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| Il procuratore aggiunto di Reggio Calabria Michele Prestipino. |
Reggio Calabria 8 Gennaio 2013. «Negli anni abbiamo arrestato professionisti, medici, appartenenti alle forze dell'ordine. Questo dimostra la capacità della 'ndrangheta di stare all'interno della società e oggi anche di inserirsi all'interno dei processi».
Secondo il procuratore aggiunto di Reggio Calabria Michele Prestipino, che ha seguito le indagini che hanno portato all'arresto del consulente Roberto Crocitta insieme ai colleghi Alessandra Cerreti e Giovanni Musarò, la 'Ndrangheta «teme i sequestri di beni, le confische e teme i processi e le condanne che hanno indebolito la sua struttura». La considerazione del magistrato sul coinvolgimento della cosiddetta area grigia è che «questa vicenda possa indurre qualcuno a una riflessione.
Oggi non conviene colludere, cedere alle lusinghe della 'ndrangheta». Prestipino ha sottolineato che quella relativa al consulente infedele «non è stata una decisione presa a cuor leggero ma ha pesato la sistematicità della condotta». «Le parti in un processo - ha affermato ancora- hanno il dovere di lealtà. Questo comportamento non rende un buon servizio nemmeno al diritto di difesa».

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