Anche questa volta il Cis, Centro Internazionale Scrittori, è riuscito ad organizzare una serata all’insegna della cultura.
Reggio Calabria 2 febbraio 2013 - È stato presentato ieri sera, presso la libreria Culture di Reggio Calabria, il libro “Come un equilibrista sul filo” Città del Sole Edizioni, del medico psicologa e psicoterapeuta Elisabetta Felletti. Il libro altro non è che una raccolta di ventitré brani, che hanno per titolo il nome di ogni protagonista, che narra le vicende di uomini e donne, che hanno affrontato diversi problemi, quali: la tossicodipendenza, l’anoressia, la bulimia, la dipendenza da droghe, che sebbene si tratti di diverse patologie, tutti questi pazienti sono accumunati dalla sofferenza. L’autrice è riuscita a rappresentare un universo complesso e variegato, descrivendo bene il rapporto che si instaura tra il terapeuta ed il paziente.
A dare il via alla serata Loreley Rosita Borruto, presidente del Cis, che ha elogiato la Felletti, affermando come «questo libro descrive la sofferenza, dove ognuno poi ritrova l’ombra perduta, la presenza dell’ombra indica la presenza della luce».
A presentare la parte tecnica del libro è stato Elio
Stellitano, Direttore Unità Operativa Complessa di Medicina Interna presso l’ospedale
di Melito Porto Salvo, che è anche poeta, il quale ha ripreso le parole della
prefazione di Alessandro Meluzzi, per descrivere il libro; libro che «coinvolge
il lettore in un succedersi incalzante di avvenimenti, dove non viene trattato
il mero caso clinico». Stellitano ha sottolineato come il libro sia costituito
da racconti brevi «la cui vera essenza di ogni racconto è un cortometraggio»
per «la fluidità e chiarezza del linguaggio». L’equilibrista è il terapeuta,
che ha il compito di aiutare il paziente, ma allo stesso tempo non è immune
alle emozioni ecco che deve lavorare per aiutare il paziente e cercare di non
cadere dal filo, «il libro corre sul filo delle emozioni dal paziente al
terapeuta».
Anche Pino Rotta, sociologo e Direttore dell’Helios Magazine, ha ribadito come questo libro sia di «gradevole lettura», in cui vi è «profondità dei sentimenti, compassione che l’autrice prova nei confronti delle storie, delle vite raccontate in questo libro. Il libro è il risultato non soltanto del lavoro del terapeuta, ma soprattutto del coinvolgimento professionale».
«Quando è arrivata Elisabetta abbiamo visto in lei un’ancora
di salvezza, dato il periodo di crisi che sta vivendo l’azienda», con queste
parole invece si è espresso Franco Arcidiaco, editore de la Città del Sole, che
ha elogiato la Felletti per le sue grandi capacità non solo di psicologa, ma
anche di scrittrice «Elisabetta ci ha presentato un lavoro completo,
talentuoso, ecco perché sta avendo un grande successo».
Nicola Petrolino, critico ed esperto di cinema, responsabile della sezione cinema del Cis della Calabria, è rimasto colpito dalla tecnica della narrazione del libro, quasi come se il lettore vivesse le storie come se fossero un film.
Ogni intervento è stato intervallato dalla lettura di alcuni
brani tratti dal libro, interpretati dagli attori Basilio Musolino e Giulia
Squillaci, accompagnati da un sottofondo musicale eseguito da Domenico
Buccarelli.
Dopo gli interventi dal pubblico, che sono stati numerosi, ha concluso l’incontro Elisabetta Felletti, che ha parlato del libro, ma soprattutto della relazione che intercorre tra psicoterapeuta e paziente: «il senso del libro è l’incontro con l’altro, tra due esseri umani. Un incontro di partecipazione emotiva. Questo libro è stato un percorso di crescita iniziato sette anni fa con la stesura del primo brano. Come un puzzle è poi nato questo libro. Il percorso di ognuno di questi protagonisti, è uno scambio umano e soprattutto vicendevole, non è solo dare, anche io ho ricevuto molto dai miei pazienti».
Il libro di Elisabetta Felletti è l’esempio di come in fondo
al tunnel c’è sempre la luce.
Valentina Raffa
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