati, ancora in fase di sviluppo investigativo, tra i quali: estorsioni, reati concernenti il traffico di sostanze stupefacenti e le armi da fuoco, minacce e lesioni aggravate, intestazione fittizia di beni e favoreggiamento di latitanti. Gli investigatori stanno cercando di risalire a un Carabiniere infedele che avvisava la cosca degli sviluppi dell'attività d’indagine. Il militare non è ancora stato identificato, ma gli inquirenti, confidano di giungere presto alla sua identificazione, così da poterlo punire come è stato fatto anche di recente in casi analoghi. Dalle investigazioni dell’Arma sarebbe anche emerso che la famiglia Bellocco di San Ferdinando rintracciò la sorella degli usurati che avevano contratto un debito di un milione di euro per un prestito usurario di seicentomila euro iniziali per intimidirla. La donna subì minacce di morte rivolte ai fratelli che non avevano saldato il debito. Poi Aurora Spanò, compagna di Giulio Bellocco, le disse che come corrispettivo si sarebbero presi un'intera palazzina a Rosarno. ''Spano' Aurora, adirata, mi disse che ci avrebbe buttato tutti fuori di casa e suo figlio aggiunse che, se non avessimo subito consegnato loro gli appartamenti, avrebbero ucciso i miei fratelli che abitano al Nord'', ha raccontato la donna intimidita agli investigatori. Alla conferenza stampa hanno preso parte il procuratore capo ff Ottavio Sferlazza, i procuratore aggiunto Michele Prestipino Giarritta, il comandante provinciale dei carabinieri colonnello Lorenzo Falferi, il comandante del Reparto operativo tenente colonnello Carlo Pieroni, il comandante del Nucleo investigativo maggiore Michele Miulli e il comandante della Compagnia di Gioia Tauro capitano Francesco Filippo Cinnirella.

L'elenco dei soggetti colpiti dal fermo (Aurora  Spanò è già detenuta): Giulio Bellocco (classe 1951), Berto Bellocco (classe 1985), Antonio Bellocco (classe 1988), Domenico Bellocco (classe 1981), Carmelo Bellocco (classe 1987).

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