Reggio Calabria 22 ottobre 2012 - Giornate
tristi accompagnano il mio stato d’animo dopo l’avvenuto scioglimento del
Consiglio comunale della nostra amata città, e l’ultimo dei miei pensieri è
creare o addurre situazioni di scontro sociale che condurrebbero ad un punto di
non ritorno, mentre il nostro unico scopo, è quello di affermare un clima
sereno dove i commissari possano operare nell’interesse della collettività. E’
proprio in quest’ottica che appare indispensabile sgomberare il campo da dubbi
o perplessità, che minino la legittimità di queste figure istituzionali
chiamate a compiere un duro e complesso lavoro, ed a cui mi sento di esprimere
fiducia e stima.
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| Daniele Romeo |
Ma, ed in questo invito la ex minoranza del consiglio comunale
ad evitare di polemizzare o strumentalizzare le mie parole come spesso accade, i quesiti posti a cui ancora oggi non si
è avuto risposta sono importanti per poter meglio comprendere la situazione che
tutti noi stiamo vivendo. La celeberrima relazione della commissione d’accesso,
che già il giorno successivo era in formato libro e pronta per la
commercializzazione (a proposito ma i diritti d’autore a chi vanno? E le
responsabilità giuridiche, morali ed eventualmente penali degli errori o delle
dimenticanze pubblicati a chi sono da addebitare? ) è stato constatato, in
maniera inconfutabile, essere ricca di errori e di palesi violazioni della
privacy in maniera del tutto gratuita verso molte persone che, quotidianamente
sono costretti a rivolgersi agli organi di stampa per chiarire la propria
posizione. Agli organi di stampa per chiarire? Perché? Si ritiene l’organo di
stampa in grado di riabilitarci, per come frettolosamente ci ha esposto alla
pubblica gogna? Perché non rivolgersi all’Autorità competente, all’Ufficio
garante sul territorio della presenza dello Stato in città? Purtroppo è strano,
ma terribilmente reale.
Oggi
il giornalista ha un potere non indifferente, con la sua penna può innalzare ad
onori o far crollare nel disonore più assoluto. Questa osservazione avrei
voluto farla al Signor Prefetto, avrei voluto chiedere al Prefetto quello che i
cittadini vogliono sapere e che tanto frettolosamente è stato reso pubblico, se
la contiguità di cui parla la relazione produrrà il licenziamento dei dirigenti
e dei dipendenti comunali menzionati, se ai consiglieri “sciolti” sarà posto il
veto di candidarsi, se tutti i professionisti, le associazioni e le ditte che,
indebitamente, sono state “marchiate” di contiguità non potranno più operare
nella propria città.
Persone incensurate, senza precedenti penali, oneste ma
“contigue”: quale è, oggi, la loro posizione giuridica? Sono riabilitate? Sono
condannabili? E se si, perché non le arrestiamo? Ma avrei voluto chiedere al
Signor Prefetto anche quello che in città tutti si domandano e che, l’ex
Sindaco Arena, persona onesta e perbene di Reggio Calabria, con grande garbo ed
eleganza intellettuale, durante la sua anomala conferenza stampa ha più volte
ripetuto: perché il certificato antimafia alla società Multiservizi è stato
rilasciato ben sette mesi dopo le vicende giudiziarie note?
Perché, ancora
oggi, alla Leonia non è stato rilasciato dopo che ne era stata fatta richiesta nel
dicembre 2011 da Demetrio Arena? In Prefettura chi si occupa di questa prassi e
quale procedura segue, visti i lunghi tempi di attesa? A Reggio Calabria, con una
relazione imprecisa e distratta, abbiamo individuato la “contiguità con
l’ndrangheta” a Palazzo San Giorgio, ma se il principio che si è deciso di
adottare è questo allora mi chiedo, forse altre Istituzioni hanno in essere
delle “contiguità” che doverosamente devono essere accertate, la Prefettura, la
Provincia, la Camera di Commercio, la Procura, l’Università etc. etc. Questo
avrei chiesto al Signor Prefetto, questo è quello che tutti i cittadini di Reggio
Calabria chiedono. Ed attendono, fiduciosi e speranzosi una risposta finalmente
chiarificatrice.
Daniele Romeo
Coordinatore Pdl Grande Città

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