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Cassazione, Sallusti ha una spiccata capacità a delinquere

E' legittimo il carcere nei confronti del direttore del 'Giornale' Alessandro Sallusti per diffamazione a mezzo stampa del giudice Giuseppe Cocilovo. Lo sottolinea la quinta sezione penale della Cassazione, rilevando nella sentenza n.41249 depositata oggi che "la storia e la razionale valutazione di questa vicenda hanno configurato i fatti e la personalita' del loro autore, in maniera incontrovertibile, come un'ipotesi eccezionale, legittimante l'inflizione della pena detentiva".

SALLUSTI: CASSAZIONE, GRAVITA' FATTI GIUSTIFICA CARCERE
MOTIVI SENTENZA, GIORNALISTA HA SPICCATA CAPACITA' A DELINQUERE

Alessandro Sallusti
ROMA, 23 ottobre 2012 - Nei confronti di Alessandro Sallusti la Cassazione motiva la condanna al carcere per la sua ''spiccata capacita' a delinquere'', dimostrata da tanti precedenti e dalla ''gravita'' della ''campagna intimidatoria'' e ''diffamatoria'' condotta nei confronti del giudice Giuseppe Cocilovo quando nel 2007 dirigeva 'Libero'.

Nella sentenza 41249, la Suprema Corte spiega perche', lo scorso 26 settembre, ha confermato la condanna a 14 mesi per diffamazione e omesso controllo a carico di Sallusti per due articoli - uno firmato 'Dreyfus' - pubblicati il 17 febbraio 2007. ''Gli atti processuali - scrive la Cassazione - danno un quadro di forti tinte negative sulle modalita' della plurima condotta trasgressiva'' di Sallusti ai danni non solo di Cocilovo ma anche dei genitori adottivi e di una minorenne ''sbattuti in prima pagina''.

CASO SALLUSTI: CASSAZIONE, E' RECIDIVO, SI' AL CARCERE  - E' legittimo il carcere per il direttore de 'Il Giornale' Alessandro Sallusti, condannato definitivamente a 14 mesi di reclusione per la diffamazione di un magistrato, nel 2007 quando era alla guida di 'Libero'. Lo mette nero su bianco la quinta sezione penale della Cassazione nelle 26 pagine di motivazione contenute nella sentenza 41249 a cui spiega il perche' e' stato bocciato il ricorso di Sallusti lo scorso 26 settembre. In particolare, gli ermellini, citando la Corte europea, ricordano che il carcere per la diffamazione rientra tra le "ipotesi eccezionali" tuttavia legittime nei casi di "condotte lesive di diritti fondamentali". Nello specifico, la suprema Corte mette in evidenza "la spiccata capacita' a delinquere, dimostrata dai precedenti penali dell'imputato" e "la gravita' del fatto delineata dalle modalita' di commissione di fatti caratterizzati da particolare negativita'". La suprema Corte nelle motivazioni spiega come la detenzione sia legittima perche' Sallusti e' recidivo: il direttore de 'Il Giornale' spiega infatti la suprema Corte, ha gia' a suo carico "sette pregresse condanne per diffamazione di cui sei in relazione all'ipotesi prevista dall'art. 57 c.p.". Alla luce di queste considerazioni, la Cassazione spiega che "non puo' ammettersi l'esistenza di una lecita attivita' lavorativa che abbia, come inevitabili prodotti naturali, fatti lesivi di diritti fondamentali dei cittadini".

LE REAZIONI

DIFFAMAZIONE: VIETTI, ELIMINARE CARCERE MA INASPRIRE PENE PECUNIARIE - ''Non entro nel merito della discussione del Parlamento ma se eliminiamo il carcere, come credo sia giusto, l'inasprimento della pena pecuniaria credo sia inevitabile''. Lo ha detto il vicepresidente del Csm, Michele Vietti, a proposito dei lavori del Senato sulla legge sulla diffamazione, dopo la condanna del direttore del Giornale, Alessandro Sallusti. ''Non possiamo trattare - ha osservato ai microfoni di 'Radio Anch'io' - il reato di diffamazione a mezzo stampa in modo difforme dalla diffamazione dei cittadini comuni'', ha avvertito Vietti.

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