Modificare l'attuale legge regionale, il CSI scrive al commissario
regionale sanità
« Nello Spot la Salute non deve continuare ad essere un optional », Cicciù (CSI)
Ieri 19 ottobre presso la sala "Area 1914" dello Stadio "O. Granillo"
di Reggio Calabria si è tenuto un workshop informativo circa il tema
della prevenzione e salute nel mondo dello sport, con il lancio della
proposta "Punto Blu CSI" per quanto concerne la dotazione e l'uso dei
defibrillatori presso gli impianti sportivi in cui si disputano le
gare del Centro Sportivo Italiano. Presenti all'incontro: Pietro
Inuso, coordinatore area Formazione del CSI, dott. Fabio Foti,
referente La Feluca srl partner del CSI, Dott. Roberto Gatto e geom.
Roberto Polimeni che hanno esplicato i modus operandi riguardo il
primo Pronto Soccorso in ambito sportivo. « Essere protagonisti di un
cambiamento – esordisce così Paolo Cicciù, presidente provinciale del
CSI – vuol dire essere pronti alle conseguenze che il cambiamento
stesso ci impone: noi del CSI ci sentiamo al centro di un'idea, prima
ancora che di un progetto, ossia quello che prevenire nel mondo dello
Sport deve essere un diktat essenziale per dirigenti e sportivi. Per
fare ciò è necessario che enti come il Centro Sportivo Italiano si
mettano al servizio delle Istituzioni, per divulgare le nuove misure
in materia di sanità nelle attività motorie ed agonistiche, ma al
contempo anche essere "occhio critico e vigile" rispetto ai punti di
applicazione pratica delle idee, che troppo spesso ricadono sulle
spalle meno robuste, in questo caso, si corre il rischio, che ricadano
su quelle degli atleti e dei loro genitori. La salute non è un
optional, la salute va messa al primo posto delle priorità che ogni
Pubblica Amministrazione, che gestisca impianti sportivi, ha nel suo
calendario di incombenze e di assolvimenti presso i cittadini ».
Durante i lavori è stato lanciato il progetto "Punto Blu CSI" « uno
strumento di supporto alle società sportive, alle associazioni e a
tutte quelle pubbliche amministrazioni che vogliono sopperire ad
alcune lacune strutturali e organizzative che per tanto, troppo, tempo
hanno relegato l'aspetto sanitario nello sport come un aspetto
marginale, quasi inutile, partendo dall'assunto "che un buon sportivo,
goda automaticamente di una buona salute". Purtroppo sappiamo che non
è così: nel nostro territorio provinciale abbiamo assistito a delle
vere e proprie tragedie sui campi di gioco, e questo è un indice che
non potevamo sottovalutare. Di concerto con La Feluca srl e in piena
sintonia con la Presidenza Nazionale del CSI abbiamo pensato e reso
sostenibile questo progetto, che porterà le nostre società sportive e
associazioni a potersi dotare del defibrillatore ed a formare le
persone preposte all'utilizzo ad un costo contenutissimo. Ribadiamo,
tutto questo al servizio dello Sport ».
Per partire bisogna innanzitutto dare una svolta nella mentalità: a
partire dalla visita medico sportiva troppe volte considerata una mera
routine e che spesso è stata figlia di escamotage o prove fatte "alla
leggere", tutto questo altresì condizionato dalle lungaggini e dalla
macchina burocratica; è consuetudine che molte società sportive
facciano fare la visita in blocco ai propri atleti, ma che gli uffici
di medicina sportiva fissino le visite oltre metà anno sportivo,
cosicché gli atleti si trovino a disputare oltre metà campionato senza
aver superato un "blocco di partenza" necessario. « Sarà inoltrata al
commissario regionale della sanità la proposta di modificare l'attuale
legge che vieta ai centro di medicina dello sport non accreditate, ma
autorizzate di rilasciare la visita medico sportiva, sarà una
rivoluzione culturale per la regione, il diritto alla salute è il
diritto allo sport »




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