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Torino, Caselli: con "Colpo di coda" non è finita

'NDRANGHETA: COLPO DI CODA, CASELLI 'NON E' FINITA' -

Torino, 23 ottobre 2012 - "L'operazione si chiama 'colpo di coda', ma questo non vuol dire che sia finita''. Lo afferma il procuratore capo di Torino Gian Carlo Caselli, commentando gli arresti eseguiti questa mattina dai carabinieri contro la 'ndrangheta in Piemonte. "E' uno sviluppo dell'operazione Minotauro", sostiene Caselli, che riferendosi all'influenza "degli affiliati alle elezioni amministrative di Chivasso, in cui hanno cercato di infiltrare i loro uomini", ha voluto specificare: "Non ha avuto nessuna refluenza o ricaduta sulla attuale amministrazione di Chivasso".

Con 'Colpo di coda' prosegue 'Minotauro' 'Ndrangheta/ Caselli: Con 'Colpo di coda' prosegue 'Minotauro' Rispunta filone politico nelle inchieste su infiltrazioni - "Uno sviluppo dell'operazione Minotauro, ma non vuol dire che tutto sia finito". Così il procuratore capo di Torino, Giancarlo Caselli, presentando l'operazione 'Colpo di Coda', che stamattina ha portato alla esecuzione di 22 ordinanze di custodia cautelare in Piemonte e Calabria. Gli indagati appartengono alle locali di Chivasso (Torino) e di Livorno Ferraris (Vercelli). Quest'ultima considerata dagli inquirenti una nuova costola della locale di Chivasso. L'indagine e' partita da alcuni sviluppi della locale di Volpiano(Torino), come ha illustrato Caselli, attraverso la quale i Carabinieri hanno raccolto indizi che hanno condotto a ulteriori affiliati nel torinese e nel vercellese.

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