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Vendola, con una condanna mi sarei ritirato dalla politica

VENDOLA: CON UNA CONDANNA MI SAREI CONGEDATO DA POLITICA  - Bari, 31 ottobre 2012 - "Silvio Berlusconi a fronte di una sentenza di condanna per frode fiscale, per uno dei reati piu' infamanti che possano esistere, annuncia il ritorno sulla scena pubblica. Per me l'eventualita' di una condanna in concorso in abuso d'ufficio era sufficiente per congedarmi dalla scena pubblica". Un'affermazione quella del presidente della Regione Puglia e leader di Sinistra Ecologia (Sel) e Liberta', Nichi Vendola, pronunciata nel corso di un'affollatissima conferenza stampa convocata d'urgenza nella sede della Presidenza regionale pugliese, dopo aver appreso della sentenza con cui il Gup del tribunale di Bari, Susanna De Felice, lo ha assolto dall'accusa di abuso d'ufficio perche' il fatto non sussiste. Per Vendola, come riferisce ai giornalisti, si tratta di un a sorta di "codice Berlusconi" e di un "codice Vendola" per poi affermare di aver cercato sempre di difendersi "in un aula di giustizia, perche' bisogna difendersi nel processo e non dal processo". "Non ho fatto nulla - ha aggiunto il presidente e leader di Sel - nulla che costituisse reato, nulla di nulla. Resta come fatto storico che chi ha vinto il concorso non fosse mio parente, non fosse mio elettore, non fosse persona legata a me da amicizia". "Questo e' stato acclarato - ha sottolineato - cosi' come e' stato acclarato che in quel concorso ha vinto il migliore".

Vendola, quindi, ricordando che "non e' il luogo per parlarne dato che e' la sede della Regione Puglia, ma visto che me lo chiedete" ha annunciato che da oggi si dedichera' completamente alla sfida delle Primarie, dopo la sentenza di assoluzione che lo ha sollevato moralmente, soprattutto perche' ha sempre dichiarato la propria innocenza. "Posso cominciare quindi oggi - ha detto Vendola - la cavalcata delle primarie, finora sono stato molto frenato". Una cavalcata che per i suoi due antagonisti, Pierluigi Bersani e Matteo Renzi, e' cominciata da tempo e che porta percio' il leader di Sel a parlare di uno svantaggio: "trasformero' lo svantaggio in vantaggio - ha affermato Vendola - io che sono sempre stato Davide contro Golia nella mia vita, ora ho due Golia contro cui affrontare la sfida delle Primarie. Spero che ancora una volta vinca Davide". Vendola ha, poi, ricordato di aver firmato una carta d'intenti con Bersani che punta alla rinascita del Paese e di non avere l'ambizione di ricostruire una sinistra radicale. Il presidente della Regione Puglia ha, poi, invitato il mondo dell'informazione ad essere "piu' prudente" alla luce della propria assoluzione dall'ipotesi di reato di abuso d'ufficio e di quella recente dell'ex presidente della Regione Puglia, Raffaele Fitto, in altra inchiesta giudiziaria. Per Vendola e' importante "ripristinare il sentimento del decoro nella vita pubblica" ed occorre "tenere lontana la sanita' da lobbismo e corruzione", riformando l'intero sistema sanitario.

Ribadendo, visibilmente commosso, di avere "fiducia nella magistratura" ha detto: "sono felice, l'innocenza e' scritta nel mio cuore e se l'innocenza e' scritta in una sentenza di Tribunale, mi rende particolarmente felice". "I potenti che esercitano funzioni pubbliche che ogni giorno firmano migliaia di atti - ha continuato il Presidente - devono sapere di essere soggetti a controllo di legalita'". "Voglio sgomberare il campo da quei veleni - ha detto vendola - che sono i risentimenti". "Credo di aver sofferto molto, e' stato un dolore lancinante perche' vedere accanto al mio nome e al mio cognome l'evocazione di figure di reato mi feriva e mi umiliava - ha sottolineato - e tuttavia questo puo' capitare a un semplice cittadino, puo' capitare ad un presidente di Regione. E' capitato a me, non me ne sono lamentato, sono andato a difendermi dentro al processo ed ho manifestato e manifesto fiducia nella giustizia". "Oggi - ha concluso - nonostante il dolore che ho provato penso di meritare un puo' di felicita", anche perche' "l'idea di essere confuso con un qualunque Fiorito mi dava dolore".

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