‘Liberato il palazzetto dello sport dai mezzi cingolati e gommati
diretti dalla Giunta comunale, Sindaco in testa. Nel bel mezzo dei
lavori, un’assemblea di operai, in testa il sindacalista Aurelio Monte,
hanno sospeso i lavori per manifestare contro la ditta ASED, (la stessa,
che con i mezzi e gli operai, ha provveduto allo sgombero dell’area in
questione) e rivendicare i loro diritti sacrosanti ed inviolabili. Non
ricevono lo stipendio, da almeno cinque mesi. Una situazione non certo
ottimale per mantenere la famiglia, pagare l’affitto di casa e le rate
della macchina e le tasse e così via. La ditta, a sua volta, rivendica
un credito nei confronti del Comune, di un paio di milioni di euri?
Il Video servizio a cura di MNews.IT
MELITO PORTO SALVO, SGOMBRATO STAMANI, IL CAMPO ROM, DOPO TRENT’ANNI DI OCCUPAZIONE ABUSIVA, SFRATTATI GLI ZINGARI CHE ANCORA RESISTEVANO DOPO L'ASSEGNAZIONE DELLE CASE,
Va detto per dovere di cronaca, che il popolo melitese, sia stato sempre vicino agli zingari, con la cultura dell’accoglimento; e, sostentandoli sin dagli Anni Cinquanta e Sessanta (in cui storicamente si affacciano sulle rive del Tuccio-Melito) con beni di prima necessità. La scolarizzazione di massa, arriverà più tardi; intorno agli anni Ottanta, con la direttrice didattica Angelina Suraci, C’è stato qualche maestro, che ha insegnato a nonni, figli e nipoti. Oggi riuniti in cooperativa, alcuni di loro, lavorano e guadagnano uno stipendio. Domanda: dopo la liberazione dell’area, prenderanno corpo i progetti approvati e finanziati? Il Melito, di mister Mimmo Franco, potrà in una prospettiva futura, se non futurologica, disputare gl’incontri casalinghi sulle rive del Tuccio?
Domenico Salvatore
L'intervista al Sindaco di Melito di Porto Salvo, Gesualdo Costantino
MELITO PORTO SALVO (Reggio Calabria)-Non indossava la cintura né la tracolla tricolore, ma il primo cittadino era presente sul posto; assieme agli assessori tutti. Pure l’esterno Valeria Minicuci ed il consigliere dissidente, Patrizia Crea seconda donna presente in Consiglio; sebbene regolarmente eletta. Polizia di Stato di Condofuri, diretta dal vicequestore Filippo Leonardo; Carabinieri della locale stazione diretta dal maresciallo Andrea Scarpino, che si muove agli ordini del capitano Gennaro Cascone, comandante della Compagnia; Polizia Municipale guidata dal capitano Onofrio Laganà, associazioni di volontariato, Protezione Civile ecc. hanno controllato molto bene la situazione. Benchè i Comandi Provinciali, la Questura e la Prefettura, si tenessero pronti ad intervenire massicciamente, in caso di necessità. Ma non ce n’è stato bisogno. Anche perché i patres degli zingari locali, altrimenti detti Rom, se non nomadi, non hanno ceduto alla tentazione di chiamare…”rinforzi” da Reggio Calabria, Gioia Tauro, Rosarno, Brancaleone ecc.almeno un migliaio di zingari. Uno scontro, che non sarebbe servito a niente ed a nessuno. Anzi avrebbe aggravato la già precaria situazione. Vero è che la delocalizzazione, favorita dalla Regione Calabria, che ha stanziato dei fondi, finalizzati (in parte) ha funzionato bene. Molte famiglie sono state alloggiate in appositi appartamenti, acquistati dal Comune; ed altri affittati. Rimangono ancora, un paio di famiglie da sistemare. Tutto è filato (quasi liscio). Il sindaco, ha garantito che il Comune darà un’area, più a monte rispetto al campo nomadi di Pilati, dove i Rom, potranno “tirare a campare” con i mestieri tradizionali ed evitare così di delinquere. Va detto che il Comune e l’Opera Nomadi di Reggio Calabria, si siano mossi da sempre in sinergìa. I risultati (buoni) sono sotto gli occhi di tutti. A Melito insiste pure una cooperativa di zingari, con regolare stipendio mensile. Ironia della sorte, ha dovuto partecipare attivamente, allo sgombero del campo, villaggio o borgo nomadi.
Ma non tutto è risolto. Anzi c’è ancora da lavorare tra Stato, Regione e Comune di Melito, affinchè venga trovata una situazione ottimale ed armonica. Sebbene gli zingari a Melito, siano scolarizzati da diversi anni ed inseriti (in qualche modo) nel tessuto connettivo della società. Il problema abitativo dei Rom è al centro del dibattito e della convegnistica.”IL PROBLEMA CASA E I GHETTI DEGLI ALLOGGI POPOLARI. Nel nostro paese, fonte www.operanomadirc.it/come altrove, la crisi della politica abitativa, sta generando dei gravi processi di segregazione che interessano la parte più debole della popolazione. La città, che oggi è sempre di più il territorio di residenza degli uomini, rispetto al suo originario statuto di luogo che dovrebbe mettere in relazione tutte le persone per favorire lo scambio e la produzione di beni e servizi, sta diventando lo spazio della segregazione abitativa definita per classi sociali e per etnia.
Questa politica urbana della divisione che riguarda le città di tutto il mondo e quindi anche quelle italiane e calabresi è un fenomeno che nega il diritto ad un habitat inclusivo e quindi nega il diritto alla inclusione nella città... E’ uscito nel mese di marzo 2009 il libro dell’Opera Nomadi di Reggio Calabria pubblicato dalla casa editrice FrancoAngeli dal titolo “I rom e l'abitare interculturale. Dai torrenti ai condomini”.Questo volume è frutto di un progetto dell’Opera Nomadi di Reggio Calabria, diretta da Antonio Giacomo Marino, finanziato dall’Ufficio Nazionale Antirazzismo (UNAR) e realizzato in partenariato con l’Università degli Studi di Messina – Dipartimento di Sociologia “V. Pareto”, l’Opera Nomadi Lazio e la rete europea REVESL’Opera Nomadi si è costituita a Bolzano nel 1963 come associazione regionale del Trentino Alto Adige, nel 1965 è divenuta associazione nazionale e nel 1970 è stata eretta a Ente Morale (D. P. R. n° 347 del 1970).Oggi l’Ente è un’associazione di volontariato ai sensi della legge vigente ed è riconosciuta come Organizzazione non Lucrativa di Utilità Sociale (ONLUS).
L’Associazione è nata dalla necessità di lottare la situazione di estrema emarginazione in cui si trovavano e si trovano le comunità di Rom, Sinti e Camminanti proponendo e realizzando percorsi di inclusione sociale .Nel rispetto dei valori di una società pluralista, l’Opera Nomadi è una associazione apartitica, aconfessionale che accoglie volontari Rom e non-Rom impegnandoli nel perseguire le sue finalità sociali.L’azione dell’Opera Nomadi in generale si configura come un intervento di mediazione tra le parti , che si sviluppa attraverso una progettualità condivisa che prevede azioni dirette e indirette e la partecipazione degli stessi Rom.L’associazione è articolata sul territorio attraverso delle sezioni provinciali e regionali e dei gruppi collaboratori presenti in tutto il territorio nazionale.La Sezione Provinciale di Reggio Calabria è stata costituita , nel 1972, da un gruppo di volontari della Parrocchia di Modena i quali cominciarono ad occuparsi dei Rom a cominciare dalla fine degli anni cinquanta quando le prime famiglie si sedentarizzarono nella città di Reggio Calabria.Oggi la Sezione è costituita da soci Rom e non-Rom che partecipano alla realizzazione delle attività della Sezione.Per il raggiungimento dell’inclusione sociale dei Rom la Sezione di Reggio Calabria opera nei seguenti settori :COMUNICAZIONE SOCIALE E LOTTA AL RAZZISMO.
La Sezione realizza degli interventi di sensibilizzazione rivolti agli Enti locali , all’opinione pubblica e agli stessi Rom per favorire la relazione interculturale tra le due parti quale strumento indispensabile per lo sviluppo dell’inclusione sociale. L’Associazione, facendo riferimento alla legislazione vigente, denuncia e combatte ogni forma di discriminazione diretta e indiretta che si sviluppa nelle Istituzioni pubbliche e private ai danni della comunità Rom e di membri di essa.
HABITAT . La Sezione propone un programma di inserimento abitativo per le famiglie Rom fondato sul modello dell’equa dislocazione dei nuclei sul territorio contro il sistema ghettizzante del "campo Rom" . Questo progetto nasce dalle richieste degli stessi Rom e dalle ricerche degli esperti di politica urbana che ,già da tempo, propongono come modello abitativo per la città inclusiva quello del mix-etnico-sociale. Questa proposta si fonda, inoltre, sulla riflessione secondo la quale l’habitat in cui si vive determina in maniera netta l’inclusione o la esclusione sociale.
ISTRUZIONE .L’Associazione sta attuando un progetto finalizzato all’inserimento scolastico dei minori Rom che prevede la lotta al fenomeno della dispersione scolastica attraverso la progressiva responsabilizzazione delle famiglie Rom e l’applicazione nella scuola di uno stile di insegnamento-apprendimento plurale . Nell’ambito di questa progettualità la Sezione propone nelle scuole la sperimentazione di una didattica variegata quale processo che considera l’alunno come protagonista del processo di apprendimento-insegnamento e quindi ne garantisce il diritto allo studio.LAVORO E FORMAZIONE .
La Sezione realizza percorsi occupazionali per i Rom, mediante la costituzione di cooperative di lavoro, lo sviluppo di iniziative imprenditoriali individuali e attraverso la promozione dell’occupazione presso le imprese del territorio . Le iniziative vengono realizzate considerando le attitudini dei Rom, gli orientamenti del mercato del lavoro e la convenienza economica ottenuta dalle imprese che hanno una forza lavoro eterogenea . L’Ente inoltre, progetta, promuove e realizza in partenariato con Enti e imprese percorsi di formazione professionale per i giovani Rom.TUTELA DELLA CULTURA E DELLA LINGUA ROM. La Sezione realizza delle iniziative finalizzate alla conoscenza e della cultura e della lingua Rom sottolineando la necessità intrinseca della relazione tra le culture per l’esistenza delle stesse. L’Associazione nelle sue iniziative valorizza la cultura e la lingua Rom soprattutto come elementi di una società globale la cui normalità risiede nella diversità oltre che nell’uguaglianza . La Sezione sviluppa anche delle azioni volte alla coscientizzazione etnico-culturale degli stessi Rom per fornire loro gli strumenti necessari per tutelare il loro stile di vita contro ogni forma di razzismo.SANITA’ . La Sezione attraverso le sue azioni di segretariato sociale, di servizio sociale e di consulenza medica realizza un’opera di mediazione tra il Servizio Sanitario nazionale e i Rom garantendo loro il rispetto del diritto alla salute.” Va detto per dovere di cronaca, che il popolo melitese, sia stato sempre vicino agli zingari, con la cultura dell’accoglimento; e, sostentandoli sin dagli Anni Cinquanta e Sessanta (in cui storicamente si affacciano sulle rive del Tuccio-Melito) con beni di prima necessità.
La scolarizzazione di massa, arriverà più tardi; intorno agli anni Ottanta, con la direttrice didattica Angelina Suraci, C’è stato qualche maestro, che ha insegnato a nonni, figli e nipoti. Oggi riuniti in cooperativa, alcuni di loro, lavorano e guadagnano uno stipendio. Domanda: dopo la liberazione dell’area, prenderanno corpo i progetti approvati e finanziati? Il Melito di calcetto, partecipante al campionato di serie B, di mister Mimmo Franco, potrà in una prospettiva futura, se non futurista o futurologica, disputare gl’incontri casalinghi sulle rive del Tuccio? Ma le precedenti amministrazioni comunali, invece di saldare i debiti, hanno scialacquato in opere inutili, costose e raffazzonate, peggio delle cicale canterine. Grazie anche a minoranze evanescenti, incapaci, inefficienti ed inefficaci. Ed avevano pure, la pretesa di andare a governare la cosa pubblica. Ed ora gli zingari sfrattati, come reagiranno. E Nicola Di Bari al festival di Sanremo, cantò… Che colpa ne ho se il cuore è uno zingaro e va/catene non ha, il cuore è uno zingaro e va./Finché troverà, il prato più verde che c’è/raccoglierà le stelle su di se/e si fermerà chissà… e si fermerà".”. Ed il piccolo Joselito…”… Tu che sogni la dolce terra d'Ungheria,/suona ancora con tutta l'anima tzigana./Voglio piangere, come te,di nostalgia/nel ricordo di chi il mio cuore abbandonò./Come il canto che tu diffondi per la via/con il vento, la mia passione dileguò./Suona solo per me,/o violino tzigano./Forse pensi anche tu/a un amore, laggiù/sotto un cielo lontan./…”.

Nel bel mezzo della mattinata, gli operai dell’Ased, che materialmente stavano provvedendo allo sgombero, hanno incrociato le braccia per alcuni minuti, in segno di protesta, per rivendicare la corresponsione di ben cinque mensilità pregresse. Musica…deliziosa, per chi abbia figli da mantenere, se non all’Università; affitto da pagare; macchina da saldare; tasse da onorare ed così via. La ditta pagherà, se il Comune…pagherà, se lo Stato darà; ed il contribuente pure. Ma la città è invasa dalla spazzatura; e dal puzzo nauseabondo. In teoria una “bomba ecologica” che potrebbe esplodere da un momento all’altro. Lo smaltimento tradizionale sta mostrando limiti, difetti e guasti. Per ora, aspettando Godot, si procede a macchia di leopardo. Un rimedio, peggiore del male. Domenico Salvatore
Il Video servizio a cura di MNews.IT
MELITO PORTO SALVO, SGOMBRATO STAMANI, IL CAMPO ROM, DOPO TRENT’ANNI DI OCCUPAZIONE ABUSIVA, SFRATTATI GLI ZINGARI CHE ANCORA RESISTEVANO DOPO L'ASSEGNAZIONE DELLE CASE,
Va detto per dovere di cronaca, che il popolo melitese, sia stato sempre vicino agli zingari, con la cultura dell’accoglimento; e, sostentandoli sin dagli Anni Cinquanta e Sessanta (in cui storicamente si affacciano sulle rive del Tuccio-Melito) con beni di prima necessità. La scolarizzazione di massa, arriverà più tardi; intorno agli anni Ottanta, con la direttrice didattica Angelina Suraci, C’è stato qualche maestro, che ha insegnato a nonni, figli e nipoti. Oggi riuniti in cooperativa, alcuni di loro, lavorano e guadagnano uno stipendio. Domanda: dopo la liberazione dell’area, prenderanno corpo i progetti approvati e finanziati? Il Melito, di mister Mimmo Franco, potrà in una prospettiva futura, se non futurologica, disputare gl’incontri casalinghi sulle rive del Tuccio?
Domenico Salvatore
L'intervista al Sindaco di Melito di Porto Salvo, Gesualdo Costantino
MELITO PORTO SALVO (Reggio Calabria)-Non indossava la cintura né la tracolla tricolore, ma il primo cittadino era presente sul posto; assieme agli assessori tutti. Pure l’esterno Valeria Minicuci ed il consigliere dissidente, Patrizia Crea seconda donna presente in Consiglio; sebbene regolarmente eletta. Polizia di Stato di Condofuri, diretta dal vicequestore Filippo Leonardo; Carabinieri della locale stazione diretta dal maresciallo Andrea Scarpino, che si muove agli ordini del capitano Gennaro Cascone, comandante della Compagnia; Polizia Municipale guidata dal capitano Onofrio Laganà, associazioni di volontariato, Protezione Civile ecc. hanno controllato molto bene la situazione. Benchè i Comandi Provinciali, la Questura e la Prefettura, si tenessero pronti ad intervenire massicciamente, in caso di necessità. Ma non ce n’è stato bisogno. Anche perché i patres degli zingari locali, altrimenti detti Rom, se non nomadi, non hanno ceduto alla tentazione di chiamare…”rinforzi” da Reggio Calabria, Gioia Tauro, Rosarno, Brancaleone ecc.almeno un migliaio di zingari. Uno scontro, che non sarebbe servito a niente ed a nessuno. Anzi avrebbe aggravato la già precaria situazione. Vero è che la delocalizzazione, favorita dalla Regione Calabria, che ha stanziato dei fondi, finalizzati (in parte) ha funzionato bene. Molte famiglie sono state alloggiate in appositi appartamenti, acquistati dal Comune; ed altri affittati. Rimangono ancora, un paio di famiglie da sistemare. Tutto è filato (quasi liscio). Il sindaco, ha garantito che il Comune darà un’area, più a monte rispetto al campo nomadi di Pilati, dove i Rom, potranno “tirare a campare” con i mestieri tradizionali ed evitare così di delinquere. Va detto che il Comune e l’Opera Nomadi di Reggio Calabria, si siano mossi da sempre in sinergìa. I risultati (buoni) sono sotto gli occhi di tutti. A Melito insiste pure una cooperativa di zingari, con regolare stipendio mensile. Ironia della sorte, ha dovuto partecipare attivamente, allo sgombero del campo, villaggio o borgo nomadi.
Ma non tutto è risolto. Anzi c’è ancora da lavorare tra Stato, Regione e Comune di Melito, affinchè venga trovata una situazione ottimale ed armonica. Sebbene gli zingari a Melito, siano scolarizzati da diversi anni ed inseriti (in qualche modo) nel tessuto connettivo della società. Il problema abitativo dei Rom è al centro del dibattito e della convegnistica.”IL PROBLEMA CASA E I GHETTI DEGLI ALLOGGI POPOLARI. Nel nostro paese, fonte www.operanomadirc.it/come altrove, la crisi della politica abitativa, sta generando dei gravi processi di segregazione che interessano la parte più debole della popolazione. La città, che oggi è sempre di più il territorio di residenza degli uomini, rispetto al suo originario statuto di luogo che dovrebbe mettere in relazione tutte le persone per favorire lo scambio e la produzione di beni e servizi, sta diventando lo spazio della segregazione abitativa definita per classi sociali e per etnia.
Questa politica urbana della divisione che riguarda le città di tutto il mondo e quindi anche quelle italiane e calabresi è un fenomeno che nega il diritto ad un habitat inclusivo e quindi nega il diritto alla inclusione nella città... E’ uscito nel mese di marzo 2009 il libro dell’Opera Nomadi di Reggio Calabria pubblicato dalla casa editrice FrancoAngeli dal titolo “I rom e l'abitare interculturale. Dai torrenti ai condomini”.Questo volume è frutto di un progetto dell’Opera Nomadi di Reggio Calabria, diretta da Antonio Giacomo Marino, finanziato dall’Ufficio Nazionale Antirazzismo (UNAR) e realizzato in partenariato con l’Università degli Studi di Messina – Dipartimento di Sociologia “V. Pareto”, l’Opera Nomadi Lazio e la rete europea REVESL’Opera Nomadi si è costituita a Bolzano nel 1963 come associazione regionale del Trentino Alto Adige, nel 1965 è divenuta associazione nazionale e nel 1970 è stata eretta a Ente Morale (D. P. R. n° 347 del 1970).Oggi l’Ente è un’associazione di volontariato ai sensi della legge vigente ed è riconosciuta come Organizzazione non Lucrativa di Utilità Sociale (ONLUS).
L’Associazione è nata dalla necessità di lottare la situazione di estrema emarginazione in cui si trovavano e si trovano le comunità di Rom, Sinti e Camminanti proponendo e realizzando percorsi di inclusione sociale .Nel rispetto dei valori di una società pluralista, l’Opera Nomadi è una associazione apartitica, aconfessionale che accoglie volontari Rom e non-Rom impegnandoli nel perseguire le sue finalità sociali.L’azione dell’Opera Nomadi in generale si configura come un intervento di mediazione tra le parti , che si sviluppa attraverso una progettualità condivisa che prevede azioni dirette e indirette e la partecipazione degli stessi Rom.L’associazione è articolata sul territorio attraverso delle sezioni provinciali e regionali e dei gruppi collaboratori presenti in tutto il territorio nazionale.La Sezione Provinciale di Reggio Calabria è stata costituita , nel 1972, da un gruppo di volontari della Parrocchia di Modena i quali cominciarono ad occuparsi dei Rom a cominciare dalla fine degli anni cinquanta quando le prime famiglie si sedentarizzarono nella città di Reggio Calabria.Oggi la Sezione è costituita da soci Rom e non-Rom che partecipano alla realizzazione delle attività della Sezione.Per il raggiungimento dell’inclusione sociale dei Rom la Sezione di Reggio Calabria opera nei seguenti settori :COMUNICAZIONE SOCIALE E LOTTA AL RAZZISMO.
La Sezione realizza degli interventi di sensibilizzazione rivolti agli Enti locali , all’opinione pubblica e agli stessi Rom per favorire la relazione interculturale tra le due parti quale strumento indispensabile per lo sviluppo dell’inclusione sociale. L’Associazione, facendo riferimento alla legislazione vigente, denuncia e combatte ogni forma di discriminazione diretta e indiretta che si sviluppa nelle Istituzioni pubbliche e private ai danni della comunità Rom e di membri di essa.
HABITAT . La Sezione propone un programma di inserimento abitativo per le famiglie Rom fondato sul modello dell’equa dislocazione dei nuclei sul territorio contro il sistema ghettizzante del "campo Rom" . Questo progetto nasce dalle richieste degli stessi Rom e dalle ricerche degli esperti di politica urbana che ,già da tempo, propongono come modello abitativo per la città inclusiva quello del mix-etnico-sociale. Questa proposta si fonda, inoltre, sulla riflessione secondo la quale l’habitat in cui si vive determina in maniera netta l’inclusione o la esclusione sociale.
ISTRUZIONE .L’Associazione sta attuando un progetto finalizzato all’inserimento scolastico dei minori Rom che prevede la lotta al fenomeno della dispersione scolastica attraverso la progressiva responsabilizzazione delle famiglie Rom e l’applicazione nella scuola di uno stile di insegnamento-apprendimento plurale . Nell’ambito di questa progettualità la Sezione propone nelle scuole la sperimentazione di una didattica variegata quale processo che considera l’alunno come protagonista del processo di apprendimento-insegnamento e quindi ne garantisce il diritto allo studio.LAVORO E FORMAZIONE .
La Sezione realizza percorsi occupazionali per i Rom, mediante la costituzione di cooperative di lavoro, lo sviluppo di iniziative imprenditoriali individuali e attraverso la promozione dell’occupazione presso le imprese del territorio . Le iniziative vengono realizzate considerando le attitudini dei Rom, gli orientamenti del mercato del lavoro e la convenienza economica ottenuta dalle imprese che hanno una forza lavoro eterogenea . L’Ente inoltre, progetta, promuove e realizza in partenariato con Enti e imprese percorsi di formazione professionale per i giovani Rom.TUTELA DELLA CULTURA E DELLA LINGUA ROM. La Sezione realizza delle iniziative finalizzate alla conoscenza e della cultura e della lingua Rom sottolineando la necessità intrinseca della relazione tra le culture per l’esistenza delle stesse. L’Associazione nelle sue iniziative valorizza la cultura e la lingua Rom soprattutto come elementi di una società globale la cui normalità risiede nella diversità oltre che nell’uguaglianza . La Sezione sviluppa anche delle azioni volte alla coscientizzazione etnico-culturale degli stessi Rom per fornire loro gli strumenti necessari per tutelare il loro stile di vita contro ogni forma di razzismo.SANITA’ . La Sezione attraverso le sue azioni di segretariato sociale, di servizio sociale e di consulenza medica realizza un’opera di mediazione tra il Servizio Sanitario nazionale e i Rom garantendo loro il rispetto del diritto alla salute.” Va detto per dovere di cronaca, che il popolo melitese, sia stato sempre vicino agli zingari, con la cultura dell’accoglimento; e, sostentandoli sin dagli Anni Cinquanta e Sessanta (in cui storicamente si affacciano sulle rive del Tuccio-Melito) con beni di prima necessità.
La scolarizzazione di massa, arriverà più tardi; intorno agli anni Ottanta, con la direttrice didattica Angelina Suraci, C’è stato qualche maestro, che ha insegnato a nonni, figli e nipoti. Oggi riuniti in cooperativa, alcuni di loro, lavorano e guadagnano uno stipendio. Domanda: dopo la liberazione dell’area, prenderanno corpo i progetti approvati e finanziati? Il Melito di calcetto, partecipante al campionato di serie B, di mister Mimmo Franco, potrà in una prospettiva futura, se non futurista o futurologica, disputare gl’incontri casalinghi sulle rive del Tuccio? Ma le precedenti amministrazioni comunali, invece di saldare i debiti, hanno scialacquato in opere inutili, costose e raffazzonate, peggio delle cicale canterine. Grazie anche a minoranze evanescenti, incapaci, inefficienti ed inefficaci. Ed avevano pure, la pretesa di andare a governare la cosa pubblica. Ed ora gli zingari sfrattati, come reagiranno. E Nicola Di Bari al festival di Sanremo, cantò… Che colpa ne ho se il cuore è uno zingaro e va/catene non ha, il cuore è uno zingaro e va./Finché troverà, il prato più verde che c’è/raccoglierà le stelle su di se/e si fermerà chissà… e si fermerà".”. Ed il piccolo Joselito…”… Tu che sogni la dolce terra d'Ungheria,/suona ancora con tutta l'anima tzigana./Voglio piangere, come te,di nostalgia/nel ricordo di chi il mio cuore abbandonò./Come il canto che tu diffondi per la via/con il vento, la mia passione dileguò./Suona solo per me,/o violino tzigano./Forse pensi anche tu/a un amore, laggiù/sotto un cielo lontan./…”.
Nel bel mezzo della mattinata, gli operai dell’Ased, che materialmente stavano provvedendo allo sgombero, hanno incrociato le braccia per alcuni minuti, in segno di protesta, per rivendicare la corresponsione di ben cinque mensilità pregresse. Musica…deliziosa, per chi abbia figli da mantenere, se non all’Università; affitto da pagare; macchina da saldare; tasse da onorare ed così via. La ditta pagherà, se il Comune…pagherà, se lo Stato darà; ed il contribuente pure. Ma la città è invasa dalla spazzatura; e dal puzzo nauseabondo. In teoria una “bomba ecologica” che potrebbe esplodere da un momento all’altro. Lo smaltimento tradizionale sta mostrando limiti, difetti e guasti. Per ora, aspettando Godot, si procede a macchia di leopardo. Un rimedio, peggiore del male. Domenico Salvatore
0 Commenti