Il Vicepresidente del Consiglio Regionale della Calabria è intervenuto al corso di aggiornamento Diabete Mellito “Importanza dell’attività fisica” tenutosi a Palazzo Campanella, con la seguente dichiarazione.
“Il corso di aggiornamento, promosso dall’Associazione Medici Diabetologi Calabria, col patrocinio della Regione Calabria, riscontra un tema di assoluta attualità sociale. La patologia diabetica, di cui sono sofferenti milioni di esseri umani soprattutto nel mondo occidentale, tanto da essere anche definita ‘malattia dei ricchi’, sta assumendo i caratteri di un autentico allarme per l’insieme delle questioni che impone all’attenzione non solo dei colpiti dalla patologia, ma che chiama in causa l’organizzazione della salute.
Trovo estremamente proficuo un in contro su questo tema, dal momento che la Calabria è una delle regioni italiane che spiccano per il numero di persone affette da diabete di tipo 2. Parliamo di 130 mila persone, il 6.5 % della popolazione. Un numero davvero altissimo. Tuttavia alla base di questi dati, così allarmanti ci siano cause di natura genetica, sia questioni per così dire “sociali”, legate allo stile di vita e alla cultura enogastronomica di questo nostro territorio. Non è un caso che il numero di soggetti diabetici sia molto più alto che nel resto del Paese.
Bisogna dunque cercare un modo per invertire, per quanto possibile, questa tendenza. Cosa può fare il Consiglio Regionale?
Partiamo dal profilo legislativo. La nostra assemblea ha in programma l’approvazione di una proposta di legge presentata dall’On. Pacenza relativa alle disposizione che attuano la legge n. 115 del 16 marzo 1987 sulla prevenzione e la cura del diabete mellito. La proposta, attualmente al vaglio della Commissione Sanità, andrà a riordinare il sistema regionale, carente dal punto di vista normativo da quando la legge è stata approvata in parlamento nel 1987.
Ma solo questo non basta. Il riordino normativo si deve accompagnare a investimenti in ricerca scientifica. Quello che a mio avviso è l’aspetto più importante e su cui la politica può e deve incidere di più: la sensibilizzazione e l’educazione alimentare.
Resta però tutta in piedi la discussione su come organizzare la società, a partire dalla scuola, per educare la popolazione a dedicare più attenzione al tempo libero, all’attività all’aperto, di cui siamo sempre più poveri e a cui rinunciamo con eccessiva rassegnazione.
E tra le misure di contrasto al diabete , sicuramente l’attività fisica, è una delle più performanti.
“Il corso di aggiornamento, promosso dall’Associazione Medici Diabetologi Calabria, col patrocinio della Regione Calabria, riscontra un tema di assoluta attualità sociale. La patologia diabetica, di cui sono sofferenti milioni di esseri umani soprattutto nel mondo occidentale, tanto da essere anche definita ‘malattia dei ricchi’, sta assumendo i caratteri di un autentico allarme per l’insieme delle questioni che impone all’attenzione non solo dei colpiti dalla patologia, ma che chiama in causa l’organizzazione della salute.
Trovo estremamente proficuo un in contro su questo tema, dal momento che la Calabria è una delle regioni italiane che spiccano per il numero di persone affette da diabete di tipo 2. Parliamo di 130 mila persone, il 6.5 % della popolazione. Un numero davvero altissimo. Tuttavia alla base di questi dati, così allarmanti ci siano cause di natura genetica, sia questioni per così dire “sociali”, legate allo stile di vita e alla cultura enogastronomica di questo nostro territorio. Non è un caso che il numero di soggetti diabetici sia molto più alto che nel resto del Paese.
Bisogna dunque cercare un modo per invertire, per quanto possibile, questa tendenza. Cosa può fare il Consiglio Regionale?
Partiamo dal profilo legislativo. La nostra assemblea ha in programma l’approvazione di una proposta di legge presentata dall’On. Pacenza relativa alle disposizione che attuano la legge n. 115 del 16 marzo 1987 sulla prevenzione e la cura del diabete mellito. La proposta, attualmente al vaglio della Commissione Sanità, andrà a riordinare il sistema regionale, carente dal punto di vista normativo da quando la legge è stata approvata in parlamento nel 1987.
Ma solo questo non basta. Il riordino normativo si deve accompagnare a investimenti in ricerca scientifica. Quello che a mio avviso è l’aspetto più importante e su cui la politica può e deve incidere di più: la sensibilizzazione e l’educazione alimentare.
Resta però tutta in piedi la discussione su come organizzare la società, a partire dalla scuola, per educare la popolazione a dedicare più attenzione al tempo libero, all’attività all’aperto, di cui siamo sempre più poveri e a cui rinunciamo con eccessiva rassegnazione.
E tra le misure di contrasto al diabete , sicuramente l’attività fisica, è una delle più performanti.

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