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Per non dimenticare ... ll carabiniere Nunzio Mazzilli


Carabiniere Nunzio MAZZILLI -          Gerace Marina 13/02/1931
Medaglia d’Argento al Valor Militare


Cosimo Sframeli
     Il 13 febbraio 1931, alle ore 13.00, il Comandante della Stazione Carabinieri di Gerace Marina, Maresciallo Maggiore Bruno ALATI, informato che certo Giuseppe MURDACA, di quarant’anni, ricercato perché autore di mancato uxoricidio, si nascondeva in contrada Cavalaci del Comune di Portigliola, rapidamente inviò il Brigadiere Rocco RUSSO ed il Carabiniere Luigi LELLO perché procedessero al suo arresto.
     I militari, giunti nella suddetta località, rintracciavano il latitante ma non riuscivano a catturarlo perché lo stesso, dopo un conflitto a fuoco, si era dileguato nella contrada “Gardese” del limitrofo Comune di Sant’Ilario sullo Jonio. Il Brigadiere, pertanto, valutò che il modo più efficace per catturare il fuggitivo sarebbe stato quello di eseguire una battuta-rastrellamento in tutto il territorio interessato. A tale scopo inviò in caserma un civile, in bicicletta, per chiedere al Comandante della Stazione militari di rinforzo. Il Maresciallo ALATI mandò subito in ausilio i Carabinieri Marco COSTA, Michele VAINO, Domenico RONCI e Nunzio MAZZILLI. Con questi militari e col Carabiniere LELLO già sul posto, il Brigadiere RUSSO perlustrò la contrada “Gardese” ove sorprese, verso le ore 17.30, seduto su un muricciolo, il ricercato che, scorti i Carabinieri, si diede alla fuga. I militari, seguendo le istruzioni del sottufficiale, si disposero in linea e rincorsero il fuggitivo il quale, vistosi inseguito, dopo aver percorso un centinaio di passi, si voltò e sparò contro i militari un colpo di rivoltella andato a vuoto. All’atto ribelle, il Brigadiere ordinò di aprire il fuoco ed i militari iniziarono a sparare continuando ad inseguire il fuggiasco che lasciò partire un altro colpo al loro indirizzo senza però colpire alcuno. Il Carabiniere MAZZILLI, non potendo più usare il moschetto a causa inceppamento di una cartuccia, per non perder tempo, lasciò l’arma e continuò la corsa impugnando la rivoltella. Il MURDACA, nonostante fosse rimasto ferito da due colpi di moschetto, si nascose dietro un grosso ulivo contro cui i militari correndo continuarono a sparare. Il malvivente, sporgendosi ora a desta ora a sinistra, lasciava partire nella loro direzione altri colpi di rivoltella. Il Carabiniere MAZZILLI coraggiosamente si diresse verso l’appostamento e, pur sapendo di trovarsi fra due fuochi e su terreno scoperto, non si arrestò, deciso a catturare il fuorilegge. Stava infatti per raggiungerlo quando l’avversario gli sparò, quasi a bruciapelo, un colpo di rivoltella ferendolo leggermente alla mano destra. Nonostante la ferita, il coraggioso Carabiniere sparò un colpo di pistola contro il MURDACA e si lanciò arditamente addosso per catturarlo quando, fatalità volle, una pallottola di moschetto di rimbalzo lo colpisse alla regione epigastrica uccidendolo. Contemporaneamente a lui cadde pure ucciso il MURDACA.
     Per il coraggio e lo sprezzo del pericolo dimostrato nella circostanza, il Carabiniere MAZZILLI fu decorato di Medaglia d’Argento al Valor Militare, alla Memoria, con la seguente motivazione: “Nell’eseguire unitamente ad altri militari un servizio per la cattura di un pericoloso latitante, responsabile di mancato omicidio, benché ferito alla mano destra da un proiettile di pistola esplosogli da delinquente, rispose risolutamente al fuoco e, mentre si lanciava coraggiosamente sul latitante per catturarlo, cadde ucciso da un colpo di arma da fuoco. Portigliola (RC), 13 febbraio 1931”.
                                                                                              Cosimo Sframeli


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