Polistena (Reggio Calabria) – "Se c'è qualcuno che dovrebbe recriminare per la campagna di odio e di fango iniziata il giorno dopo del nostro insediamento, quelli sono i componenti dell'attuale Amministrazione Comunale, Sindaco in testa". Esordisce così Michele Tripodi in replica alle esternazioni di Giovanni Laruffa in merito alla comunicata decisione di sottrarsi all'agone politico cittadino, per via dell'inagibilità politica rappresentata dal modus operandi del giovane sindaco, che hanno innescato una girandola di reazioni ancor più movimentando il quadro politico cittadino. Tripodi taccia di vittimismo lo stesso Laruffa e la sua parte politica "tutti a vario titolo impegnati a screditare l'Amministrazione e a distruggere, il buon nome della città di Polistena" riferendo, di contro, la necessità propria e dell'intera amministrazione comunale di "difenderci a viso aperto" dagli attacchi pretestuosi procurati dagli avversari dai quali la sua compagine si è voluta distinguere per discontinuità nell'azione politica. Sulla questione della creazione di nuovi posti di lavoro Tripodi recrimina l'efficientamento delle politiche sociali, il completamento di diversi lavori pubblici e nuove opportunità per piccole e medie imprese. "Non cederemo il passo, anzi le piroette e lo sfasciume del PD di Polistena – continua Tripodi - ci incoraggiano a rimanere in campo per arginare la bramosia del potere, in passato unico collante della malagestione Laruffa". Il primo cittadino, ricordando gli anni dell'amministrazione Laruffa in cui rappresentava l'unica opposizione in consiglio, rivendica lo stato della buona amministrazione odierna conforme al "rispetto dei programmi (non delle promesse parola questa molto conosciuta ai benpensanti) – tiene a precisare - nel rispetto degli impegni assunti con i cittadini e delle regole che spesso la precedente gestione calpestava e continua a calpestare". E sulla sollevata questione dell'interrogazione sul presunto "caso Marcone" ne ribadisce, nel merito, l'infondatezza poiché "gli atti contestati dall'opposizione non hanno prodotto alcuna utilità economica, nè di inquadramento mansionale alla dipendente La Rocca - puntualizza - la quale forse ha la sola colpa di aver collaborato, fra l'altro a titolo gratuito, in attività che altri suoi colleghi si rifiutavano di svolgere". Dunque un non-problema ma una situazione di fatto già presente durante il mandato Laruffa ed artatamente sollevata previa imbeccata offerta da alcuni articoli di stampa, afferma Tripodi, che si domanda "come mai nel quinquennio 2005-2010 l'Amministrazione Laruffa non ha adottato alcun provvedimento per sanare questa speciosa, perché formalmente non esiste per le coppie di fatto, incompatibilità?". L'ultima stoccata la riserva allo stesso Laruffa ed alla compagine piddina: "Piuttosto che fingere di battere ritirata dunque, Laruffa e i suoi pochi sostenitori, dovrebbero smetterla di fare tatticismi tentando di illudere e raggirare i cittadini (…) o puntare sui giovani solo quando c'è da mandarli in avanscoperta" chiosa perentorio Tripodi.
Giuseppe Campisi

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