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Condofuri (rc), Il COCCO, perchè il "Tiberio Evoli spoliato ed in agonia, possa sopravvivere, oramai gli rimane solo la speranza

Condofuri (RC)- Conferenza  dei servizi?Di sindaci, se ne sono visti ben pochi ( tre), nel centro sociale giovanile“Padre Valerio Rempicci”. Degli altri dieci, nemmeno l’ombra. In onda il solito balletto delle comparse, ma anche il giro di valzer delle figurine. Una passerella sterile ed improduttiva, che non smuoverà nemmeno una pagliuzza. Ha moderato i lavori, il giornalista Gianfranco Marino
MELITO PORTO SALVO (RC) L’OSPEDALE “TIBERIO EVOLI” IN CURA DIMAGRANTE, TRA INCURIA, PIANI DI RIENTRO E SPENDING REVIEW, RISCHIA L’ESTINZIONE, NONOSTANTE LA RICLASSIFICAZIONEEPPURE C’Ế ANCORA QUALCHEDUNO, CHE CREDE NEL MIRACOLO
Incontro-dibattito sul tema “Tiberio Evoli quale futuro?...”contro il Piano Aziendale dell’Asp di Reggio Calabria, che dopo la chiusura del punto nascite, intenderebbe continuare con la proposta di chiusura anche del presidio ambulatoriale di pediatria, organizzato dal Comitato civico Pro Condofuri diretto da Salvatore Tuscano, in collaborazione con il Comitato “Mamme per un futuro, diretto da Paola Spinella. 
Domenico Salvatore












CONDOFURI (Reggio Calabria)-Il Comitato civico Pro Condofuri, diretto da Salvatore Tuscano, in collaborazione con il Comitato “Mamme per un futuro, diretto da Paola Spinella, ha fatto la sua parte. E non può essere tacciato, come altri, di fare vetrina. Di riunioni come questa ne abbiamo viste tante. Anche di sfilate sul Corso Garibaldi, assemblee, cortei e fiaccolate. Ma le cose non solo, non sono cambiate in meglio, bensì, sono peggiorate. Un disastro!Ci tornano in mente le parole dell’ex ministro della Sanità Livia Turco:”Questo nosocomio, è da chiudere su due piedi”. O quelle dei NAS, che comunque, sia pure temporaneamente, chiusero un’ala dell’ospedale. E perfino, quando un oscuro commissariucolo o menegerionzolo di serie B, voleva metterci la museruola, negando l’accesso al perimetro ai paria dell’informazione con il block notes bagnato, la penna rotta o l’inchiostro finito. Ma la schiena dritta; senza l’esortazione di Carlo Azeglio Ciampi o Karol Wojtyla…”Dovete stare al di là delle transenne. Quand’è l’ora vi chiameremo noi, se…sarà il caso”. Domanda: “Ma siamo sicuri che i medici, paramedici, inservienti, personale ausiliario ed amministrativo, abbiano difeso l’ospedale, come avrebbero dovuto, al di là dell’imperativo categorico? Dov’era ‘classe politica’… ma quando mai !?!?!Ed i sindacati, dov’erano, a “Chi l’ha visto?” ? E la società civile, solo ora sta tentando di svegliarsi dal letargo se non dal sonno dell’ignoranza. Ma non chiamatela masnada di cialtroni al soldo del padrone di turno…servi sciocchi, utili idioti. Decine di campagne elettorali, Asl, usl, asp, Comunità Montana, di quartiere e di circoscrizione, comunali, provinciali, regionali, politiche, europee e mai nemmeno un centesimo a favore dell’ospedale. Nemmeno nelle promesse da marinaio. E perché, le lotte fratricide dei ‘baroni della Medicina’? Perché i luminari della Medicina, venivano tormentati. Vessati, stressati, sfibrati, sino al loro allontanamento volontario o coatto? Ed era comodo, prendersela con la ‘ndrangheta. I sindaci di Melito? Guarda caso, erano, sono stati, tutti…dipendenti ospedalieri.

Ogni volta si strappavano i capelli,
si laceravano le vesti, andavano a piedi alla Madonna di Polsi, ma i primari compravano gli attrezzi da lavoro dai…Polacchi; i degenti si portavano le lenzuola e le posate da casa; si compravano le medicine in…Farmacia. Assistenza al malato? Un optional! Quando c’era. Non vi dico amici lettori (perché l’avete visto coi vostri occhi, parlo con i più attempati) dei mozziconi di sigarette, sparsi ovunque; qualcheduno giace là da anni. E le medicine? Ricordate gli articoli di giornale a tutto spiano? E le inchieste de “Il Giornale”. Ed i morti ammazzati a colpi di pistola dentro il reparto? Ed i pestaggi, calci e pugni e botte da orbi? E le inchieste giudiziarie? Le montagne di “carte” sequestrate dalla magistratura? E le condanne, passate in giudicato di medici e paramedici? Se qualche giornalista mezzo coraggioso e mezzo no, (‘pennivendolo, scribacchino e ficcanaso’; se non rompiscatole “buttato” fuori dal consiglio, “perché” faceva le foto ai consiglieri, senza il permesso. “Permesso” di “chi”?) si permettesse di scrivere qualcosa, si ritrovava con la macchina ammaccata o rubata, il fanale rotto, la ruota del motorino tagliata, la lettera anonima, la telefonatina minacciosa, il furto dell’arma. Tutta mia la città. La tela del ragno. Benzina? E’ finita…oppure…deve arrivare l’autobotte…Notizie nei Consigli Comunali?...dopo, ora sono impegnato. Un’intervista? Prima la dobbiamo vedere noi…Purtroppo allora, non c’erano le intercettazioni, le’cimici, e le ‘pulci’.

L’omertà regnava ( e regna ancora) sovrana. L’oscurantismo pre-illuminista, pure. Il Feudalesimo, ammanta le contrade. Abbiamo convissuto per quasi mezzo secolo con primari che non ci concedevano mai un’intervista; sindaci e consiglieri, presidenti di provincia e consiglieri, governatori e consiglieri che ci snobbavano; onorevoli che nemmeno ci c…sindacalisti che c’ignoravano. Era tutto funzionale al sistema; al potere. E per certi versi, lo è ancora. A tutto questo bailamme, ci sono le eccezioni, è ovvio. Medici competenti e scrupolosi, ospedalieri coscienziosi, impiegati operosi ed onesti, dirigenti politically correct, politici capaci. Questa è solo la nostra testimonianza. Nonostante ‘i bravi’ di don Rodrigo, di manzoniana memoria, ci ronzassero intorno con i loro “metodi” torbidi e dissuasori (comprese le telefonate e le lettere nelle redazioni, al caposervizi, al caporedattore o al direttore…”Cacciate questo corrispondente…Non sa scrivere; ma a scuola, per i loro figli “pretendevano” il maestro…con la chitarra), bene o male abbiamo informato i nostri lettori sovrani sull’andazzo generale. In modo speciale sull’andamento dell’ospedale e sull’andatura politica. Era, nostro dovere di cronaca, ben oltre l’imperativo categorico;  lo è, e lo sarà sempre. Tenere le masse povere ed ignoranti, conveniva. E conviene ancora. La presa di coscienza e di responsabilità, può essere pericolosa per i padroni e signorotti; e per i ‘signori borghesi’. Il centro giovanile, intitolato a “Padre Valerio Rempicci” di Condofuri si è riempito anche stasera. Sia per l’importanza dell’argomento (ma non troppo), sia anche perché, il presidente del Comitato Civico Pro Condofuri, Salvatore Tuscano, sta svolgendo un lodevole lavoro di cerniera tra la base del popolo e le istituzioni.

C’è pure un consigliere provinciale, Pierpaolo Zavettieri….Troppa grazia Sant’Antonio! Unico e solo in tutto il Basso Jonio. Consiglieri od assessori regionali? Zero e porto zero, in tutta la Costa Jonica. Stesso discorso per senatori e deputati della Repubblica o sottosegretari (il massimo, concesso ai Calabresi). Europarlamentari? Molta gente rintanata nel suo micro-cosmo, non sa nemmeno che cosa siano. Il vicesindaco Giulia Naimo, si lamenta della mancata istituzione del Reparto di Rianimazione, che sarebbe stata la panacea di tutti i mali. Eppure, se la memoria non c’inganni (memoria minuitur nisi eam exerceas), il detto reparto era stato pianificato, programmato, progettato, finanziato, appaltato e realizzato. Ma sì, proprio a Melito. E precisamente nei locali, dove ora alloggia il Pronto Soccorso. Meno male! Perché il vecchio, fatiscente, cadente P.S., gravato dalla “stanza degli orrori”, non rispondeva più a nessun parametro e rischiava (con la minacciata chiusura al di là di Livia Turco e dei NAS) di fa chiudere i battenti, a tutto l’ospedale. I macchinari, costati allo Stato ed al contribuente, fior di miliardi, rimasero negli scantinati ad impolverarsi, sino a diventare obsoleti e superati; se non da rottamare. Erano stati nominati dopo regolare concorso, si fa per dire, finanche medici ed infermieri da destinare al Reparto in questione.

Ma c’è di più. Il Governatore Giuseppe Scopelliti (incautamente) lo ripropose alla città di Melito ed  ai Melitesi stipati come le sardine in scatola, presso la “Sala Azzurra dell’ex Casa Mandamentale di via del Fortino, nella sua prima uscita istituzionale nella cittadina di Mandalari e Minicuci. Ma i cittadini rifiutarono. A loro interessava solamente il punta nascite. Dopo di che persero l’una e l’altra occasione. Queste verità le fanno dire a noi, a posteriori, Anzi il solito spudorato menzognero sostiene pure, che non sia vero. Un’invenzione giornalistica. E noooo!Stavolta ti freghiamo noi. Abbiamo il videooo!  Oltre all’articolo. Scripta manent, verba volant. Zavettieri si lamenta della diversità di trattamento tra figli (Gioia Tauro, tre strutture complesse) e figliastri (Melito Porto Salvo, una sola). Il “Govanni XXIII°’ ed il ‘Tiberio Evoli’ sono entrambi ospedali generali (senza esercito). Ma il sindacalista Aurelio Monti, sibila…corsi, ricorsi, concorsi passerelle e vetrine. Popolooo, svegliatiiiiiiiiiii! Prendi coscienza e responsabilità. Parole di speranza ha pronunziato l’ex sindaco di Roghudi, Lorenzo Stelitano. Qualcheduno ha pure minacciato di consegnare i certificati elettorali. Qualche altro, in ultima ratio, il blocco stradale o ferroviario. E Mina, cantò…”Parole, parole, parole, soltanto parole…” Belle, giuste, perentorie, sacrosante, efficaci, roboanti, splendide e meravigliose…parole, che lasciano il tempo che trovano. Domenico Salvatore

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