REGGIO CALABRIA. Gesualdo
Costantino, del Pd, il sindaco di Melito Porto Salvo eletto a capo di
una lista civica, arrestato stamani dai carabinieri nell'ambito
dell’operazione “Ada” contro la cosca Iamonte, avrebbe promesso e
garantito alla ‘ndrina di concordare con la stessa ''le scelte politiche
in modo da assecondarne le strategie, con innegabili riflessi in
termini di rafforzamento e consolidamento dell'associazione''. E' questa
l'accusa contestata dalla Dda di Reggio Calabria all'amministratore che
nella passata legislatura era vice presidente della Giunta provinciale
di centrosinistra a Reggio Calabria. In cambio Costantino avrebbe avuto
l'appoggio della cosca alle elezioni. La Dda aveva chiesto l'arresto
anche per il suo predecessore, Giuseppe Iaria, 67 anni, ma il gip l'ha
rigettata. Il coinvolgimento di Costantino, secondo quanto riferito
dagli investigatori, è emerso indagando sulle elezioni comunali del
maggio 2007. Dalle indagini e' risultato che, nonostante il
commissariamento cui il Comune era stato sottoposto, gli assetti
politici erano rimasti pressochè invariati ed il controllo della cosa
pubblica si sia ''mantenuto saldamente in mano a personaggi vicini,
contigui ed intranei alla consorteria mafiosa''. Proprio traendo spunto
dalle elezioni amministrative del maggio 2007, dalle indagini dei
carabinieri è emerso come la cosca Iamonte ''abbia goduto della
connivenza della locale classe politica ed in particolare dell'allora
consigliere di maggioranza Gesualdo Costantino, attuale sindaco e
all'epoca dei fatti vice presidente della Provincia di Reggio, e come
l'elezione di costui sia stata resa possibile grazie all'appoggio
fornito dalla cosca''.

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