Reggio Calabria – FERMATI GLI SCAFISTI
ED I MEMBRI DELL’EQUIPAGGIO DEL
PESCHERECCIO TURCO CARICO DI IMMIGRATI CLANDESTINI.
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Un peschereccio battente
bandiera turca partito dal porto di Istanbul nella notte di domenica scorsa con
a bordo oltre 170 immigrati clandestini è stato intercettato da due
pattugliatori veloci ed un elicottero della Stazione Navale di Manovra della
Guardia di Finanza di Messina, supportati da un aereo ATR 42 in assetto M.P.A
(Maritime Patrol Aircraft) del Gruppo Esplorazione Aeromarittima di Pratica di
Mare, a 9 miglia dalla costa di Melito Porto
Salvo (RC).
I finanzieri effettuato
l’abbordaggio dell’imbarcazione prendevano il comando della stessa, e dopo
avere isolato parte dei presunti membri dell’equipaggio conducevano il
peschereccio al porto di Reggio Calabria. Complessivamente venivano sbarcati
grazie all’apporto dei baschi verdi del Nucleo Operativo pronto Impiego del
Gruppo Guardia di Finanza di Reggio Calabria, del personale della Polizia di
Stato e delle altre forze di polizia intervenute, complessivamente 162
immigrati tra cui anche 34 bambini e 25 donne di cui una in stato di gravidanza.
Gli sfortunati “passeggeri” del peschereccio turco, ammassati a bordo in
condizioni degradanti e disumane, erano in navigazione da oltre 6 giorni.
Esausti e fortemente
provati, dopo il lungo viaggio intrapreso in mare in pericolo di vita, immediatamente
sono stati soccorsi dal personale medico intervenuto e dalle forze di polizia
presenti e rapidamente trasportati presso la struttura recettiva “Scatolone”
individuata dalla Prefettura di Reggio Calabria.
Oltre ai 162 immigrati, i
finanzieri del Nucleo Operativo Pronto Impiego del Gruppo della Guardia di
Finanza, provvedevano ad isolare i
presunti membri dell’equipaggio che, fatti sbarcare per ultimi, venivano condotti
in caserma per essere sottoposti ad ulteriori accertamenti.
I finanzieri ed i poliziotti
avviavano una complessa attività
investigativa finalizzata a raccogliere ogni possibile elemento di
riscontro per individuare le responsabilità degli scafisti e degli altri membri
dell’equipaggio.
Le indagini dei finanzieri
del Gruppo e dei poliziotti della Squadra Mobile, condotte dal Pubblico
Ministero dott.ssa Sara AMERIO e dirette dal Procuratore Aggiunto dott. Michele
GIARRITTA PRESTIPINO, hanno permesso di accertare il coinvolgimento dei 10
soggetti fermati quali membri dell’equipaggio del peschereccio che, in concorso
tra loro, hanno condotto dalla Turchia ed introdotto illegalmente nel
territorio dello Stato Italiano in 162 extracomunitari di origine
prevalentemente afghana e palestinese esponendoli a pericolo di vita e
sottoponendoli, durante il viaggio, ad un trattamento inumano e degradante.
In particolare, dai
riscontri delle immagini scattate e dei video girati dai finanzieri all’atto
dell’abbordaggio e dalle numerose testimonianze assunte in atti dagli altri
immigrati presso la struttura di accoglienza, si è riusciti ad individuare gli
scafisti dell’imbarcazione identificati nel cittadino azero AHAMED Mahmudou,
classe 1981 e nel cittadino iracheno AHMAD Maryvan, classe 1985, entrambi, tra
l’altro, sorpresi ad allontanarsi velocemente dalla plancia di comando al momento dell’irruzione
dei finanzieri tentando di confondersi con i migranti.
I rimanenti 6 membri
dell’equipaggio, di nazionalità
irachena, iraniana ed afghana, hanno, invece, coadiuvato gli scafisti a vario
titolo e con precise mansioni a bordo garantendo l’ordine e la “disciplina” dei
trasportati e provvedendo alla saltuaria distribuzione di viveri ed acqua.
Gli sfortunati passeggeri,
così come accertato in atti, avrebbero inoltre corrisposto agli scafisti per il
viaggio un compenso di circa 5.000 – 6.000 dollari per persona; un lucroso
affare di oltre 1.000.000 di dollari per l’organizzazione criminale. Il
peschereccio è stato sottoposto a sequestro dai finanzieri del Gruppo e della
Sezione Operativa Navale di Reggio Calabria.
Alle attività di indagine ha
partecipato anche ulteriore personale della Polizia di Stato della Questura di
Reggio Calabria che ha fornito ausilio alle operazioni di riconoscimento degli
immigrati e alla raccolta delle testimonianze presso il centro di accoglienza.
Su disposizione del
Procuratore Aggiunto dott. Michele Prestipino Giarritta e del P.M. dott.ssa Sara AMERIO venivano
eseguiti dai baschi verdi del Gruppo della Guardia di Finanza di Reggio Calabria
e dal personale della Squadra Mobile della Questura di Reggio Calabria nr. 8
provvedimenti di fermo di indiziato con traduzione in carcere di Reggio
Calabria nei confronti di Ahamed Mahmudou
nato in Azerbaijan il 31.01.1981, Ahamad Maryvan nato in Iraq il
01.11.1985, Rafia Mashaali nato in Iraq il 30.06.1993, Haydari Jallat nato in Iran
06.09.1987, Abdollah Jabar Ahmad nato in Iraq il 22.06.1992, Armand
Mohammad Reza nato in Iran il 22.05.1975, Jhanizada Ruhid nato in Afganistan il
22.04.1991 e Zabeehullah Muhammad nato in Afganistan il 01.01.1980 resisi
responsabili in concorso dei reati di favoreggiamento ed introduzione illegale
nel territorio dello Stato italiano di immigrati clandestini con le aggravanti
di aver esposto adulti e bambini a grave pericolo di vita sottoponendoli ad un
trattamento inumano e degradante.
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