La 'ndrangheta spediva la cocaina per posta
Reggio Calabria, operazione ''Revolution'': i nomi degli arrestati . La 'ndrangheta spediva la cocaina per posta
Tra le persone coinvolte anche il nipote del "Tiradritto"
Sono 29 le persone arrestate dalla guardia di finanza di Reggio Calabria nell'ambito dell'operazione "Revolution", condotta contro una presunta associazione per delinquere dedita al traffico internazionale di stupefacenti. Gli arrestati sono: Olinto Bettini, di 41 anni, cittadino belga; Giovanni Brancatisano, di 24 anni; Leonardo Brescia, di 42 anni; Sandro Bruzzaniti, di 29 anni; Giuseppe Cantoro, di 50 anni; Domenico Curinga, di 64 anni; Carlo Ferrara, di 46 anni; Antonio Flore, di 45 anni; Francesco La Cava, di 38 anni; Cosimo La Corte, di 33 anni; Geremia Maviglia, di 37 anni; Maurizio Maviglia, di 33 anni; Francesco Meduri, di 40 anni; Alessandro Molinari, di 47 anni; Pasqualino Morabito, di 44 anni, nipote del capo cosca Giuseppe Morabito "U Tiradrittu"; Mario Francesco Mollica, di 39 anni; Vincenzo Morgante, di 42 anni; Domenico Oliverio, di 41 anni; Bruno Pizzata, di 53 anni; Sebastiano Pizzata, di 24 anni, figlio di Bruno Pizzata; Cosimo Ribezzi, di 53 anni; Mario Spagnolo, di 50 anni; Giancarlo Sorrone, di 47 anni; Francesco Strangio, di 66 anni; Cataldo Tanzarella Tanzarella, di 64 anni; Paolo Francesco Ungaro, di 40 anni; Severino Rocco Zoccoli, di 49 anni; Francesco Zoccoli, di 40 anni; Vincenzo Zurlo, di 56 anni.
Operazione Revolution interviste, Conferenza Stampa e video
Reggio Calabria, operazione ''Revolution'': i nomi degli arrestati . La 'ndrangheta spediva la cocaina per posta
Tra le persone coinvolte anche il nipote del "Tiradritto"
Sono 29 le persone arrestate dalla guardia di finanza di Reggio Calabria nell'ambito dell'operazione "Revolution", condotta contro una presunta associazione per delinquere dedita al traffico internazionale di stupefacenti. Gli arrestati sono: Olinto Bettini, di 41 anni, cittadino belga; Giovanni Brancatisano, di 24 anni; Leonardo Brescia, di 42 anni; Sandro Bruzzaniti, di 29 anni; Giuseppe Cantoro, di 50 anni; Domenico Curinga, di 64 anni; Carlo Ferrara, di 46 anni; Antonio Flore, di 45 anni; Francesco La Cava, di 38 anni; Cosimo La Corte, di 33 anni; Geremia Maviglia, di 37 anni; Maurizio Maviglia, di 33 anni; Francesco Meduri, di 40 anni; Alessandro Molinari, di 47 anni; Pasqualino Morabito, di 44 anni, nipote del capo cosca Giuseppe Morabito "U Tiradrittu"; Mario Francesco Mollica, di 39 anni; Vincenzo Morgante, di 42 anni; Domenico Oliverio, di 41 anni; Bruno Pizzata, di 53 anni; Sebastiano Pizzata, di 24 anni, figlio di Bruno Pizzata; Cosimo Ribezzi, di 53 anni; Mario Spagnolo, di 50 anni; Giancarlo Sorrone, di 47 anni; Francesco Strangio, di 66 anni; Cataldo Tanzarella Tanzarella, di 64 anni; Paolo Francesco Ungaro, di 40 anni; Severino Rocco Zoccoli, di 49 anni; Francesco Zoccoli, di 40 anni; Vincenzo Zurlo, di 56 anni.
I Finanzieri del Nucleo di Polizia
Tributaria di Reggio Calabria, appartenenti al G.I.C.O./Sez. G.O.A., hanno dato
esecuzione, nella mattinata odierna, all’ordinanza di custodia cautelare nei
confronti di 29 soggetti appartenenti ad un’associazione a delinquere
finalizzata al traffico internazionale di ingenti quantitativi di cocaina e
spendita ed introduzione nel territorio dello Stato di un falso Bond della
Federal Reserve degli Stati Uniti d’America del valore nominale di 500.000.000
di US dollars.
Le complesse e prolungate indagini,
finalizzate alla completa disarticolazione della richiamata associazione a
delinquere, sono state dirette dal Procuratore Capo F.F. della Procura della
Repubblica di Reggio Calabria, Dr. Ottavio SFERLAZZA, dal Proc. Aggiunto Dr. Nicola
GRATTERI e dai Sostituti Procuratori D.D.A. - Dott. Federico PERRONE CAPANO e
Dr. Francesco TEDESCO.
In
particolare, il rinvenimento di un pacco
contenente cocaina in forma liquida, effettuato - in data 20 marzo 2010 - dai
militari appartenenti al Gruppo della Guarda di Finanza di Milano/Malpensa ha
costituito l’innesco delle indagini i cui esiti sono alla base dell’operazione
odierna, convenzionalmente denominata “Operazione
Revolution”.
Il
pacco postale, proveniente dall’Argentina e con destinazione finale Africo
Nuovo, riportava i seguenti dati identificativi: “Mittente: VENTRESCA ROQUE Nicolas, Calle San Lorenzo
n. 1442 – MARTINEZ PEIA BSAS Argentina; Destinatario: MAVIGLIA Geremia, via Garibaldi n. 13 89030 Africo Nuovo – Reggio
Calabria – Italia”.
Sottoposto
a controllo, si accertava che al suo interno conteneva un set di accessori da
bagno in plastica, le cui cavità interne erano state riempite di cocaina in
forma liquida, del peso lordo pari a gr. 1.482, che a seguito di un laborioso
processo di raffinazione, avrebbe
consentito di ottenere circa 500
grammi di cocaina.
A seguito di coordinamento investigativo tra le
Procure di Busto Arsizio e Reggio Calabria, la locale Direzione Distrettuale
Antimafia autorizzava il G.O.A. ad eseguire (dopo la sostituzione della cocaina
con lidocaina, sostanza inerte che ad
un drop test da gli stessi risultati
dello stupefacente) attività investigativa per individuare i componenti
dell’organizzazione criminale coinvolti nel traffico internazionale di sostanze
stupefacenti.
Dall’accertamento della corrispondenza tra il
destinatario del pacco e colui che lo ha materialmente ritirato, ha preso corpo
la complessa ed articolata attività investigativa che ha consentito di
accertare come il sodalizio individuato mantenesse - e sino ad oggi ha mantenuto
- saldi rapporti con il territorio di origine nella provincia di Reggio
Calabria, in particolar modo con i paesi di provenienza dei principali
indagati, San Luca, Bovalino ed Africo, ma con una capacità di proiezione e di infiltrazione su
tutto il territorio nazionale ed internazionale.
Le indagini, infatti, hanno permesso di constatare come
i membri dell’organizzazione disponessero di basi logistiche ed appoggi in
tutta Italia, in particolar modo a Milano, nei paesi dell’hinterland milanese, e nei principali Paesi europei, quali Germania
(Duisburg, Oberhausen e Dusseldorf), Olanda (Amsterdam) e Belgio (Anversa).
L’Operazione odierna può essere suddivisa, idealmente,
in tre fasi:
-
la prima fase delle indagini
ha permesso di individuare - grazie al rinvenimento del pacco postale destinato
ad Africo - il gruppo criminale dedito al traffico di sostanze stupefacenti con
proiezione sul cosentino.
In
tale ambito, grazie ad una telecamera posizionata in prossimità dell’Ufficio
postale di Africo Nuovo, veniva identificato il MAVIGLIA Geremia cl. ‘75 in colui che materialmente ha ritirato il
pacco contenente la cocaina in soluzione liquida.
Individuato
l’anello debole dell’organizzazione, venivano individuati MAVIGLIA Maurizio cl. ‘79, LA CAVA Francesco cl. ‘74, MEDURI Francesco cl. ‘72,
i quali erano i soggetti dediti al traffico illecito nella città di Cosenza.
-
La seconda fase ha consentito di
individuare il cd. “anello intermedio”
dell’organizzazione, composta da personaggi di indubbio spessore criminale,
legati - per vincoli di sangue - alla ‘ndrina BRUZZANITI di Africo.
In
tale ambito, veniva individuato il gruppo criminale facente capo a BRUZZANITI Sandro cl. ‘83, affiliato alla
famiglia di ‘ndrangheta BRUZZANITI, legata alla cosca MORABITO – PALAMARA – BRUZZANITI di Africo.
Nel
corso delle indagini, il BRUZZANITI
Sandro ha esercitato, senza soluzioni di continuità, la sua costante
attività di cessione di sostanze stupefacenti per quantitativi stimabili in
diverse decine di chilogrammi di cocaina, unitamente ai suoi “collaboratori” MOLLICA Mario Francesco cl.
‘73, BRANCATISANO Giovanni cl. ‘88, CURINGA Domenico cl. ‘48, FERRARA Carlo cl.
‘66, OLIVERIO Domenico cl. ’71 e
MORABITO Pasqualino cl. ’68 - nipote del noto capo cosca MORABITO Giuseppe
“U
Tiradritto”.
Nell’agosto
2010, il gruppo criminale legato a BRUZZANITI
Sandro ha trattato la vendita di una partita di cinque chilogrammi di
cocaina a ZURLO Vincenzo cl. ‘56
alias “Lo Zio” - soggetto appartenente alla Sacra Corona Unita - il
quale – ancorché paraplegico - operava con disinvoltura nel settore del
traffici illeciti di cocaina.
Nell’odierna
Operazione Revolution lo stesso è risultato a capo di gruppo criminale
pugliese, nelle cui fila figuravano altri soggetti noti alle Forze dell’Ordine
per fatti di contrabbando, quali FLORE
Antonio cl. ‘67, TANZARELLA TANZARELLA Cataldo cl. ‘48, LA CORTE Cosimo cl. ‘79,
UNGARO Paolo Francesco cl. ’72 e CANTORO Giuseppe cl. ‘62.
In
particolare, le investigazioni hanno consentito di individuare “una corsia
preferenziale” tra gli “Africoti” -
grazie all’intermediazione di BRANCATISANO
Giovanni – ed i “pugliesi” – rappresentati dai fratelli ZOCCOLI Severino Rocco cl. ‘63 e Francesco cl. ’72 (di origini
calabresi)
Tra
l’altro, durante le trattative tra calabresi e pugliesi ZOCCOLI Francesco era
in stato di latitanza ed ospitato proprio da FLORE Antonio (noto imprenditore edile di Ostuni attivo anche nei
lavori di edilizia).
Il
collegamento tra il gruppo criminale dei pugliesi e quello degli “Africoti”, testimoniato oltreché
dall’ospitalità offerta a ZOCCOLI Francesco durante il suo stato di latitanza,
emerge anche da due “pizzini” rinvenuti
presso l’abitazione di FLORE Antonio
durante una perquisizione effettuata da questo Nucleo Pt nel marzo 2011.
Infatti,
in quel contesto, tra gli effetti personali di FLORE Antonio vennero rinvenuti
un “pizzino” sul quale era stato
annotato l’indirizzo mail di ZOCCOLI
Francesco ed un altro “pizzino” ove erano annotate le
generalità GIORGI Antonio cl. ’33 - personaggio di spicco dell’omonima cosca GIORGI di San
Luca, attualmente detenuto presso la
Casa circondariale di Bari.
Il
monitoraggio della cessione dell’importante partita di cocaina ha consentito di
individuare il cd. “anello superiore”
dell’organizzazione, rappresentato da PIZZATA
Bruno cl. ‘59 e STRANGIO Francesco cl.
‘46, personaggi di spicco della cosca
di ‘ndrangheta di San Luca NIRTA -
STRANGIO.
-
La
terza fase delle indagini ha, infine, consentito di identificare il comune
denominatore al gruppo criminale dei calabresi ed il gruppo criminale dei
pugliesi. Infatti, la partita di cocaina da cedere ai pugliesi doveva essere
fornita dal narcotrafficante PIZZATA
Bruno.
Cessione
di cocaina non andata a buon fine a causa dell’errato “taglio” della stessa
che, di fatto, ha reso inutilizzabile la sostanza stupefacente.
La
mancata cessione del 2010 è il momento investigativo che permette di
individuare il vertice della piramide criminale, rappresentata da STRANGIO Francesco e PIZZATA Bruno, brokers della cocaina con capacità di trattare direttamente con i narcos sudamericani.
Tra
l’altro, le investigazioni hanno consentito di accertare come i due promotori
dell’organizzazione fossero in grado di muoversi agevolmente su tutto il
territorio nazionale ed europeo, potendo vantare basi logistiche in Germania,
nelle città di Duisburg ed Oberhausen, in Olanda, nella capitale Amsterdam, e
nella città belga di Anversa.
Inoltre,
l’affiliazione ‘ndranghetista dello STRANGIO e del PIZZATA ha determinato la facilità di trattare direttamente
l’acquisto di ingenti partite di cocaina, occultate in container, da far
giungere in tutti i porti europei attraverso le cargoship provenienti dal Sud
America.
Nelle
loro attività illecite, i due promotori si sono avvalsi del “servizio” di PIZZATA Sebastiano cl. ‘88 (figlio di PIZZATA Bruno), MORGANTE Vincenzo cl. ‘70 e BETTINI Olinto cl. ’71 - cittadino
belga.
Il
definitivo riscontro sul ruolo di tutti i componenti dell’organizzazione
calabrese veniva acquisito allorquando si individuava un ingente carico di
cocaina occultato all’interno di un container imbarcato sulla cargoship STAR
PRIMA, salpata dal porto di Santa Marta (Colombia) in data 21 gennaio 2011 e
giunta al porto di Anversa (Belgio), in data 31 gennaio 2011.
Sotto
la direzione della locale Direzione Distrettuale Antimafia, in data 4 febbraio
2011, militari del G.I.C.O./Sezione G.O.A., unitamente a militari del R.O.S.
dell’Arma dei Carabinieri di Milano, in collaborazione con la Polizia del Commissariato
21 di Duisburg, facevano irruzione in una pizzeria gestita da calabresi (“Pizzeria La Cucina”) situata nella
cittadina tedesca di Oberhausen, scovando il latitante PIZZATA Bruno.
A latere del
traffico internazionale di sostanze stupefacenti, le investigazioni sul gruppo
pugliese hanno consentito di accertare che il medesimo gruppo era contestualmente
impegnato nell’introduzione – sul territorio nazionale - di Bond
della Federal Reserve degli Stati Uniti d’America falsi, del valore
nominale di 500.000.000 di $, al fine di precostituire delle linee di credito,
da utilizzare per successive investimenti imprenditoriali.
Al fine di
bloccare l’evidente danno economico che avrebbe causato tale operazione
finanziaria, il 24 marzo 2011,
presso l’abitazione di FLORE Antonio
veniva rinvenuto in una cassaforte e, pertanto, sottoposto a sequestro il “falso”
Bond
emesso dalla Federal Reserve
degli Stati Uniti d’America del valore nominale pari a 500.000.000
(Cinquecentomilioni) di US Dollars.
Tale
rinvenimento ha permesso, quindi, di dare riscontro alle risultanze
investigative derivanti dalle attività tecniche di intercettazione, constatando
l’esistenza di un gruppo criminale, dedito alla spendita ed introduzione nel
territorio dello Stato di falsi Bond della Federal Reserve degli Stati Uniti
d’America, composto da SPAGNOLO Mario
cl. ‘62, BRESCIA Leonardo cl. ‘70,
MOLINARI Alessandro cl. ‘65, SORRONE Giancarlo cl. ‘65 e RIBEZZI Cosimo cl. ’59.
La complessa
operazione è stata resa possibile anche grazie alla collaborazione ed il
coordinamento della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga, del Comando Generale
della Guardia di Finanza – II Reparto e del Servizio Centrale I.C.O. di Roma e
il fondamentale ausilio della POLIZEI DES LANDES NOORDRHEIN WESTFALEN DI
Duisburg.
L’operazione è stata eseguita nelle
Province di Reggio Calabria, Cosenza, Brindisi, Milano, Monza/Brianza, Como,
l’Aquila, Pisa, Chieti e Genova ed ha visto l’impiego di circa 160 militari.
Reggio Calabria 18.10.2012






























1 Commenti
Credo che prima di scrivere qualsiasi cosa bisognerebbe prima verificare, e non perché uno dice una cosa, tutti dietro a ripetere. Forse il nome del signor Giuseppe Morabito porta a vendere più giornali o, in questo caso, a far accedere al sito più persone, ma il dovere di un giornalista è riportare i fatti e soprattutto le verità per cui già quando si dice che il signor Pasqualino Morabito sia nipote di Giuseppe Morabito si riporta una menzogna in quanto il signore sopracitato non è figlio di nessun figlio del signor Morabito, non è figlio di nessun fratello del signor Morabito e non è figlio di nessun nipote del signor Morabito quindi vorrei sapere come voi possiate scrivere che è il nipote? Iniziate a verificare prima di scrivere perché solo così si potrete essere chiamati giornalisti
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