La parabola dell'ex pm de Magistris fa una tristezza infinita. Partito
per combattere "una nuova e più potente P2 che controlla il Paese"
(clicca per leggere
http://www.corriere.it/politica/09_marzo_10/magistris_archivio_genchi_44aaf080-0dad-11de-82af-00144f02aabc.shtml),
de Magistris si è gradualmente trasformato in un politicante da
operetta. Ai tempi dell'inchiesta"Why Not", l'attuale sindaco di
Napoli denunciava complotti trasversali finalizzati all'insabbiamento
di una inchiesta scomoda e potenzialmente dirompente. Attaccato da
tutti i partiti, da tutti i giornali, colpito dal Csm che esprimeva
Nicola Mancino come vice di Napolitano, de Magistris decise di
proseguire la battaglia contro "o' sistema" con altri mezzi. Basta
toga, via con la politica. In una struggente lettera pubblicata sulle
pagine del Fatto Quotidiano, l'ex pm puntava il dito contro
Napolitano, colpevole di non avere mosso un dito per garantire
l'indipendenza della magistratura contro i soliti condizionamenti "dei
poteri forti" (clicca per leggere
http://www.ilmoralista.it/2011/06/29/che-cosa-e-cambiato/). Accolto a
braccia aperte dalla banda Grillo-Casaleggio, de Magistris ottenne
alle elezioni europee del 2009 un risultato straordinario. Un mare di
preferenze, da nord a sud, testimoniavano pratica solidarietà all'uomo
che, contro tutto e tutti, aveva osato sfidare, tra indicibili
sofferenze, il mostro "neopiduista" che infesta l'Italia.
L'Europarlamento però, in genere cimitero per elefanti a fine
carriera, stava fin da subito molto stretto al promettente "statista"
che, non per caso, alla prima occasione utile pensò bene di mollare "i
cavolini di Bruxelles" per tentare con successo di conquistare Napoli.
La scelta, incoerente rispetto alle promesse della prima ora, gli
costò una decisa tirata d'orecchie da parte di Beppe Grillo che, dalle
pagine del suo blog, certificò nel suo stile la fine del giovane e
inglorioso sodalizio (clicca per leggere
http://www.beppegrillo.it/2011/03/comprereste_un.html). "Una scelta di
cuore", spiegò il neosindaco. E, si sa , al cuore non si comanda. Ma
de Magistris, come tanti nati sotto il segno dei Gemelli, non riesce
mai a trovare pace. Una ne fa e cento ne pensa. Ora, probabilmente
infastidito dall'incredibile successo del Movimento 5 Stelle
frettolosamente abbandonato, de Magistris si sente pronto per tentare
l'avventura nazionale. Il suo "movimento arancione" già scalda i
motori. Speriamo che, nonostante la scelta del colore riporti alla
mente la più famosa "rivoluzione" avvenuta in Ucraina sul finire del
2004, de Magistris abbia più fortuna di Iulia Timoshenko . Dopo avere
troncato i rapporti con Genchi, Forleo, Vulpio e Grillo, pronto ad
archiviare un Di Pietro sempre più all'angolo, de Magistris può
finalmente liberare senza lacci tutto il suo potenziale. Se poi,
strada facendo, ritrova pure la "vecchia P2 che infesta il Paese"
scoperta gloriosamente ai tempi di Catanzaro, ci faccia un fischio.
Francesco Toscano

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