Brillante operazione della Squadra Mobile della 'Città del Bergamotto e dei Bronzi di Riace' guidata dal primo dirigente Gennaro Semeraro, che ha inferto un duro colpo al clan dei Rosmini. Il gip del Tribunale, su richiesta della Dda, ha emesso un'OCCC nei confronti di dodici persone, accusate a vario titolo di associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione, detenzione di armi da guerra e intestazione fittizia di beni. Il presunto capobastone Francesco Rosmini, ritenuto dagli inquirenti il capo del clan operativo nei quartieri di Modena, Ciccarello e San Giorgio Extra, è stato arrestato e messo in prigione. Il dirigente della sezione antiracket della Squadra Mobile, Francesco Giordano nel commentare l'operazione in conferenza stampa, ha detto:" Il re è nudo, la cosca Rosmini è in ginocchio". Dodici persone, accusate di far parte delle cosche Rosmini e Caridi, sono state arrestate dalla Squadra Mobile di Reggio Calabria. Sequestrati beni per 5 milioni di euro.
REGGIO CALABRIA, OPERAZIONE "CARTARUGA", L'ESCALATION DEL CLAN DEI CONDOFURIOTI: (DIEGO ROSMINI) E SUO SUOCERO ANTONINO CASILI, CONSIDERATO IL CAPO IN PECTORE DELLLA LOCALE DI CONDOFURI, VEDI OPERAZIONE KONTA KORION-PAROLE D'ONORE
La cosca mafiosa era stata disarticolata in precedenza dalle operazioni "Alta tensione", "Alta tensione 2" e "San Giorgio". C'è stata pure la collaborazione di alcuni pentiti, tra cui Fregona, Moio, Villani e Lo Giudice. Importanti le intercettazioni telefoniche. Il boss Francesco si paragonava a un "re generoso", a un monarca assoluto ma comunque sollecito nei confronti dei sudditi. "Ma dategli il pane al popolo così vi vuole bene, sai quei film quando c'è il re… allora il popolo che grida che ha fame… allora tu dagli il pane e vedi come li tieni buoni!".
Domenico Salvatore
REGGIO CALABRIA- Di fronte alla brillante operazione della Squadra Mobile, guidata dal primo dirigente Gennaro Semeraro, passa in secondo ordine la conferenza stampa unilaterale, anomala e muta; certamente: atipica, inconsueta e singolare. Zero domande, nessuna risposta. A che serve quel largo spiegamento di giornalisti e fotoreporter, a riscaldare la sedia? Per questo, bastano le e-mai corredate di comunicato stampa e relative foto e filmato. Ma quando mai?!?! Qui c'è qualcosa, che non ci torna. E non lo mandiamo a dire. Non sarebbe nel nostro stile. Il surrogato dell'intervistina all'angolo ci può stare, per carità. Ma nell'ottica dell'approfondimento. "Che fretta c'era…" si chiedeva Loretta Goggi al Festival di Sanremo. La batteria del fuoco di fila delle domande, ha fatto l'avanzata francese e la ritirata spagnola? Inghiottita, dal buco nero del triangolo delle Bermuda. Le domande, come tutti sanno, sono basilari per capire i precedenti, gl'intrecci, i retroscena, i collegamenti, i personaggi, fatti e misfatti e perfino le proiezioni. Il giornalista, non ha la sfera magica davanti; non è parente acquisito di Calcante, Tiresia, Cassandra, Laocoonte; non deve consultare l'oracolo di Delfi. In precedenza, dopo un'operazione, pure importante, non è stata tenuta nemmeno la conferenza stampa. E non è il solo episodio anomalo. Ma che sta succedendo? I nostri lettori non si accontentano dei comunicati stampa…"Nelle prime ore della mattinata odierna, personale di questa Squadra Mobile, al termine di una complessa ed articolata attività d'indagine, coordinata dalla locale Procura Distrettuale Antimafia, ha tratto in arresto, in esecuzione dell'ordinanza di custodia cautelare nr.458/11 RGNR DDA-nr.4879/11 RGIP DDA-nr.72/12 R.O.C.C., emessa dal GIP presso il Tribunale di Reggio Calabria, i sottoelencati soggetti:
1. ROSMINI Francesco, nato a Melito Porto Salvo in data 26.06.1964 e residente in Reggio Calabria alla Via Calveri nr.113;
2. CASILI Antonino, nato a Condofuri in data 04.09.1949 e residente in Reggio Calabria alla Via Modena nr.6;
3. MANDALARI Carmelo, nato a Reggio Calabria in data 16.06.1985, ivi residente in via Pio XI diramazione De Domenico nr.10/A;
4. ROSMINI Diego, nato a Reggio Calabria in data 25.06.1972, in atto già detenuto presso la Casa Circondariale di Reggio Calabria;
5. QUARTUCCIO Diego, nato a Reggio Calabria in data 27.03.1980, ivi residente in Via Boschicello nr.20 in atto già detenuto presso la Casa Circondariale di Reggio Calabria ;
6. ESPOSITO Giuseppe Pasquale, nato a Reggio Calabria in data 29.03.1959, ivi residente in Via Argine Destro Calopinace nr.64, in atto già detenuto presso la Casa Circondariale di Reggio Calabria;
7. ALAMPI Natale Paolo, nato a Reggio Calabria in data 12.02.1974 ed ivi residente alla Via Ciccarello Case Popolari nr.5;
8. STELLITANO Antonio, nato a Melito Porto Salvo in data 06.02.1980 e residente in Reggio Calabria alla Via Boschicello nr.16;
9. ESPOSITO Gesualdo, nato a Reggio Calabria in data 31.03.1984 ivi residente in Via Argine Destro Calopinace nr.64;
10. FRENO Domenico, nato a Reggio Calabria in data 24.07.1981 ed ivi residente alla Contrada Livari Superiore Ravagnese nr.42;
11. ROSMINI Bruno, nato a Reggio Calabria in data 30.11.1933 ed ivi residente alla Via Modena S. Sperato VI traversa nr.4;
12. ROSMINI Luana,nata a Melito Porto Salvo in data 22.09.1987 e residente in Reggio Calabria alla Via Ciccarello diramazione Caprai nr.10
In particolare:
ROSMINI Francesco; CASILI Antonino; MANDALARI Carmelo;
del reato p. e p. dagli art. 416 bis, commi da 1 a 5 C. p., per aver fatto parte di un'associazione a delinquere di tipo mafioso denominata 'ndrangheta operante su tutto il territorio della provincia di Reggio Calabria con estensioni in altre parti del territorio italiano ed all'estero;
ed in particolare dell'articolazione territoriale definita: cosca ROSMINI;
finalizzata al controllo dei quartieri di Modena, Ciccarello e S.Giorgio extra di Reggio Calabria, previa spartizione con le altre cosche (quella Borghetto – Caridi –Zindato e quella Serraino) ivi operanti – sulla base di deliberati mafiosi – del territorio d'influenza e delle attività criminali da perpetrare sullo stesso
Con le seguenti posizioni personali:
ROSMINI Francesco
(unitamente a ROSMINI Diego per cui si procede separatamente nel proc. n. 259/2006/21 RGNR DDA)
quali capi e promotori del sodalizio;
CASILI Antonino
(unitamente ad ALAMPI Natale Paolo e MASSARA Osvaldo Salvatore per cui si procede separatamente nel proc. n. 259/2006/21 RGNR DDA)
quali dirigenti – organizzatori del sodalizio, col compito: di reperire ed acquistare armi, mediare i contrasti interni alla cosca, farsi carico delle necessità dei sodali detenuti;
MANDALARI Carmelo
quale partecipe, uomo di fiducia di ALAMPI Natale Paolo e ROSMINI Diego, col compito di accompagnare i familiari di quest'ultimo alle visite presso i parenti detenuti, di riscuotere i proventi delle attività estorsive ed il recupero dei crediti vantati dai sodali detenuti;
ALAMPI Natale Paolo; MANDALARI Carmelo;
del reato p. e p. dagli artt. 110, 56, 629 co. 2 c.p., 7 L. n. 203/91, perché, in concorso tra loro, mediante minaccia, tentavano di costringere "…mastro Ciccio…" (imprenditore non meglio identificato), a consegnare loro una somma di denaro, al fine di conseguire così un ingiusto profitto con altrui pari danno.
ROSMINI Diego; CASILI Antonino;
del reato p. e p. dagli artt. 110 C. p., 2 e 4 L. n. 895/67, 7 L. n. 203/91, perché, in concorso tra loro, detenevano e portavano in luogo pubblico un'arma da guerra, esattamente una mitraglietta marca Sites, modello Falcon, calibro 9 e tre caricatori.
ROSMINI Francesco;
del reato p. e p. dagli artt. 629 co. 2 C. p., 7 L. n. 203/91, perché, mediante minaccia, costringeva D'Aqui Antonino, in qualità di amministratore unico della "Compagnia Portuale T. Gullì" S.r.l., a mettere a disposizione una gru di dimensioni speciali, per consentire all'impresa edile De Paoli S.r.l., di montare e rendere operativa la gru necessaria alla prosecuzione delle attività di un cantiere edile, conseguendo e facendo conseguire così un ingiusto profitto, con altrui pari danno.
QUARTUCCIO Diego; STELLITANO Antonio;
del reato p. e p. dall'art. 81 cpv., 110 c.p., 12 quinquies D. L. n. 306/92, perché, con più atti esecutivi di un medesimo disegno criminoso, in concorso tra loro, Quartuccio Diego attribuiva fittiziamente a Stellitano Antonio la titolarità dell'impresa individuale, adibita a bar pasticceria "Settimo Cielo" con sede operativa in Reggio Calabria alla via Pio XI nr. 184 e dei proventi economici conseguenti all'esercizio ed allo sviluppo dinamico di detta attività d'impresa, al fine di eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniali.
ESPOSITO Giuseppe Pasquale, ESPOSITO Gesualdo;
del reato p. e p. dall'art. 81 cpv., 110 C. p., 12 quinquies D.L. n. 306/92, perché, con più atti esecutivi di un medesimo disegno criminoso, in concorso tra loro, Esposito Giuseppe Pasquale attribuiva fittiziamente a Esposito Gesualdo la titolarità dell'impresa individuale esercente l'attività di bar "L'angolo del Ritrovo" con sede operativa all'interno del centro sportivo Parco Caserta di Reggio Calabria e dei proventi economici conseguenti all'esercizio ed allo sviluppo dinamico di detta attività d'impresa, al fine di eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniali.
ESPOSITO Giuseppe Pasquale, FRENO Domenico;
del reato p. e p. dall'art. 110 C. p., 12 quinquies D.L. n. 306/92, perché in concorso tra loro, Esposito Giuseppe Pasquale attribuiva fittiziamente a Freno Domenico la titolarità dell'impresa di individuale esercente l'attività di autolavaggio, con sede operativa alla via Fondo Versace I Traversa nr. E dei proventi economici conseguenti all'esercizio ed allo sviluppo dinamico di detta attività d'impresa, al fine di eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniali.
ROSMINI Francesco; ROSMINI Bruno; ROSMINI Luana;
del reato p. e p. dall'art. 110 C. p., 12 quinquies D.L. n. 306/92, perché in concorso tra loro, Rosmini Francesco e Rosmini Bruno attribuivano fittiziamente a Rosmini Luana la titolarità della maggioranza delle quote sociali della Cartaruga S.r.l. ed inoltre, Rosmini Bruno, attraverso il fittizio ruolo di amministratore unico, attribuiva fittiziamente alla predetta S.r.l. i proventi economici conseguenti all'esercizio ed allo sviluppo dinamico dell'attività sociale d'impresa, in realtà gestiti e nella disponibilità di Rosmini Francesco, al fine di eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniali.
Contestualmente è stato eseguito il sequestro preventivo delle sotto indicate ditte:
1) CARTARUGA S.r.l. sedente a Reggio Calabria in via Laboccetta snc, P.I. 02290910807, amministratore unico ROSMINI Bruno nato a Reggio Calabria in data 30.11.1933 ivi residente in via Modena San Sperato nr 4, avente ad oggetto la commercializzazione all'ingrosso ed al dettaglio di carta, cartone, prodotti per l'imballaggio, buste in plastica e non e sacchetti per nettezza urbana.
2) Impresa individuale ROSMINI Francesco sedente a Reggio Calabria in via Vecchia San Sperato nr. 1, P.I. 02324070800, di proprietà di ROSMINI Francesco nato a Melito Porto Salvo in data 26.06.1964, residente a Reggio Calabria in via Calveri nr. 113, avente ad oggetto l'attività di agente di commercio di prodotti in plastica e per l'imballaggio, infissi e porte blindate.
3) Impresa individuale STELLITANO Antonio proprietaria del Bar Pasticceria Settimo Cielo sedente a Reggio Calabria in via Pio XI nr. 184, P.I. 02519310805, intestata a STELLITANO Antonio nato a Reggio Calabria in data 06.02.1980, ivi residente in via Maresciallo Cusmano nr. 3.
4) Impresa individuale ESPOSITO Gesualdo proprietaria del Bar L'angolo del Ritrovo P.I. 02583530809 sede legale a Reggio Calabria in via in via Argine destro Calopinace nr. 64, e luogo di esercizio all'interno del centro sportivo Parco Caserta di Reggio Calabria, intestata ad ESPOSITO Gesualdo nato a Reggio Calabria in data 31.03.1984.
5) Impresa individuale FRENO Domenico proprietaria dell'autolavaggio sito in Reggio Calabria in via Fondo Versace I Traversa nr. 3 P.I. 02623380801, intestata a FRENO Domenico nato a Reggio Calabria in data 24.07.1981.
Preliminarmente si rappresenta che provvedimenti restrittivi in argomento, eseguiti all'esito dell'operazione denominata "Cartaruga", si innestano nella prosecuzione dell'attività investigativa condotta sempre da questa Squadra Mobile e che era sfociata nell'emissione di una prima ordinanza di misura cautelare nell'ambito dell'operazione cd. "Alta Tensione", seguita da un secondo analogo provvedimento restrittivo nell'ambito dell'operazione cd. "Alta Tensione 2" e da una terza misura cautelare nell'ambito dell'operazione denominata "San Giorgio".Come si ricorderà, infatti, detta prima fase investigativa aveva consentito di ricostruire gli equilibri criminali nella zona sud di Reggio Calabria, vessata dalla pressione di una pluralità di cosche diverse, una volta nemiche - all'epoca della ormai lontana guerra di mafia degli anni '90- e successivamente armonizzatesi nella spartizione del territorio e delle relative attività criminali da esercitare sullo stesso, nel modo seguente: la cosca LIBRI, con le sue articolazioni legate ai CARIDI per la zona di San Giorgio Extra, agli ZINDATO per la zona di Ciccarello ed ai BORGHETTO per la zona di Modena; la cosca ROSMINI nella zona di Rione Marconi; la cosca SERRAINO per la zona di S.Sperato. La prima, con le sue articolazioni, attiva, in passato, nello schieramento destefaniano, invece la seconda e la terza nel contrapposto cartello condelliano.
Con la nuova attività di indagine venivano rivisitati ed approfonditi gli esiti della precedente attività investigativa, identificando ed individuando le responsabilità di altri associati alle cosche ROSMINI e CARIDI e contestualmente veniva avviata una proficua nuova attività investigativa cui si associavano i conseguiti riscontri alle dichiarazioni dei nuovi collaboratori di giustizia, FREGONA, MOIO, VILLANI e LO GIUDICE Antonino, il tutto perfettamente confermato dagli esiti della corposa attività tecnica di intercettazioni telefoniche ed ambientali condotte da quest'Ufficio.In particolare, la nuova indagine, sempre coordinata dalla locale Procura Distrettuale, ha consentito di assestare un duro colpo ad esponenti apicali della cosca ROSMINI, cioè Diego ROSMINI cl'72 e soprattutto il vertice assoluto dell'omonima consorteria mafiosa, vale a dire ROSMINI Francesco cl'64, raggiunti entrambi dall'odierna misura restrittiva quali veri e propri capi del sodalizio criminale, unitamente ad altri affiliati quali ALAMPI Natale e CASILI Antonino, assurti al ruolo di dirigenti ed organizzatori della cosca, unitamente a MANDALARI Carmelo, uomo di estrema fiducia di Diego ROSMINI e soprattutto dell'ALAMPI. Ancora, oltre al delitto di cui all'art.416 bis c.p., ai citati sono stati contestati una serie di reati-fine espressione tipica dell'associazione mafiosa di cui gli stessi sono partecipi, delitti che spaziano dalle estorsioni alle intestazioni fittizie di attività commerciali, il tutto arricchito dalla disponibilità di armi da guerra per fini altrettanto illeciti.Inoltre, la medesima attività investigativa ha consentito di acclarare tutta una serie di intestazioni fittizie di esercizi commerciali in capo a soggetti gravitanti nella contrapposta consorteria CARIDI, pure egemone nel medesimo comprensorio di riferimento,ossia i quartieri Modena, San Giorgio Extra e Ciccarello di questo centro cittadino.
I risultati complessivamente conseguiti venivano così compendiati nell' odierno provvedimento cautelare.Per quanto riguarda le responsabilità degli indagati si precisa che la figura cardine è stata individuata in ROSMINI Francesco, al quale è stato contestato non solo il pieno inserimento nell'omonimo sodalizio ma anche e soprattutto la assoluta posizione verticistica e, per come emerso nel corso delle indagini, se il cugino Diego ha svolto un ruolo più politico, di paciere, tendente alla composizione dei dissidi, invece Francesco può definirsi un'azionista, un vero capo, figura dominante della cosca che ha stretto un patto di ferro con il clan SERRAINO. Francesco ha manifestato la sua spiccata personalità criminale curando i suoi interessi economici, nello specifico gestendo di fatto la società CARTARUGA, attiva nella fornitura all'ingrosso di materiale cartaceo e buste, non disdegnando di entrare in contrasto con analoghe attività esplicate da esponenti delle cosche LO GIUDICE e LABATE, arrivando finanche ad imporre le sue forniture presso grandi centri commerciali, invadendo perfino il territorio di competenza di altre consorterie, operando in regime di quasi monopolio.Contestualmente il predetto Rosmini ha operato attraverso l'omonima impresa individuale nel settore degli infissi di ogni genere, imponendo le forniture degli stessi nei lavori edili ricadenti nel medesimo contesto territoriale su cui incide la cosca da lui diretta, arrivando a costringere mediante minaccia l'amministratore unico della "Compagnia Portuale T. Gullì" S.r.l. a mettere a disposizione una gru di dimensioni speciali per consentire all'impresa edile De Paoli S.r.l. di montare e rendere operativa la gru necessaria alla prosecuzione delle attività di un cantiere edile, conseguendo e facendo conseguire così un ingiusto profitto, il tutto sulla base di un precedente accordo con l'impresa edile menzionata per la fornitura dei relativi infissi, nella circostanza esplicitamente vantandosi dell'estorsione perpetrata e prontamente carpita durante le attività tecniche di intercettazione.
Durante queste ultime, altresì, è emerso come Francesco ROSMINI si paragonasse ad un monarca assoluto ma generoso con i sudditi, che esercitava il potere senza tuttavia affamare il popolo, Ma dategli il pane al popolo così vi vuole bene, sai quei film quando c'è il re…allora il popolo che grida che ha fame…allora tu dagli il pane e vedi come li tieni buoni!. Chiaro si dimostrava in questo caso il senso di questa affermazione, con la quale il ROSMINI faceva riferimento alla opportunità di avanzare richieste estorsive "ragionevoli", in modo da non esasperare gli imprenditori destinatari delle loro illecite pretese, metodologia questa che comportava due benefici, ovvero quello palesemente dichiarato dal ROSMINI che consisteva nel guadagnare una sorta di benevolenza da parte delle vittime delle richieste estorsive, dal quale ne derivava un secondo, sottinteso, ma di maggiore importanza per ogni appartenente alle organizzazioni mafiose, ovvero l'evitare di esasperare con le proprie richieste estorsive le vittime, fino al punto da portarle a sporgere denuncia presso le competenti autorità, evidenziando la strategia delle richieste estorsive miti, in poche parole, richieste estorsive che non devono essere asfissianti, ma devono essere ragionevoli, quasi tali da far guadagnare la benevolenza della vittima in modo, peraltro, da evitare che, esasperata, essa possa parlare male, rectius sporgere denuncia. Insomma, per usare la metafora narrativa da lui stesso operata, ROSMINI Francesco si presenta e si dipinge come un re generoso!
Sempre dalle indagini è, altresì, emerso come il cugino di Francesco, Diego ROSMINI, unitamente al suocero di quest'ultimo, CASILI Antonino, anch'esso affiliato al medesimo clan, abbiano acquistato da una guardia particolare giurata un'arma da guerra pagandone il corrispettivo in contanti e stupefacente.Altra figura determinante all'interno della cosca ROSMINI si è rivelata quella di MANDALARI Carmelo, affiliato di fiducia di ALAMPI Natale, con il quale ha condiviso il compito di riscuotere i proventi delle attività estorsive, nonché quello di accompagnare i familiari di ROSMINI Diego alle visite presso i parenti detenuti. Inoltre, dalle attività di intercettazione è emerso come il citato si fosse adoperato per il recupero di veicoli rubati da esponenti della comunità nomade stanziate nel territorio di competenza della cosca di appartenenza, garantendo anche, in occasione delle recenti elezioni amministrative comunali, il suo appoggio e soprattutto il suo personale intervento per consentire l'affissione dei manifesti elettorali della candidata a sindaco capolista del PD, LA NUCARA, ai cui attacchini era stata impedita l'affissione perché esponenti della cosca contrapposta dei CARIDI avevano esplicitato che lo spazio era unicamente destinato agli analoghi manifesti del candidato del PDL PLUTINO, poi eletto consigliere comunale e successivamente arrestato sempre da questa Squadra Mobile per il delitto di concorso esterno nell'associazione mafiosa CARIDI a conclusione dell'operazione "Alta Tensione 2".Contestualmente è stato eseguito il sequestro di alcune attività commerciali, per un valore di circa 5 milioni di euro, di cui le prime due indicate in premessa riconducibili alla cosca ROSMINI e le ultime tre alla contrapposta cosca CARIDI.
Nella medesima circostanza sono stati tratti in arresto anche i soggetti che si sono prestati consapevolmente nel realizzare il delitto di fittizia intestazione dei beni sequestrati, espediente per eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniali, finalizzato ad evitarne il sequestro in quanto direttamente riconducibili ad esponenti delle menzionate consorterie mafiose. La Questura di Reggio Calabria 19 ottobre 2012". Sarà pure importante. Anzi, lo è, senza 'ma' e senza 'se'. Compilato da specialisti del settore, che comunque sanno quel che dicono e quel che scrivono, per carità. Già ieri sera, il questore Longo, sollecitava le domande. Una, l'ha posta lo scrivente…La città come hanno chiarito i magistrati in conferenza stampa ed i Comandi Provinciali della Guardia di Finanza, dei Carabinieri e la Questura, è lottizzata al centimetro quadrato. Le forze di polizia coordinate dai giudici, scatenano operazioni dettate dalla DDA, al millimetro quadrato. Tutte le cosche della 'ndrangheta a turn- over, sono state smantellate, fatte, rifatte e disarticolate. Antoine Laurent de Lavoisier indicato come il padre della chmica moderna, diceva che…" Nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasoforma". Un ruolo di primo piano nell'organizzazione, lo giocava Carmelo Mandalari, uomo di fiducia di Natale Alampi. Entrambi, avevano il compito di riscuotere le estorsioni e di accompagnare i familiari di Diego Rosmini alle visite dei parenti nella Casa Circondariale. Mandalari inoltre, doveva recuperare i mezzi e veicoli rubati dagli zingari, comunque subordinati, presenti nel territorio di riferimento. Con i quali tuttavia bisogna confrontarsi e tentare di dialogare. La comunità Rom in tutta la regione, si sta 'allargando' a macchia d'olio.
Ha i suoi capi ed il suo codice.Una comunità 'ingombrante' nel controllo del territorio, con la quale bisogna convivere. La 'ndrina condizionava il voto in occasione delle elezioni comunali del 2011. Spazio solo al candidato del Pdl, Pino Plutino, poi effettivamente eletto consigliere comunale, ora in carcere per concorso esterno in associazione mafiosa. Una volta è dovuto intervenire per permettere l'affissione dei manifesti elettorali alla candidata del Pd Antonia Lanucara, non indagata. Ai suoi attacchini, era stata impedita l'affissione da alcuni soggetti della cosca Caridi. Il procuratore capo della Repubblica f.f. Ottavio Sferlazza, ha ribadito un luogo comune alle altre 'ndrine." Ispezionano capillarmente sino all'asfissia, il territorio e nulla sfugge al loro controllo". Lo Stato c'è insomma; e fa la sua parte. Ma, il cittadino, lo hanno ribadito il questore Longo, il funzionario Giordano ed il capo della Squadra Mobile, Semeraro, deve fare la sua parte. Per liberarsi dalle catene della schiavitù; dal timore riverenziale; dalla sudditanza psicologica; dalla servitù. Serve una presa di coscienza e di responsabilità. Lo Stato incassa un'altra vittoria. Stavolta, perde la 'ndrangheta. Una battaglia vinta non significa la fine della guerra. Sono arrivati i nuovi (Questura, Carabinieri e Guardia di Finanza), in attesa dell'arrivo del nuovo procuratore capo della DDA. Dopo il periodo di ambientamento e lo 'scotto del noviziato', hanno oliato gl'ingranaggi della macchina investigativo-operativa e son partiti lancia in resta; già sono scattate alcune operazioni, con decine di arresti. I Rosmini sono un clan insediato sulla via Pio XI°.
I Rosmini erano parte integrante del cartello di mafia Imerti-Condello-Lo Giudice-Serraino-Rosmini-Saraceno-Fontana e dell'Operazione Olimpia. L'operazione - articolata in più tranche investigative ("Olimpia 2", "Olimpia 3" e "Olimpia 4") - ha permesso di ricostruire 20 anni di storia della criminalità organizzata calabrese, dall'omicidio di Don Mico TRIPODO (1977) alla guerra di mafia tra le cosche DE STEFANO e IMERTI, fino alla pacificazione raggiunta dopo l'omicidio del Giudice SCOPELLITI. In tale contesto operativo sono state sgominate complessivamente 17 cosche, sono stati emessi circa 500 provvedimenti restrittivi e fatta luce su oltre 100 omicidi, di cui sono stati individuati mandanti ed esecutori. L'indagine della D.I.A. ha accertato legami tra la 'ndrangheta, gruppi eversivi e massoneria.Dopo la fine della seconda guerra di mafia ROSMINI Diego, nato a Reggio Calabria il 16.07.1927, ivi residente Via N. Furnari nr.73/A ; ROSMINI Diego, di Antonino e di Morabito Antonia, nato a Reggio Calabria il 03.04.1955, ivi residente Viale Pio XI nr.232 - ROSMINI Francesco, nato a Melito Porto Salvo (RC) il 26.06.1964, residente a Montesilvano (PE) Via Strada da denominare 146 nr.3, furono processati e condannati. Il clan ebbe pure un pentito, Bruno Rosmini, condannato all'ergastolo, nell'àmbito del processo 'Santa Barbara' per gli omicidi di Annunziato Morabito e Giovanni Fotia (28 e 29 luglio 1989). Sebbene Festa Domenico, un altro collaboratore di giustizia, fosse imparentato pure lui con i Rosmini. Inoltre, Festa Domenico era imparentato con un altro pentito: Antonino Gullì, che sposò Azzurra Festa. A parte l'altro pentito, Umberto Munaò, braccio destro di 'Totò' Rosmini. Un altro Rosmini, Natale, fu il killer, assieme a Giuseppe Lombardo inteso'Cavallino' dell'on. Ludovico Ligato (Furono Pasquale Condello, Paolo Serraino, Diego Rosmini senior e Diego Rosmini junior a decretare la fine dell' uomo, durante un summit nei pressi del cimitero di Catona; per questo, furono condannati all'ergastolo).
Il via libera dei capiclan all' esecuzione, fu preceduto da un secondo summit, fra Pasquale Condello, accompagnato da Giuseppe Lombardo e Paolo Iannnò, e Santo Araniti. Uno dei due killers incaricati era proprio Domenico Festa ma venne intercettato dalla Polizia la sera del 22 agosto- Il mammasantissima AntonioTotò Rosmini, condannato all'ergastolo, venne catturato dalla Squadra Mobile, diretta da Salvatore Arena, il 19 dicembre 2004. Aveva preso il posto di Diego Rosmini junior, successore del defunto Diego Rosmini senior; "triangolo" del cartello con Pasquale Condello e Paolo Serraino. Dopo l'omicidio di Antonino Rosmini, parte la faida con i Lo Giudice. Un nuovo pentito di mafia, Maurizio Lo Giudice disse, che ad armare la tragedia fosse stato il gruppo Franco-Moschera su incarico di Mico Libri. In questa storia spuntano ancora tre Rosmini: ROSMINI Bruno, nato a Reggio Calabria in data 30.11.1933 ed ivi residente alla Via Modena S. Sperato VI traversa nr.4; ROSMINI Luana,nata a Melito Porto Salvo in data 22.09.1987 e residente in Reggio Calabria alla Via Ciccarello diramazione Caprai nr.1 ROSMINI Francesco; se altro non c'è. Domenico Salvatore









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