Melito Porto Salvo, "Buon Natale, albero, presepio" e ville bruciate, come quella del tecnico comunale ingegnere Franco Maisano
Nel rione di Pilati, sulla ex statale jonica 106, ieri sera poco dopo le ore diciotto. Immediato l’allarme. Sul posto i Carabinieri della locale Compagnia diretta dal capitano Gennaro Cascone che coordina il lavoro del comandante della stazione Andrea ScarpinoMELITO PORTO SALVO (RC), AL ROGO LA VILLA AL MARE DELL’INGEGNERE FRANCESCO MAISANO, DIRIGENTE DELLUFFICIO TECNICO DEL COMUNE
Apprendiamo la triste notizia, relata refero, ma nessun sindaco, assessore o consigliere, segretario di partito, sindacalista od altro addetto ai lavori, ha inteso comunicarci alcunché. Il giornale è di tutti i lettori, lo abbiamo detto e ribadito. Non è una nostra proprietà privata
Domenico Salvatore
![]() |
| Ingegnere Franco Maisano |
Il più grosso centro fra Reggio Calabria e Locri. L’ingegnere Francesco Maisano, sposato, tecnico comunale da diversi anni e confermato anche in questa consiliatura è un professionista serio, scrupoloso, preciso, dinamico, acculturato e sino a prova contraria, incorrotto. Non ha nessun legame con le organizzazione criminali, che operano sul territorio ad alta densità mafiosa. A sfogliare le cronache, vi si legge e si parla, di taniche di benzina che sarebbero state ritrovate sul posto dell’incendio. Pare che sul posto, siano intervenuti i Carabinieri della locale stazione diretta dal maresciallo Andrea Scarpino; e della Compagnia, tutti al comando del capitano Gennaro Cascone. Oltre s’intende, ai Vigili del Fuoco di Melito, distaccamento di Reggio Calabria. Qualche assessore e consigliere, se non segretario di partito c’era pure. Ma a noi, non è arrivata notizia alcuna. Abbiamo fatto il miracolo di Maometto…se Maometto non andrà alla montagna e siamo andati a sentire almeno un amministratore. Precisamente il vicesindaco dottor Annunziato Nastasi, “Tito” per gli amici; persona disponibile, popolare ed umile: “Siamo angosciati, sbalorditi, agitati e preoccupati per il vile gesto che condanniamo su due piedi Qualunque possa essere stato il movente. Esprimiamo la solidarietà al nostro tecnico comunale ed alla famiglia. L’esecutivo si muoverà nelle prossime ore”. Abbiamo tentato di contattare anche gli organi inquirenti ma senza fortuna. I nostri lettori on line, non possono aspettare giorni, per sapere le notizie. Compatibilmente col segreto istruttorio, che abbiamo sempre rispettato per carità.
Il nostro lavoro è basato sulla velocità. L’ingegnere Francesco Maisano è persona di dominio pubblico, stimata e benvoluta; dotata di professionalità competenza ed esperienza. Un fatto di inaudita gravità, che non può passare in secondo piano o peggio, ”ghettizzato” con un colonnino o due; se non con un trafiletto a piè di pagina. La notizia andava “sparata” in prima pagina, con titolo d’apertura su nove colonne, corredata di fotografie. Prefettura e Questura, sono già al corrente. Il Ministero degl’Interni, comunque vorrebbe un quadro giornaliero, anche se non succedesse mai niente; figurarsi, quando il fatto ci sia; ed anche abbastanza grosso ed inquietante. Gl’inquirenti, coordinati dal colonnello Lorenzo Falferi, comandante provinciale, sono già all’opera, per identificare gli esecutori materiali del vile gesto e risalire ai mandanti e di converso al movente. In questi casi le indagini si muovono a 360 gradi. È lapalissiano, che la villa, non si sia incendiata da sola. Niente autocombustione. Qualcheduno ha innaffiato ben bene e poi ha appiccato il fuoco. Un tempo i Vigili del Fuoco avevano la loro sede proprio a Pilati, a pochi metri dal luogo del rogo.
Nel qual caso, i danni, sarebbero stati limitati. Nei commenti che s’intrecciano di qua e di là, la domanda più gettonata è: “Perché?” lui e “perché “ proprio sotto Natale. Ancora è presto per capire, se sia stata la mafia, oppure un gesto sconsiderato di qualche ‘scheggia impazzita’ o cane sciolto, che comunque andrebbe ad assumersi un rischio enorme. La ‘cosca’ egemone sul territorio, non gradisce invasioni di campo, ingerenze esterne od intrusioni di sorta. Come le cronache abbiano chiarito. La ferale notizia, ha raggiunto anche i dintorni di Melito, cittadina che è diventata la piccola capitale del Basso Jonio reggino; ed ha destato scalpore, risonanza e vasta eco. Il cittadino medio, guarda attonito, esterrefatto, allibito e confuso e non sa che pesce pigliare. L’Ufficio Tecnico di ogni comune è il centro motore dell’ente locale. Non sfugge a nessuno, che negli ultimi tempi a Melito, ci sia un certo fermento. A parte i numerosi scioperi (Afor, Comunità Montana, Rinascita, dipendenti comunali o scolari delle scuole superiori ecc.). Il comprensorio Melitese, è uno hinterland, non più turbolento di tante altri; comunque, quasi sempre alla ribalta della cronaca. Per omicidi, rapine, scippi e furti, atti vandalici, gesti intimidatori, sparatine, bombe e bombette, spedizioni punitive, macchine bruciate e così via.
I ben numerosi processi per associazione a delinquere di stampo mafioso, traffico di droga e di armi, rakett delle estorsioni, mano d’opera clandestina, hanno chiarito l’aria che tiri da queste parti, a prescindere da ogni ragionevole dubbio. Vita difficile per i tecnici comunali. Va be’ che Melito non sia stata mai un’isola felice. Altri dirigente dell’UTC come Logorelli, a suo tempo passarono i loro brutti quarti d’ora e guai. Essere onesti e leali, amanti della trasparenza e della legalità, evidentemente è un…lusso che non possono permettersi. Sebbene sindaci, vicesindaci, assessori e consiglieri, candidati a sindaco o ex sindaci, segretari dei partiti abbiano ricevuto fucilate, bruciatine di macchine, ruote squarciate, finestre divelte, sparatine, telefonate e lettere anonime, minacce e così via.
Domenico Salvatore

0 Commenti