CONSUNTIVO
ANNO 2012 DELL’ATTIVITA’ SVOLTA DAL CENTRO OPERATIVO D.I.A. DI REGGIO
CALABRIA
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L’attività del Centro Operativo D.I.A. di Reggio Calabria nell’anno
in corso si è imperniata sui versanti operativi concernenti le “Investigazioni
giudiziarie” da un lato e le “Investigazioni preventive” dall’altro. Le prime, afferenti le attività di polizia
giudiziaria in senso stretto (indagini tecniche, appostamenti, pedinamenti
ect), le seconde finalizzate al contrasto degli enormi patrimoni acquisiti
illecitamente dalla ’ndrangheta.
Ed è proprio sull’aggressione ai capitali accumulati dalla
‘ndrangheta, fonte di profonde distorsioni del mercato e di alterazione dei
normali processi afferenti la libera concorrenza, che si è concentrata
l’attività di questo Centro, che ha conseguito, per il 2012, brillanti risultati,
unanimamente apprezzati a livello sia locale che nazionale.
Nel campo delle aggressioni
ai patrimoni della ‘ndrangheta sono stati effettuati 7 sequestri beni per un valore complessivo di 281.001.300,00 euro., mentre
sono state eseguite 6 confische beni,
per un valore complessivo pari a 146.230.000,00 euro.
Tra i sequestri di
beni di maggior rilevo si segnalano:
-
in data 22.02.2012
quello a carico di CRUCITTI Santo, cl.
1963, esponente di spicco dell'omonima consorteria, attiva nei quartieri di
Condera - Pietrastorta di questa città. Il CRUCITTI è stato di recente
coinvolto nel procedimento penale "PIETRASTORTA", del 2005, nel quale
è stato condannato, in data 08.02.2010, a 6 anni e 8 mesi di reclusione per
associazione mafiosa e nel procedimento penale "RACCORDO",
dell'aprile 2011, nell'ambito del quale è stato colpito da fermo della locale
Procura e successivamente da OCC del locale GIP, per associazione mafiosa e
fittizia intestazione di beni, aggravata dall'art. 7 L. 203/91.
Successivamente, in data
01.11.2011, è stato colpito da ennesima OCC per bancarotta ed intestazione
fittizia di beni, aggravata dall'aver agevolato un’associazione mafiosa.
Il sequestro ha colpito il capitale sociale ed il patrimonio aziendale
di 3 società, quote di capitale di una società e 3 immobili, per un valore stimato in 12 milioni di euro;
-
in data 30.04.0212,
quello eseguito, su provvedimento del Tribunale di Torino, a carico dei
fratelli Vincenzo e Massimo VERTERANO,
originari della fascia ionica del reggino, il primo condannato per associazione
di stampo mafioso e traffico di stupefacenti e titolari
entrambi di un complesso dei beni
mobili ed immobili e dei beni aziendali sproporzionato in relazione agli esigui
redditi dichiarati.
Il valore dei beni sequestrati
ammonta a 10 milioni di euro.
-
in data 21.05.2012, quello eseguito nei confronti di QUATTRONE Francesco Gregorio, cl. 1957, già tratto in arresto per associazione di
stampo mafioso, nell’ambito dell’operazione “ENTOURAGE”, condotta da questo
Centro Operativo, in data 17.11.2010.
Il valore dei beni sequestrati ammonta a circa 20 milioni di euro e comprende
diverse strutture alberghiere e di ristorazione (ristoranti L’Arca di Yole e
Luxure Ridge e pizzeria Unicità).
-
in data 20.06.2012
quello eseguito, su provvedimento del Tribunale di Roma, nei confronti di MARCACCINI Federico, cl. 1977 (al
quale sono stati confiscati beni per un valore di 110 milioni di euro) per un valore di 5 milioni di euro;
-
in data 23.10.2012,
quello eseguito, unitamente a personale della G.d.F. e dell’Arma dei
Carabinieri, carico dei noti imprenditori reggini SICLARI Pietro, cl. 1947 e RAPPOCCIO
Pasquale, cl. 1956.
Nell’ambito delle investigazioni tecniche
condotte da questo C.O. nell’ambito dell’operazione “ENTOURAGE”, il SICLARI
Pietro, imprenditore nei settori edilizio - immobiliare ed alberghiero, era
emerso quale soggetto economico in grado di interloquire trasversalmente con
diverse delle più potenti famiglie di 'ndrangheta operanti sul territorio
reggino (cosche LIBRI di Reggio Calabria, ALVARO di Sinopoli e BARBARO di
Platì). Il SICLARI veniva tratto in arresto in data 17.11.2010 da personale di
questo Centro. Il RAPPOCCIO,
imprenditore nei settori delle forniture medicali ed alberghiero, veniva tratto
in arresto dall’Arma dei Carabinieri nell’operazione “REGGIO NORD”, per intestazione fittizia di beni aggravata dalle modalità
mafiose, ed è stato indagato in diversi procedimenti penali per truffa, abuso
di ufficio e turbata libertà di incanti. Nella stessa operazione è stato
altresì colpito da OCC anche il SICLARI, suo partner in diverse attività
imprenditoriali.
Il
valore dei beni colpiti dal provvedimento ablativo ammonta a circa 234 milioni di euro.
Il Tribunale Sez - M.P. di Reggio
Calabria evidenziava l’apporto decisivo
ai fini del suddetto servizio delle risultanze delle operazioni ENTOURAGE e
VOLLEY svolte entrambe da questo Centro Operativo.
Nell’ambito
delle confische si segnalano
le seguenti:
- in data 27.04.2012,
quella eseguita a carico di STILO
Francesco, cl. 1955, genero del
noto capocosca MORABITO Giuseppe, alias ”u Tiradrittu”. STILO è stato coinvolto nell’anno 2008 nell’operazione “BELLU
LAVURU” e condannato a 7 anni di reclusione.
Il
valore dei beni confiscati ammonta a 2 milioni di euro;
- in data 22
giugno e 29 ottobre 2012, quella eseguita, su decreti emessi dal
Tribunale di Roma - Sezione MP- a carico di MARCACCINI Federico, cl. 1977, imprenditore romano operante nel
settore immobiliare, ambientale e del commercio di autovetture, già
destinatario, nel 2011, di provvedimento di sequestro, operato da questa
struttura e tratto in arresto, nel 2010 per traffico internazionale di
stupefacenti dell’operazione “OVERLOADING” della DDA di Catanzaro e
successivamente arrestato nel 2011 per associazione a delinquere finalizzata
all’abusivo esercizio di attività finanziaria nonché per falso, truffa ed
emissione di fatture per operazioni inesistenti.
Il
valore complessivo dei beni confiscati ammonta a 115 milioni di euro. Tra i
beni colpiti una quarantina di società
tutte di capitali e numerosi immobili di pregio tra cui il teatro GHIONE a Roma,
nonché ville e palazzi nelle zone centrali della capitale
- in
data 29.06.2012, quella
eseguita a carico di MAURO Mario
Domenico, cl. 1959, per un valore complessivo di 800.000 euro;
- in
data 03.07.2012, quella
eseguita in Gioia Tauro (RC), nei confronti di PRINCI Natale, cl. 1966 e degli eredi di PRINCI Antonino, cl. 1963, morto il 7 maggio 2008, a seguito delle
ferite riportate in un attentato dinamitardo di chiara matrice mafiosa, nel
quale veniva fatta esplodere la sua autovettura. Quest’ultimo, genero di
Domenico RUGOLO, di Oppido Mamertina (RC), imprenditore nei settori
dell’abbigliamento ed in quello sportivo era stato coinvolto nel maggio 2008
nell’ambito dell’operazione “SALINE”, condotta dal Centro Operativo DIA di
Reggio Calabria.
Il
valore dei beni confiscati ammonta a 28 milioni di euro.
Ulteriori misure ablative sono state eseguite in
applicazione dell’art. 12 sexies Legge
256792, per le quali si segnala l’esecuzione di 4 provvedimenti di confisca beni ed uno di sequestro per un totale complessivo
pari a circa 1.250.000,00 euro.
Nell’ambito dell’attività
di polizia giudiziaria, tra i risultati di maggiore spessore si segnalano
i seguenti:
- in data 16.02.2012, in Reggio Calabria, si dava
esecuzione a 3 OCC nell'ambito
dell'operazione "COSMOS" a
carico di esponenti della cosca LIBRI,
tra cui il capo cosca Pasquale LIBRI
per associazione di stampo mafioso, estorsione aggravata ed illecita
concorrenza aggravata.
L'indagine ha permesso di accertare la
consumazione di una serie di atti intimidatori e di danneggiamento ai danni del
cantiere della ditta Bentini, per la costruzione del nuovo palazzo di
giustizia, allo scopo di attuare l’infiltrazione della cosca nei proventi
collegati ai lavori di realizzazione dell’opera, mediante l’imposizione
dell’assunzione di maestranze e della forniture di beni e servizi necessari per
l’espletamento dei lavori, tra cui quello della ristorazione per gli impiegati
e gli operai della ditta, nonché di tutte le imprese sub-appaltatrici dei
lavori, fornita dal bar di uno degli arrestati.
Nel
corso dell'operazione sono stati sottoposti a sequestro preventivo beni per un
valore di circa 1,3 milioni di euro;
- in
data 24.04.2012, nell’ambito
dell’operazione “BREAKFAST”, personale di questo Centro Operativo ha proceduto, in
Milano, Padova e Genova ad una serie di
perquisizioni locali, disposte dalla DDA di Reggio Calabria – P.M. dott.
Giuseppe Lombardo, nei confronti del tesoriere della Lega, Francesco BELSITO, dell’imprenditore Stefano BONET, dell’avvocato Bruno
MAFRICI, di Romolo GIRARDELLI e
del promotore finanziario Paolo SCALA,
tutti indagati in questo procedimento,
per riciclaggio, aggravato dall’art 7
L. 203/91 per la
contiguità del Girardelli con la cosca DE STEFANO.
Le operazioni di p.g. in parola hanno
determinato un terremoto politico che ha coinvolto i vertici della Lega, primo
fra tutti il segretario nazionale sen. Umberto BOSSI, che anche a seguito di
tali vicende ha rassegnato le dimissioni dall’incarico, a seguito del clamore
mediatico e del coinvolgimento dei propri figli nei fatti in parola e dell’espulsione del tesoriere BELSITO, per
l’investimento di oltre 5 milioni di euro a Cipro ed in Tanzania di fondi
attribuiti alla Lega a titolo di rimborsi elettorali.
- in data 31.07.2012, nel corso dell’operazione “ASSENZIO” condotta da questo Centro Operativo venivano eseguite 4 OCC. L’indagine ha permesso di
evidenziare l’esistenza di un’associazione per delinquere, finalizzata alla
truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, evidenziando
come il noto imprenditore SURACI
Domenico Giovanni, detto "Dominique", fosse riuscito ad inserirsi
nel settore commerciale della grande distribuzione, commettendo, unitamente
agli altri indagati, una serie di reati tra i quali false attestazioni,
emissioni ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti. Le investigazioni,
coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, hanno
accertato che SURACI Domenico Giovanni ha favorito gli interessi economici
della ‘ndrangheta, perché - quale
dominus di fatto della S.G.S. S.r.l., titolare di sei punti vendita dei
supermercati a marchio SMA siti in Reggio Calabria e provincia - ha
stipulato contratti di fornitura di beni e/o servizi con imprese, ditte e/o
società riconducibili alle singole cosche ed in particolare DE STEFANO-TEGANO,
CARIDI-BORGHETTO-ZINDATO, LO GIUDICE, CONDELLO, ROSMINI e LABATE.
Nel corso dell'operazione sono stati sottoposti a sequestro beni per un
valore di 130 milioni di euro.
Nel corso di ulteriori attività sono state deferite alla
competente A.G., nell’ambito di 5
distinte C.N.R. un totale di 30 soggetti
a vario titolo responsabili di associazione per delinquere finalizzata alla
commissione di reati fiscali, intestazione fittizia di beni, falso ideologico,
riciclaggio, favoreggiamento reale, violazione della normativa sulla privacy,
accesso abusivo a sistema informatico – telematico, rapina in concorso,
evasione imposte e peculato.
Nell’ambito delle attività del Gruppo Interforze costituito
presso la locale Prefettura e partecipato da personale di questo Centro
Operativo, sono stati eseguiti:
•
in data 21.02.2012, in Reggio Calabria,
un accesso presso il cantiere finalizzato alla realizzazione dei lavori di
ampliamento dell’area uffici dell’aeroporto dello Stretto “Tito Minniti”
(attività completata);
•
in data 27.03.2012, un accesso pressi i
cantieri della ditta “RC – Scilla S.c.p.a.”, aggiudicataria dei lavori di
ammodernamento del VI° Macrolotto dell’autostrada A3 Salerno – Reggio
Calabria, nel tratto compreso tra gli svincoli di Scilla e Campo Calabro,
al fine di svolgere accertamenti sulle attività dell’imprese aggiudicatarie e
di acquisire ogni altra notizia utile
per l’individuazione di eventuali collegamenti con la criminalità
organizzata (attività in corso);
•
in data 26.06.2012, in Siderno e Locri
veniva eseguito un accesso presso i cantieri del 1° Maxilotto della
società ARGI Spa, aggiudicataria dei lavori di ammodernamento della SS.
106, nel tratto compreso tra Ardore (RC) e Marina di Gioiosa Jonica (RC) (attività
in corso);
•
in data 28.11.2012, in San Luca (RC), località Polsi, veniva eseguito un accesso
presso il cantiere della società “Nisca
S.r.l.”, aggiudicataria dei lavori di realizzazione della “Casa della cultura e della legalità” (attività
completata).
I suddetti servizi testimoniano l’incessante attività
portata avanti dagli uomini di questo Centro con altissima professionalità ed
ammirevole spirito di sacrificio ed abnegazione i quali hanno mirabilmente
posto in pratica le direttive dell’Autorità Giudiziaria in sinergica
collaborazione anche con le altre forze di polizia locali.

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