Metafore, vita reale e metafore di vita reale.
La metafora è quella figura retorica presente nella lingua italiana che sostituisce a un termine un'immagine dotata di forte carica espressiva. Le abbiamo conosciute alle scuole elementari quando per dare l'idea di una persona coraggiosa si faceva riferimento alla figura del leone; oppure quando si parlava di Pinocchio per dare l'idea non solo di una persona dal naso lungo ma anche di colui che dice bugie. Ma la metafora è stata utilizzata nella letteratura, nella poesia e financo nel cinema: come dimenticare lo straordinario Troisi de "Il Postino" a colloquio col suo maestro e poeta Neruda.
Allo stesso modo, la metafora, viene utilizzata da chi, come me, per significare che la politica a Reggio arriva molto dopo gli attacchi personali, le ingiurie e le bugie fa riferimento alla Striscia di Gaza. Chi può smentire, oggi soprattutto, l'utilizzo di questa metafora? Stupisce che la stessa provochi la reazione sdegnata di chi, in un anno di Consiglio Comunale, non è riuscito a confezionare neppure un intervento se non per pronunciare un "si" o un "no". Probabilmente tanti anni di doposcuola sono serviti a poco.
Oltre le metafore, tuttavia, c'è la vita reale. Quella con cui ci si confronta ogni giorno, fatta di problemi, stenti e difficoltà. Quella delle famiglie dei lavoratori che rischiano il posto di lavoro o non percepiscono lo stipendio da mesi. Quella di una città che non offre un servizio uno. Quella, per intenderci, alla quale la politica non solo non è riuscita a dare una risposta, ma ha fatto anche di peggio: non è stata capace di ascoltare, di essere sensibile. Sarebbe bastato questo, avere buon senso.
Alla città, già lacerata da questi problemi, non interessano gli ultimi sussulti di una politica che si è dimostrata fallimentare. Non ha senso, sarebbe come misurare la febbre al morto, a proposito di metafore appunto. La vergogna dovrebbe averla chi ci ha condotti fino a questo punto e nessun altro.
Bisogna prendere atto di questo Commissariamento e indirizzare il nostro agire alla ricostruzione di un tessuto sociale profondamente lacerato.
Infine ci sono le metafore di vita reale. Quelle che, volendo fornire l'immagine di una persona responsabile, fanno riferimento alla figura del buon padre di famiglia, cioè colui che non agirebbe mai contro gli interessi dei suoi figli, della sua famiglia, della sua casa. Cosa che dovrebbe contraddistinguere l'agire di ogni buon amministratore.
Giuseppe Falcomatà
Capogruppo PD
al Consiglio Comunale di Reggio Calabria
sciolto per contiguità mafiose in continuità
con la precedente Amministrazione
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Luigi Palamara
Direttore Editoriale e Fondatore di MNews.IT
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