Reggio Calabria, 13/02/2013 –Si è tenuta ieri sera, presso il Palazzo della Provincia nella sala Biblioteca Storica di Reggio Calabria, la presentazione del libro “Inferno di Fango – 2009 – 2011. Le alluvioni di Messina e Provincia”, di Gianluca Rossellini edito da Città del sole.
“Inferno di fango”, dedicato alle 40 vittime dell’alluvione, risulta essere un libro-testimonianza, ma anche di denuncia per la mancanza di impegno da parte dello Stato e dall’inesistente solidarietà nazionale.
La prof.ssa Daniela Sansalone ha iniziato con la lettura di alcune pagine del libro che risultano essere profonde, con descrizioni di vita quotidiana dove la tragedia è dietro l’angolo.
A relazionare Stefano Iorfida, presidente dell’Associazione culturale Anassilaos, che ha organizzato l’incontro e che ha presentato l’autore «Gianluca Rossellini, messinese, 34 anni, giornalista e scrittore. Laureato in Scienze della Comunicazione all’Università La Sapienza di Roma, ha poi conseguito un master di secondo livello in Giornalismo all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli. Collabora con l’Agenzia nazionale “Ansa”, il giornale on line “Corrieredelmezzogiorno.it, il quotidiano nazionale “Il Messaggero”, “Radio Vaticana” e il periodico “Vanity Fair”. È stato direttore responsabile di numerose testate. Ha condotto inchieste che hanno avuto rilevanza nazionale e ha seguito tutte le alluvioni che dal 2009 al 2011 hanno colpito Messina e provincia. “Inferno di fango” è il suo primo libro».
Ha poi preso la parola Carmelo Ardito, presidente del Collegio Geometri di Messina, che ha spiegato «come i motivi per cui si ripetono questi eventi catastrofici sono diversi e numerosi» e di come possa essere «un’ancora di salvezza la corretta gestione dei territori» e ancora di come sia necessario «un piano della comprensorialità che consiste in un piano strutturato sulla prevenzione dei vari rischi che poi portano a questi disastri».
Ad intervenire Peppe Caridi, giornalista direttore di Meteoweb e Strettoweb, che ha affermato come «l’evento che ha colpito la zona del messinese, è stato un evento straordinario con 300 millimetri di pioggia in tre ore». Ha poi spiegato come «gli anni 2010-2011 sono stati gli anni più piovosi in tutta l’aria dello Stretto, con un forte aumento delle precipitazioni legato a cambiamenti climatici a livello globale. I temporali non sono solo più forti e più violenti, ma aumentano anche i giorni di pioggia». «Fenomeni di questo tipo», ha continuato Caridi, «non si possono prevedere con largo anticipo, ma due- tre ore prima si. Per questo tutti comuni dovrebbero avere un piano di prevenzione civile».
Edoardo Russo, messinese e studente di Architettura a Reggio Calabria, responsabile dell’associazione “Viviamo Barcellona Pozzo di Gotto”, ha voluto sottolineare come l’associazione sia nata per aiutare Barcellona a rinascere, in quanto come egli stesso ha dichiarato, «dal fango può nascere un fiore».
È stata poi la volta di Enrico Costa, professore ordinario di Urbanistica all’Università Mediterranea, «il libro si legge tutto d’un fiato, ritmo incalzante pur concedendoti il gusto della lettura». Costa, ha voluto elogiare il libro «i filmati dell’alluvione non danno una visione completa, consolidano parametri legati al consumismo invece di farti vedere la realtà com’è. Cosa che fa il libro di Rossellini. Che ci fa capire dal minimalismo delle storie il massimalismo della tragedia».
È stata poi la volta dell’autore Gianluca Rossellini che ha seguito personalmente i fatti di cronaca legati alle quattro alluvioni verificatesi nell’arco di tre anni a Giampilieri, Scaletta, San Fratello e Saponara. Rossellini ha dichiarato che «dopo aver conosciuto gli alluvionati, i parenti delle vittime, è stato naturale riversare questi tre anni in un libro. Ho vissuto insieme a loro la mancanza di attenzione da parte delle istituzioni», che con la scusa dell’abusivismo, hanno abbandonato intere famiglie. Nel suo libro, il giornalista, dimostra che non si può parlare di abusivismo, in quanto «i borghi interessati da questa tragedia sono millenari».
L’autore ha dichiarato come «il dissesto idrogeologico interessa la maggior parte del territorio italiano. Le istituzioni, in questo periodo di campagna elettorale, dovrebbero occuparsi per prima cosa della messa in sicurezza del territorio». Infine, Rossellini ha affermato di aver visto «grande dignità e fierezza del popolo messinese che si è dato da fare».
A concludere la serata, l’editore Franco Arcidiaco che ha elogiato il lavoro di Rossellini, il cui libro «fissa la materia e si può consegnare ai posteri come testimonianza».
Quello che sconcerta è che nonostante siano state 40 le vittime, decine i feriti, 800 milioni di euro i danni, migliaia gli sfollati, «le alluvioni nel messinese sono diventate tragedie di serie B, e presto sono state oscurate dai grandi mezzi di comunicazione, dimenticate dal resto dei cittadini italiani», come ha dichiarato lo stesso Rossellini che ha voluto anche evidenziare «le gravi mancanze nel controllo del territorio e nella prevenzione e gli assurdi ritardi nell’erogazione dei finanziamenti previsti per la ricostruzione».
A questo punto una domanda sorge spontanea: perché?
Valentina Raffa
“Inferno di fango”, dedicato alle 40 vittime dell’alluvione, risulta essere un libro-testimonianza, ma anche di denuncia per la mancanza di impegno da parte dello Stato e dall’inesistente solidarietà nazionale.
La prof.ssa Daniela Sansalone ha iniziato con la lettura di alcune pagine del libro che risultano essere profonde, con descrizioni di vita quotidiana dove la tragedia è dietro l’angolo.
A relazionare Stefano Iorfida, presidente dell’Associazione culturale Anassilaos, che ha organizzato l’incontro e che ha presentato l’autore «Gianluca Rossellini, messinese, 34 anni, giornalista e scrittore. Laureato in Scienze della Comunicazione all’Università La Sapienza di Roma, ha poi conseguito un master di secondo livello in Giornalismo all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli. Collabora con l’Agenzia nazionale “Ansa”, il giornale on line “Corrieredelmezzogiorno.it, il quotidiano nazionale “Il Messaggero”, “Radio Vaticana” e il periodico “Vanity Fair”. È stato direttore responsabile di numerose testate. Ha condotto inchieste che hanno avuto rilevanza nazionale e ha seguito tutte le alluvioni che dal 2009 al 2011 hanno colpito Messina e provincia. “Inferno di fango” è il suo primo libro».
Ha poi preso la parola Carmelo Ardito, presidente del Collegio Geometri di Messina, che ha spiegato «come i motivi per cui si ripetono questi eventi catastrofici sono diversi e numerosi» e di come possa essere «un’ancora di salvezza la corretta gestione dei territori» e ancora di come sia necessario «un piano della comprensorialità che consiste in un piano strutturato sulla prevenzione dei vari rischi che poi portano a questi disastri».
Ad intervenire Peppe Caridi, giornalista direttore di Meteoweb e Strettoweb, che ha affermato come «l’evento che ha colpito la zona del messinese, è stato un evento straordinario con 300 millimetri di pioggia in tre ore». Ha poi spiegato come «gli anni 2010-2011 sono stati gli anni più piovosi in tutta l’aria dello Stretto, con un forte aumento delle precipitazioni legato a cambiamenti climatici a livello globale. I temporali non sono solo più forti e più violenti, ma aumentano anche i giorni di pioggia». «Fenomeni di questo tipo», ha continuato Caridi, «non si possono prevedere con largo anticipo, ma due- tre ore prima si. Per questo tutti comuni dovrebbero avere un piano di prevenzione civile».
Edoardo Russo, messinese e studente di Architettura a Reggio Calabria, responsabile dell’associazione “Viviamo Barcellona Pozzo di Gotto”, ha voluto sottolineare come l’associazione sia nata per aiutare Barcellona a rinascere, in quanto come egli stesso ha dichiarato, «dal fango può nascere un fiore».
È stata poi la volta di Enrico Costa, professore ordinario di Urbanistica all’Università Mediterranea, «il libro si legge tutto d’un fiato, ritmo incalzante pur concedendoti il gusto della lettura». Costa, ha voluto elogiare il libro «i filmati dell’alluvione non danno una visione completa, consolidano parametri legati al consumismo invece di farti vedere la realtà com’è. Cosa che fa il libro di Rossellini. Che ci fa capire dal minimalismo delle storie il massimalismo della tragedia».
È stata poi la volta dell’autore Gianluca Rossellini che ha seguito personalmente i fatti di cronaca legati alle quattro alluvioni verificatesi nell’arco di tre anni a Giampilieri, Scaletta, San Fratello e Saponara. Rossellini ha dichiarato che «dopo aver conosciuto gli alluvionati, i parenti delle vittime, è stato naturale riversare questi tre anni in un libro. Ho vissuto insieme a loro la mancanza di attenzione da parte delle istituzioni», che con la scusa dell’abusivismo, hanno abbandonato intere famiglie. Nel suo libro, il giornalista, dimostra che non si può parlare di abusivismo, in quanto «i borghi interessati da questa tragedia sono millenari».
L’autore ha dichiarato come «il dissesto idrogeologico interessa la maggior parte del territorio italiano. Le istituzioni, in questo periodo di campagna elettorale, dovrebbero occuparsi per prima cosa della messa in sicurezza del territorio». Infine, Rossellini ha affermato di aver visto «grande dignità e fierezza del popolo messinese che si è dato da fare».
A concludere la serata, l’editore Franco Arcidiaco che ha elogiato il lavoro di Rossellini, il cui libro «fissa la materia e si può consegnare ai posteri come testimonianza».
Quello che sconcerta è che nonostante siano state 40 le vittime, decine i feriti, 800 milioni di euro i danni, migliaia gli sfollati, «le alluvioni nel messinese sono diventate tragedie di serie B, e presto sono state oscurate dai grandi mezzi di comunicazione, dimenticate dal resto dei cittadini italiani», come ha dichiarato lo stesso Rossellini che ha voluto anche evidenziare «le gravi mancanze nel controllo del territorio e nella prevenzione e gli assurdi ritardi nell’erogazione dei finanziamenti previsti per la ricostruzione».
A questo punto una domanda sorge spontanea: perché?
Valentina Raffa
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