GUARDIA DI FINANZA -
REGGIO CALABRIA: ARRESTATE 20 PERSONE LEGATE ALLE COSCHE MORABITO ED AQUINO
E SEQUESTRATI BENI PER CIRCA 450
MILIONI DI EURO
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Le
indagini, che hanno avuto anche una forte connotazione internazionale,
coordinate dal Procuratore Capo della Repubblica f.f. di Reggio Calabria
Ottavio SFERLAZZA, sono state dirette dal Procuratore Aggiunto - Dott. Nicola GRATTERI e dai Sostituti
Procuratori D.D.A. – D.ssa M.L.
MIRANDA e Dr. Paolo SIRLEO.
Le
investigazioni hanno consentito di accertare come le cosche MORABITO ed AQUINO,
attraverso un’articolata e complessa rete di società italiane ed estere,
fossero riuscite a garantirsi, con la forza dell’intimidazione mafiosa, la
gestione, il controllo e la realizzazione di decine di importanti e noti complessi
immobiliari turistico-residenziali, ubicati nelle più belle aree balneari della
Regione Calabria.
In particolare, partendo da un “controllo passeggeri”, effettuato nel 2008 da un Reparto del Corpo
di Bari, che lasciava ipotizzare un coinvolgimento di soggetti legati alla ‘ndrangheta nella costruzione di un
complesso turistico-alberghiero, riconducibile alla METROPOLIS 2007 S.r.l.,
veniva ampliato lo spettro investigativo alla gestione di numerosi complessi
turistico-residenziali in Calabria, arrivando a dimostrare un intreccio
trasversale di interessi tra le potenti famiglie di ‘ndrangheta MORABITO e AQUINO ed importanti imprenditori spagnoli.
Lo
sviluppo delle indagini - effettuato principalmente con articolate attività
tecniche - consentiva di ricostruire i ramificati investimenti nel settore
turistico da parte di soggetti calabresi e spagnoli, a loro volta in affari con
esponenti di vertice della ‘ndrangheta
della Jonica, i quali – in definitiva – sono risultati essere i veri artefici e
promotori dell’incredibile business.
Nel
dettaglio, si è accertato che, a partire dal 2005, è stata creata una vera e
propria “joint-ventures” tra
esponenti della criminalità organizzata calabrese ed imprenditori spagnoli, che
ha dato vita ad un articolato intreccio di società, italiane e straniere,
finalizzato alla realizzazione di complessi immobiliari destinati al settore
turistico-residenziale.
Nel
ricostruire la “Filieria societaria italo-spagnola”, è emerso che gli
investimenti milionari erano il frutto della specifica volontà delle ‘ndrine MORABITO ed AQUINO, le quali –
attraverso l’indiscusso potere sul territorio – avevano sostanzialmente
monopolizzato tale settore, potendo contare anche sulla totale “disponibilità”
di infedeli funzionari comunali.
In
pratica, tutti gli investimenti individuati fanno capo ad un “Centro d’interesse occulto”, ben
organizzato e collegato, che ha consentito di dare al fenomeno una chiave di
lettura unitaria e verticistica, permettendo, nel contempo, di accertare le
responsabilità penali dei singoli.
In
tale contesto, gli esponenti di vertice coinvolti sono l’espressione delle
cosche che governano il territorio ionico, ancorché gli investimenti abbiano
riguardato anche altre parti del territorio calabrese e, specificatamente, la
Provincia di Catanzaro e Vibo Valentia.
Le
investigazioni hanno poi consentito di documentare come in tale lucroso affare
vi fosse inserito anche un soggetto considerato dagli inquirenti britannici
vicino all’I.R.A., l’organizzazione
terroristica irlandese, il quale aveva trovato proprio nel rapporto con le
organizzazioni criminali calabresi il modo per reimpiegare le ingenti somme di
denaro in suo possesso, grazie all’intermediazione di un noto imprenditore
campano.
Una
“imprenditoria ‘ndranghetista” ed un
nuovo modo di “fare mafia”, dove non
si spara e non si uccide, ma si creano vincoli di affiliazione derivante da
un’unica matrice: il denaro e l’ingiusto arricchimento, con una totale
trasposizione delle più bieche e consuetudinarie modalità mafiose - in ciò
abilmente “tirate a lucido” dallo
schermo fornito da una serie di persone giuridiche - nel mondo
dell’imprenditoria e dell’economia legale.
In
conclusione, l’operazione odierna conferma come le cosche di ‘ndrangheta continuino a conseguire
ingiusti ed illeciti profitti e vantaggi, attraverso un controllo, quasi
totale, del territorio di competenza e delle relative attività economiche e
produttive, ma con una novità in termini di impostazione del rapporto proprio
con il territorio: infatti, le investigazioni hanno anche accertato come
l’interesse della criminalità organizzata fosse anche quello di creare consenso
sociale nell’opinione pubblica, mediante l’assunzione di maestranze locali e la
creazione di un indotto commerciale con l’arrivo di stranieri, principali
acquirenti degli immobili realizzati, tale da favorire una maggiore
accettazione sul territorio della presenza delle organizzazioni criminali.
Pertanto,
quella che è emersa dalle indagini odierne è l’immagine di una ‘ndrangheta internazionale e moderna, con
una struttura articolata e complessa, con un’attitudine colonizzatrice ed
espansionistica, in linea con le vere e proprie holding economiche e finanziarie mondiali, che ha raggiunto la massima efficienza
operativa anche a livello mondiale e con una leadership conquistata grazie ad una affidabilità personale ed
economica ormai consolidatasi nel tempo.
Sulla
scorta dei preganti elementi probatori raccolti, in data odierna, il G.I.C.O.
di Reggio Calabria, unitamente al Servizio Centrale I.C.O. di Roma ed al Gruppo
di Locri, hanno contestualmente eseguito:
(a) un’ordinanza di
custodia cautelare in carcere, emessa dall’Ufficio G.I.P. del Tribunale di
Reggio Calabria – O.C.C.C. nr. 3369/08 R.G.N.R. D.D.A. – 3254/2009 RG GIP DDA –
66/2012 OCC – 67/2012 seq. Prev. del 19.2.2013, nei confronti di:
1.
AQUINO Rocco;
2.
ARCADI Francesco;
3.
BERNAL DIAZ Domingo - arrestato in coordinamento con la Polizia
Spagnola;
4.
CARROZZA Giuseppe;
5.
CUPPARI Antonio;
6.
FITZSIMONS Henry James;
7.
LAMBERTI Sagredo Jorge Pablo - arrestato in coordinamento con la
Polizia Spagnola;
8.
MORABITO Rocco;
9.
MUCCARI Domenico Antonio;
10.
RAIMONDO Antonio;
11.
SCIPIONE Daniele;
12.
SCULLI Francesco;
13.
STRANGIO Francesco;
14.
STRANGIO Fausto Ottavio;
15.
STRANGIO Sebastiano Sisto;
16.
VALLONE Domenico;
17.
VELARDO Antonio;
18.
VERDIGLIONE Bruno;
19.
VITALE Domenico;
20.
VOTTARI Sebastiano.
per violazione artt. 110, 81, 323,
353 bis, 479, 648 ter, 416 bis c.p., 12 quinquies Legge n. 356
del 1992, 7 L. n. 203 del 1991;
(b) il sequestro
preventivo, ai sensi degli artt. 416 bis comma 7 c.p., 240 comma 1 c.p.; 321
c.p.p., 104 disp. att. c.p.p., dei seguenti beni:
1)
capitale
sociale, quote societarie e patrimonio aziendale della METROPOLIS 2007 S.r.l. di Bianco
(RC);
2)
capitale
sociale, quote societarie e patrimonio aziendale della CA.GI.MM. S.a.s. di SCIPIONE Daniele & C. di Bovalino (RC);
3)
capitale
sociale, quote societarie e patrimonio aziendale della CORSILOPE ITALIA S.r.l. di Reggio
Calabria;
4)
capitale
sociale, quote societarie e patrimonio aziendale della BELLA CALABRIA 2005 S.r.l. di
Bianco (RC);
5)
capitale
sociale, quote societarie e patrimonio aziendale della B.C. IMMOBILIARE S.r.l. di Bianco;
6)
capitale
sociale, quote societarie e patrimonio aziendale della ISCA DREAM S.r.l. di Isca sullo Jonio (CZ);
7)
capitale
sociale, quote societarie e patrimonio aziendale della LAGANO COSTRUZIONI S.r.l. di Isca sullo Jonio (CZ);
8)
capitale
sociale, quote societarie e patrimonio aziendale della FAIR PROPERTIES S.r.l. di Caulonia (RC);
9)
capitale
sociale, quote societarie e patrimonio aziendale della V.B.D. IMMOBILIARE S.r.l. di Caulonia (RC);
10) capitale sociale,
quote societarie e patrimonio aziendale della R.D.V. S.r.l. di Roma;
11) capitale sociale,
quote societarie e patrimonio aziendale della VECO COSTRUZIONI S.r.l. di Roma;
12) capitale sociale,
quote societarie e patrimonio aziendale della F. & C. S.r.l. di Brancaleone (RC);
13) Villaggio turistico “Palm View” di Bruzzano Zeffirio
(RC);
14) villaggio turistico “The Sands” di Brancaleone (RC);
15)
Villaggio
turistico “Marasusa” di
Parghelia-Tropea (VV);
16)
Villaggio
turistico “San Rocco 1” di Bianco (RC
17)
Complesso
turistico “Residence Vittoria” di Bianco (RC);
18)
Villaggio
turistico “Riace-Pipedo” di Riace
(RC);
19)
Villaggio
turistico “Bella Vista 1” di
Bianco (RC);
20)
Villaggio
turistico “Stignano Mare” di Stignano Mare (RC);
21) Villaggio turistico “Isca Calabretta”, di
Isca sulla Ionio (CZ);
22) Villaggio turistico “Isca Fortunata” di
Isca sulla Ionio (CZ);
23) Villaggio turistico “Isca Allegra” di Isca sulla Ionio (CZ);
24) Villaggio turistico “San Rocco 2” di Isca sulla Ionio
(CZ);
25) Villaggio turistico “Amusa Mare” di Caulonia (RC);
26) Villaggio turistico “Amusa Residential” di Caulonia (RC);
27) Villaggio turistico “Vista Montagna” di Caulonia (RC);
28) Villaggio turistico “Chiara” di Bianco (RC);
29) Villaggio turistico “Gioiello
Del Mare” di Brancaleone (RC);
30) Nr. 7 veicoli
commerciali;
31) Nr. 4 autovetture di
lusso;
Per un complessivo di
oltre 1300 unità immobiliari.
(c) Oltre 60
perquisizioni tra Calabria, Sicilia, Campania, Lazio, Inghilterra e Spagna.
Con
l’operazione odierna, la Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria e
la Guardia di Finanza, oltre ad assicurare alla giustizia soggetti legati alla
‘ndrangheta, hanno recuperato un
ampissimo spazio di legalità economica, restituendolo alla collettività onesta
e lavoratrice.
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