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Champions League: quando lo spettacolo si chiama Barcellona

Torino 15 marzo 2013 - La rimonta è servita, come ampiamente previsto il Barcellona travolge il Milan e approda ai quarti di finale di Champions League, un quattro a zero che parla da solo. Una sola squadra in campo, undici fenomeni nati per giocare a pallone, non che i rossoneri andranno mai a zappare la terra, ma dalla sfida del Cam Nou emergono tante cose: chi sa interpretare al meglio questo sport, i blaugrana, e chi invece ruba contratti milionari ai presidenti italiani.
Barcellona - Milan è stata una sfida improponibile, non per colpa dei rossoneri sia chiaro, ma lo strapotere tecnico dei catalani ha paragoni solo con i nemici storici del Real Madrid.
 
Il Milan sembrava 3 categoria inferiore, chiuso nella propria area di rigore in balia di un avversario che se solo avesse voluto avrebbe sostituito una partita di calcio con una partita di tennis in soli 90 minuti, altro che palo di Niang, ci sarebbe voluto ben altro per fermare il Barcellona di oggi, magari Tassotti, Baresi, Maldini, Costacurta, Gullit, Rijkard, Ancellotti, Donandoni, Evani, Van Basten.
Un Barcellona che ha giocato senza allenatore, come se questi 11 fenomeni ne avessero bisogno: da tempo sostengo che Guardiola si toglierà la maschera da vincente quando allenerà una squadra diversa da quella spagnola, dove tutti i suoi limiti verranno a galla.
Il Barcellona non ha bisogno di allenatore, Messi non ha bisogno di indicazioni tattiche, il fenomeno argentino sguscia tra le maglie degli avversari con la velocità di un ghepardo, dai suoi piedi partono azioni imprevedibili, spettacolari e pericolose per le le difese che possono solo alzare le barricate.
Ma parlare di Messi è riduttivo, cosa dire di Xavi, Iniesta, Pedro, Villa, Buquets, Pique, Alba, Mascherano, Dani Alves, persino il portiere Valdes sa giocare bene con la palla tra i piedi, per non parlare di chi non ha giocato.
 
Chapeau Barca, la squadra più forte al mondo di tutti i tempi.
Da questa partita emerge che il vero calcio è il Barcellona, le altre squadre della terra cercano di imitare uno sport che non è per tutti, da qui la mia provocazione: abbassare gli ingaggi dei calciatori normali (Milan docet), vedendo la partita di martedì potrei concedere al miglior giocatore del Milan un massimo di 800 mila euro a stagione, 8 milioni li darei al migliore del Barca che è indubbiamente Messi.
 
Una partita tante conclusioni: La prima è che i blaugrana sono spettacolari, ogni giocata ha un senso logico, nulla è per caso, e poi c'è la fantasia, l'arte della giocata, la finta e il dribbling, il tiro in porta, sempre nel sette, sempre a gonfiare la rete, da ogni posizione, da ogni angolo, da ogni posizione, magistrale il triangolo in un metro nel primo gol di Messi.
La seconda è che guardando il Barcellona giocare, il resto del calcio viene ridimensionato di molto, ed anche i costi dovrebbero essere proporzionalmente ridotti.
La terza è che Messi è più forte di tutti, di Maradona e Pele insieme. La Pulce non ha rivali, il calcio oggi è molto veloce, lui è più veloce ancora.
In finale mi auguro le 2 squadre migliori, Real e Barca. E che vinca Jose.
A' la prochaine

Rosario Ligato
 


 

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